“So Happy It Hurts”: Bryan Adams torna a Firenze

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Dopo una lunga attesa Bryan Adams torna in concerto nei palasport del nostro paese e anche a Firenze, dopo ben 28 anni!


Bryan Adams è uno dei musicisti live più entusiasmanti del mondo, le sue performance energiche, la sua naturale presenza scenica e la sua voce incredibile sono garanzia di emozione e divertimento.
4 decenni e 14 album, 3 Nominations agli Oscar, 5 nominations ai Golden Globe e 1 Grammy Award. Una carriera in continua evoluzione: l’ultimo suo lavoro, Shine a Light, la cui title track è stata scritta insieme ad Ed Sheeran ha debuttato al numero 1 della album charts nel marzo del 2019.

Ora il songwriter Canadese si presenterà di nuovo sui palcoscenici d’Italia con i brani del nuovo album “So Happy It Hurts”, in uscita a Marzo, che andranno ad aggiungersi alle tante hits con cui Bryan Adams ha occupato le classifiche di tutto il mondo negli ultimi 40 anni: da Heaven a Summer of 69, da Please Forgive Me e Run To You, la carriera di Bryan è costellata da brani che sono nei cuori anche del pubblico Italiano.

Il tour partirà da Roma (11 Febbraio – Palazzo dello Sport) per poi proseguire a Firenze, dove Adams torna dopo 28 anni (il 12 Febbraio al Mandela Forum), e chiudersi in Veneto, a Conegliano (14 Febbraio – Zoppas Arena) un tour che rappresenta già uno degli eventi live più attesi della stagione 2022.

11 Febbraio – Roma, Palazzo dello Sport
12 Febbraio – Firenze, Mandela Forum
14 Febbraio – Conegliano, Zoppas Arena
Pre-Sale esclusiva per gli ascoltatori di R101 dalle 10.00 del 14 Ottobre alle 23:59 del 15 Ottobre.
Informazioni e dettagli su www.r101.it

Apertura vendite: 16 Ottobre ore 10.00 su www.dalessandroegalli.com

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About Author

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo