YAB SMOOVE 25 anni di Black-Culture

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Comincia con lo YAB, la nostra panoramica sui club storici di Firenze. In occasione dei 25 anni di YAB Smoove, la serata del lunedì dedicata all’hip hop, abbiamo parlato con lo storico direttore Michele Miannulli.

Che la discoteca YAB – You Are Beautiful non abbia bisogno di molte presentazioni, tanto ai fiorentini quanto a chi a Firenze non abita, è un fatto ormai conclamato. Se lo YAB gode di una reputazione che travalica facilmente i confini regionali, lo si deve anche a una serata, che giunge quest’anno al suo venticinquesimo anno di età e che, fin da subito, si è posta come un vero e proprio punto di riferimento nell’ambito della nightlife italiana: il party YABSMOOVE.

«Il party YAB Smoove deve tutto a un lampo di genio di Armando Casodi – proprietario del locale – quando esattamente 25 anni fa, ebbe l’intuizione di aprire le porte del locale il lunedì notte esclusivamente per gli appassionati del genere hip hop». È Michele Miannulli, storico direttore dello YAB e braccio destro dello stesso Casodi a raccontarci le tappe fondamentali di un percorso che si districa nel corso di tanti anni.

«Abbiamo sempre cercato di mantenere una linea che ci tenesse al passo con i tempi. L’universo musicale, dentro e fuori il mondo della nightlife, cambia molto repentinamente, così come le mode a essa collegate. Questo è soprattutto vero per il mondo dell’hip hop: fino ad alcuni anni fa, l’outfit tipico di chi frequentava lo Yab Smoove era una canotta da basket e un cappellino new era, mentre adesso la scena dell’hip hop, che abbraccia anche i generi quali urban e trap, è più legata al mondo dell’alta moda e del lusso».

Se la tendenza in materia di fashion e style è cambiata, non si può dire lo stesso per le persone che, ancor oggi – almeno fino a quando la pandemia da Covid-19 non ha decretato la chiusura momentanea del locale – animano le serate del lunedì sera, nell’ambito delle quali può essere apprezzata quella che, dagli stessi organizzatori, viene definita «una grande tribù che balla». Questa grande tribù balla, oggigiorno, prevalentemente la black music, ha una cifra distintiva legata al proprio stile e predilige, oltre a quanto succede nella dance floor, la concezione di un vero e proprio spettacolo, vissuto all’insegna della filosofia Zulu Nation, del Love Peace Unity and Having Fun. Tutti ingredienti che hanno contribuito a rinominare il party Yab Smoove “Lunedì d’Italia” e che ne hanno quindi determinato inevitabilmente il successo.

«La fama legata alla serata più longeva di Firenze deriva soprattutto dal fatto che in questi anni si è creato un forte legame con i nostri clienti, quasi indissolubile. Al party Smoove si respira un’atmosfera unica: negli anni, rappresenta ormai un appuntamento fisso per gli amanti della nostra filosofia e un vero e proprio stile di vita per molti dei nostri clienti. Nell’ultimo anno abbiamo avuto ospiti di tutto rispetto che ci hanno permesso di continuare a rimanere sempre tra le top hip hop night italiane. Questa grande organizzazione, legata al grande affetto dei nostri clienti più affezionati, rende tutto ancora più esclusivo».

Da qui, sono passati artisti di portata internazionale come Pharoah Monch, Fatman Scoop, Sugarhill Gang, kurtis Nlow, Young Joc, O.T. Genesis, Nina Sky, Cut Killer, Dj Kool, Dj Vlad, Dj Premier, Tony Touch. Nutrito, nel corso del tempo, è stato anche il contributo di coloro che erano, già allora, artisti di fama nazionale, come Don Joe, Club Dogo, Tormento, Double S, Whoo Kid, Bassi Maestro con Gemon e Marco Polo. Se gli artisti sono stati molteplici nel corso di questo quarto di secolo, ha fare gli onori di casa dietro la consolle ci ha sempre pensato lo storico resistent DJ MASTERFREEZ, uno dei dj più rinomati della scena hip hop italiana fin dagli anni ’80.

Yab Smoove hip hop firenze

La caratteristica che maggiormente, fin dagli esordi, ha contraddistinto il lunedì sera dello Yab, non si è persa nel corso del tempo. Infatti, l’eterogeneità di culture diverse che frequentano lo Yab Smoove è un fattore che è sempre stato messo al centro dell’organizzazione dell’evento: «Avere un meltin pot di culture e persone provenienti da tutta Italia e dal mondo è il nostro più grande vanto», ha precisato Michele con orgoglio. Se l’attaccamento a una condivisione delle diverse culture fatta nel segno della musica non è venuto meno nel corso del tempo, tanti sono stati invece i cambiamenti che hanno riguardato la produzione e l’organizzazione della serata, quanto mai necessari per restare, anno dopo anno, un vero punto di riferimento nel settore:

«Riuscire a rimanere ancora in piedi dopo 25 anni di storia non è facile. Abbiamo una grande organizzazione alle spalle che ci permette di analizzare trend musicali, grafici e scenografici. Il primo che studia tutte le evoluzioni interne al nostro settore è proprio DJ MASTERFREEZ, una vera colonna portante di tutta l’organizzazione. Negli anni, la mia direzione artistica ha affrontato anche delle scelte complicate: non sono sempre riuscito a creare una squadra perfettamente amalgamata. Non è stato sempre facile scegliere le persone giuste da avere al mio fianco. Da qualche anno, ho scommesso su ragazzi giovani creativi e di talento, come Andrea Valente, attuale direttore artistico di Yab Smoove». G

Grazie anche all’estro artistico di Andrea, lo Yab Smoove è sempre un “cantiere aperto”, come ci ricorda alla fine di questo viaggio Michele: «Il nostro nome si lega spesso anche a esclusive partnership con artisti internazionali, ed è anche per questo motivo che stiamo preparando una programmazione che lascerà tutti a bocca aperta. Ne vedrete delle belle».

Tanti auguri Yab Smoove, altri 25 anni portati così.

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About Author

Lucrezia Caliani

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo