L’Eredità delle donne: la terza edizione

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Influenti, capaci, determinate: semplicemente donne. La pandemia ha dimostrato come il mondo occidentale, maschilista e misogino, abbia sempre più bisogno delle donne. Nomi come Ilaria Capua e Giovanna Botteri sono entrati – ad un certo punto – nella nostra quotidianità. Perché “l’idea di costruire un mondo nuovo senza le idee delle donne è impossibile”. Ed è con queste parole che la curatrice Serena Dandini apre la terza edizione de L’Eredità delle donne, il festival da tempo impegnato a supportare progetti per l’uguaglianza e l’espressione di genere, nell’ambito dell’Estate Fiorentina.

Sarà la stessa Ilaria Capua ad essere presente in una delle tre giornate del festival che si terrà dal 23 al 25 ottobre presso il centro polifunzionale Manifattura Tabacchi. Un luogo non a caso scelto per questa edizione. La Manifattura Tabacchi è un luogo di donne: è arrivata a dare lavoro fino a 1.400 dipendenti contemporaneamente di cui una buona parte erano le celebri sigaraie. Ma l’evento quest’anno avrà una duplice location online e digitale: il sito sarà fruibile come sorta di canale televisivo per rendere la visione degli incontri accessibile a tutti.

L’eredità delle donne: le ospiti della terza edizione

L’edizione di quest’anno pone la sua attenzione, come punto di riflessione, all’immagine del mondo post-Covid: “Abbiamo chiesto alle nostre ospiti – ha spiegato Dandini – da scienziate a economiste, da imprenditrici a politiche, da scrittrici e da artiste, di esserci per poter testimoniare e raccontarci come immaginano il futuro post covid sui vari temi (dalla medicina alla leadership, dall’ambiente al futuro, dall’economica alla resistenza fino a un New Deal delle arti). D’altronde dalle grandi crisi nascono grandi opportunità, non dimentichiamo che Boccaccio scrisse il Decamerone in un lockdown ante litteram”.

Nei tre giorni della terza edizione del festival L’Eredità delle donne, circa venticinque donne tra scienziate, economiste, imprenditrici e premi Nobel si sussegueranno in una serie di incontri scanditi in sette panel come “Donne con i numeri. Scienziate, scrittrici, economiste che possono cambiare il mondo” in cui sarà presente la virologa Ilaria Capua; “Pensare l’impossibile” con la testimonianza di Annalisa Malara, l’anestesista di Lodi che diagnosticò il primo caso di  coronavirus in Italia;

“Letters from the future” con Gina Rippon, neuroscienziata cognitiva della Aston University di Birmingham e Arti Ahluwalia, professoressa Ordinaria presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione; “Ripartire. Una nuova visione dell’economia e della finanza” con Esther Duflo, Premio Nobel per l’economia 2019. Seguirà poi un “Un New Deal delle Arti” su come restituire spazio all’arte, al cinema, ai musei e come sostenerli post pandemia con gli interventi quello di Emanuela Rossi, regista dell’opera prima “Buio” e di Karole P. G. Vail, direttrice della Peggy Guggenheim Collection di Venezia.

Ospite speciale di questa edizione sarà la poetessa, scrittrice e ambientalista canadese Margaret Atwood con un collegamento video tra riflessioni e ironia per dare vita a un nuovo Umanesimo.

Tra i partner ufficiale di questa edizione è presente Gucci. Quest’anno, più che mai, il noto brand ha voluto dare un messaggio d’inclusione contro ogni forma di stereotipo e discriminazione di genere per la scelta della modella – molto polemizzata sui social – Armine Harutyunyan.

L’Eredità delle donne: programma e come prenotarsi

Per il programma completo del festival potete cliccare questo link.
Qui tutti gli ospiti del festival e le loro biografie.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili fatta eccezione per le due serate condotte da Serena Dandini (23 e 24 ottobre) che saranno su prenotazione tramite Eventbrite. Gli incontri si svolgeranno nel rispetto delle normative anti-Covid.

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Miriam Belpanno

Carrie Bradshaw è il mio alter ego ma anche Bridget Jones. Composta di carne, ossa e 70% di caffeina. Sono appassionata di libri, arte, cinema, viaggi e sessualità. Intraprendo sempre strade diverse, cercando di occuparmi di qualsiasi cosa che mi è sottomano e che merita di essere raccontata, scritta, letta.

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