Black Mirror anche a Firenze?

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L’emergenza da Covid-19 scatena la “tentazione del penale”. Quando con l’eccezionalità si attaccano privacy e libertà individuali c’è il rischio di non tornare più indietro.

Black Mirror è una serie TV di successo su Netflix dove vengono immaginate, in un futuro distopico, situazioni nelle quali invenzioni tecnologiche destabilizzano la società e i sentimenti umani. Dall’esigenza di controllo degli assembramenti in chiave sanitaria, abbiamo immaginato il rischio semiserio di una deriva autoritaria, parafrasando Bertolt Brecht:

Prima vennero a prendere i runners e io fui contento perché mi infastidiva chi andava a correre.

Poi vennero a prendere i pensionati al parco e io ne fui sollevato perché non sopportavo stessero sempre sulle panchine.

Poi vennero a prendere chi portava il cane fuori e io stetti zitto perché non avevo animali di compagnia.

Poi vennero a prendere chi andava a fare la spesa e io non dissi niente perché a me la consegnavano a domicilio.

Poi vennero a prendere il mio vicino che passeggiava al sole nel giardino condominiale e io non mi opposi perché non lo conoscevo.

Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto più nessuno a protestare.

Testo e foto di Francesco Sani

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Classe 1979, è sopravvissuto agli anni Novanta ma a quel decennio resta irrimediabilmente legato. Sono note le sue passioni per la musica rock, il calcio e ha velleità da fotografo.

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