Cruel Summer: gli effetti del turismo di massa su Firenze
L’estate fiorentina è torrida e satura di turisti. Nelle immagini di Camilla Fatticcioni un girone infernale in cui la Culla del Rinascimento appare trasfigurata tra gelati dai colori psichedelici e bancarelle che ne commercializzano l’icona. I piaceri effimeri della tipica “estate italiana” banalizzano l’identità storica e artistica di molte città della nostra penisola.
Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.Dante Alighieri, Divina Commedia
Inferno Canto III (1-3)
Un gelato che si scioglie sull’asfalto, una folla in piazza della Signoria, un souvenir avvolto nella plastica che restituisce una sensazione di soffocamento, esattamente come in città si percepisce l’affollamento dei turisti. E poi ancora rifiuti e code per entrare in un museo sotto il sole cocente… Overtourism per immagini potremmo dire.

Il progetto fotografico Cruel Summer, cominciato nel 2023, è in itinere e ambisce a estendere la ricerca ad altre città italiane. Il progetto è stato messo in mostra nel 2023 presso la Galleria Rifugio Digitale di Firenze all’interno di una mostra collettiva, pubblicato da Perimetro.eu ed esposto presso la Fondazione Studio Marangoni in dialogo con Common Sense, l’opera del celebre fotografo inglese Martin Parr, un maestro nell’indagare la cultura consumistica.

Camilla Fatticcioni è partita dal capoluogo toscano perché è la città dove abita da diversi anni ormai e che ha visto cambiare, piegandosi al turismo di massa, un fenomeno che ben sappiamo essere ormai di portata globale. I luoghi hanno sempre subito dei cambiamenti e alla fine hanno sempre accolto le innovazioni, ed è giusto che continuino a farlo, ma ci sono novità nei modelli di gestione dei flussi emersi negli ultimi anni che andrebbero implementate.
Il problema è quando si cerca di fare passare la distopia turistica in un inevitabile cambiamento per la maggioranza della popolazione che in una città risiede e la vive tutto l’anno.

C’è poi l’aspetto del basso valore aggiunto. Nel settore turistico spesso troviamo condizioni di lavoro sottopagate, questo perché molti servizi sono a basso valore aggiunto e di conseguenza l’occupazione creata resta precaria.
La crescita trainata dal turismo rischia di essere essenzialmente un vantaggio per pochi rispetto al totale della popolazione del luogo, sulla quale ricade lo sfruttamento delle risorse.

La “turistificazione dell’economia” riguarda un modello di crescita precario, che favorisce la rendita privata e fa ricadere sul pubblico le esternalità negative, un chiaro esempio di modello neoliberista: profitti per pochi, perdite per tutti gli altri.
In conclusione, occorre una riflessione più profonda sul “turismo mordi e fuggi” che va fatta a partire da chi sono i fiorentini che hanno costruito la comunità di cui facciamo parte e soprattutto la Firenze che lasceranno ai posteri.
La “cruel summer” di Camilla Fatticcioni
Firenze è diventata invivibile per i locali ed è presa d’assalto dal turista che viene invece assecondato in una città che è cambiata per accoglierlo e spingerlo a spendere.
<<Attraverso queste immagini Firenze appare svuotata della sua autenticità, inghiottita dal fenomeno dell’overtourism, che è ormai da tempo un problema di portata globale. Un ruolo di primo piano in questa trasformazione è stato giocato dai social network, che incentivano e spingono all’estremo la cultura dell’immagine>>.

Oggi tutti vogliono lo stesso pezzo di Firenze e si assiste a un’omologazione delle esperienze guidata da una sfrenata voglia di consumo che logora la città, rendendola una parodia di sé stessa>> ha dichiarato Camilla a FUL Magazine.
<<Per la realizzazione di questo progetto, che presto estenderò anche ad altre città italiane prese d’assalto dal turismo “mordi e fuggi”, mi sono ispirata allo sguardo diretto di Martin Parr sulla realtà quotidiana del consumo, piena di contrasti messi ancora più in risalto dall’utilizzo diretto del flash. La mia indagine critica in particolare l’atteggiamento del turista “cafone”: la città è una vittima presa d’assalto da chi cerca solo l’immagine perfetta da mostrare sui social e poco gli interessa della storia e della cultura del luogo>>.

Per EURISPES solo a Firenze gli affitti brevi generano un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro, con un flusso annuale di tassa di soggiorno per le casse comunali di 71 miliardi nel 2023 (77 miliardi sono stati stimati per il 2024). Airbnb da sola nel 2023 ne ha versati oltre 14 miliardi, pari al 20% di quanto versato dai 393 hotel cittadini. Secondo l’Istituto di Statistica Europeo, Firenze non è ad oggi nella Top 10 delle mete più afflitte dall’overtourism, guidata da Venezia e Dubrovnik.
Quale sarà l’impatto a lungo termine del turismo di massa su città come Firenze, dove i piaceri fugaci della vacanza perfetta immortalata in foto lasciano dietro di sé il segno di una inevitabile decadenza culturale?
Foto: ©Camilla Fatticcioni