ALTER torna a Firenze: la seconda edizione tra arte, musica e scena indipendente
ALTER torna a Firenze con una seconda edizione che sviluppa il format già avviato nel primo capitolo. L’inaugurazione è fissata per il 10 aprile e segna un nuovo passaggio per un progetto che mette insieme arte visiva, musica e allestimenti immersivi.
La mostra ALTER si svolge presso Labirinto.fi, in Via della Chiesa 23, spazio dedicato a residenze, mostre, workshop ed eventi. L’inaugurazione è prevista per il 10 aprile, con un opening serale che segna l’avvio della seconda edizione del progetto.
Il progetto è curato da Giovanni Casini e Irene Fanti, giovane curatore di mostre, e nasce con l’obiettivo di costruire uno spazio per la scena artistica indipendente, lavorando su un formato che supera quello della mostra tradizionale.
Il tema scelto è “Membrana”, intesa come superficie di passaggio tra corpo e ambiente, tra esperienza fisica e dimensione digitale. Le opere si muovono su questo confine, mettendo in relazione materiali, installazioni e linguaggi che lavorano tra reale e artificiale.
Gli artisti della seconda edizione
La mostra riunisce undici artisti con approcci diversi tra loro: Nicola Ferro (Hifinix), Riky Boyz, Giuseppe Salis (Beppe Salis), Irene Clori (Signorina Bambina), Wreck (Nervous Wr3ck), sdtor (Sd.tor), 1114N6, Magnolia Herzog (Guglux), Hitchaura + Agmnesia e Marianna Fontana (Jellyfication).
Pittura, interventi materici, installazioni e sperimentazione digitale convivono nello stesso spazio, senza una direzione unica ma all’interno di un perimetro condiviso. Le opere non vengono presentate come elementi isolati, ma entrano in relazione tra loro e con l’ambiente.
ALTER non si costruisce come una mostra da osservare, ma come un contesto da attraversare. Le opere dialogano con sound set e allestimenti, dando forma a un’esperienza che si sviluppa su più livelli, tra dimensione visiva e componente performativa.
Alla base del progetto c’è una posizione chiara. ALTER nasce dalla consapevolezza di un sistema diviso tra un circuito istituzionale spesso autoreferenziale e una scena indipendente che fatica a trovare spazio e strumenti.

Il manifesto del progetto
ALTER nasce da una presa di posizione netta.
Il progetto parte dall’idea che oggi il sistema dell’arte sia diviso tra due estremi difficili da tenere insieme: da un lato le gallerie, spesso chiuse in dinamiche autoreferenziali e legate a logiche istituzionali; dall’altro una scena indipendente viva, che arriva dal basso, ma che non sempre ha gli strumenti per strutturarsi e competere.
Dentro questo spazio, ALTER non si propone come mediazione, ma come punto di connessione.
L’idea è quella di lavorare su un doppio movimento: da una parte uscire dai canoni che limitano la creatività, dall’altra creare integrazione tra mondi che hanno bisogno di contaminarsi. Non per uniformarsi, ma per costruire qualcosa di più solido.
Il progetto riunisce artisti, background e visioni diverse con l’obiettivo di costruire un ecosistema condiviso. Qui il valore non è individuale, ma collettivo: ogni contributo entra a far parte di una struttura più ampia, che cresce insieme al progetto.
La direzione è chiara: competere sul contenuto, non sulla forma.
Non sulla cornice, ma sulla forza del gesto artistico.
In questo senso, ALTER si costruisce come uno spazio dove il lavoro degli artisti può esistere senza dover passare da filtri, senza adattarsi a codici predefiniti, e senza dover legittimare la propria presenza attraverso dinamiche esterne al progetto.