Bucolica, a scuola di fermentazione e auto-produzione
Green 2 Luglio 2025 3 min di lettura

Bucolica, a scuola di fermentazione e auto-produzione

Bucolica Firenze

Bucolica, a scuola di fermentazione e auto-produzione

Fake whisky, chimichurri di erbe spontanee, harissa, miso di pane, ’nduja vegana, e chi più ne ha più ne metta. Riccardo e Filippo Zammarchi, alla guida di Bucolica, seminano, coltivano, raccolgono e fermentano un po’ di tutto, applicando tecniche orientali a varietà di legumi locali, frutta antica e “scarti” agricoli, con una filosofia zero waste.

Siamo sulla Fi-Pi-Li, a pochi chilometri da Firenze, e il navigatore segna pochi minuti all’arrivo. Sembra impossibile, ma è così. Basta uscire a Lastra a Signa perché il paesaggio cambi all’improvviso: dopo qualche curva, i rumori della città si spengono, l’aria si fa più fresca e profumata, e inizia la campagna.

Dal poggetto di Bucolica, tutto intorno si vedono solo ulivi, arnie, orti, un piccolo bosco di piante nettarifere, un pollaio e una casetta – ex sala prove della band di Riccardo, oggi trasformata in Osteria. Di fronte, un piccolo laboratorio ben attrezzato che profuma di ortaggi freschi, aglio nero e sciroppi.

Osteria Bucolica

Bucolica nasce nel 2020 come Circolo Culturale Agricolo, uno spazio dove coltivare, divertirsi, scambiare idee e fare rete. Cinque ettari a soli dieci chilometri da Firenze dove si producono fermentati di ogni tipo – ortaggi lattofermentati, salse, miele fermentato, kombucha, aglio nero – e si sperimentano pratiche agricole rigenerative e tecniche di autoproduzione. Il pane recuperato viene trasformato in miso, e gli scarti della potatura degli olivi, una volta affumicati, vengono utilizzati per produrre una specie di fake whisky. La voce si diffonde, e Bucolica cresce. Si impara a fare il kimchi, si pratica yoga tra gli ulivi, si balla e si canta.

Oggi, a cinque anni dalla sua nascita, il progetto entra in una nuova fase. Se prima era stato un luogo di aggregazione con l’Osteria Bucolica aperta ogni giorno, dove si andava a mangiare vegan e a bere spritz agricoli, oggi il focus si sposta – o meglio, ritorna – sulla produzione e la formazione. L’attenzione si concentra sulla vendita dei prodotti e su un calendario di corsi e workshop monotematici dedicati alle fermentazioni e alle trasformazioni alimentari (i primi già sold out). L’Osteria non chiude, ma cambia formula: apre solo su prenotazione per gruppi ed eventi speciali, mantenendo la sua filosofia a km 0. 

Bucolica vista

«Bucolica continua ad essere una realtà aperta», spiega Riccardo. «Negli ultimi anni abbiamo organizzato eventi di ogni tipo, dallo yoga a festival di libri agricoli, dalle serate di musica popolare ai DJ set. E anche se non ci sarà più una programmazione continua di eventi, continueremo a proporre appuntamenti mirati. L’idea è che chi venga qui lo faccia con consapevolezza di quello che facciamo e per un motivo specifico. Ci piacerebbe anche continuare a collaborare con altre realtà locali per creare sinergie e dare vita a nuovi eventi».

Bucolica Firenze

Ciò che rende Bucolica speciale è la sua capacità di cambiare restando fedele alla propria essenza. Se oggi il progetto si trasforma, lo fa con la stessa filosofia con cui è nato: recuperare saperi antichi, valorizzare al massimo ogni risorsa, ridurre gli sprechi e sperimentare con intelligenza. Ma, soprattutto, continua ad essere un luogo di cultura, scambio e condivisione. Uno spazio in cui imparare, confrontarsi e divertirsi, proprio come suggerisce il suo nome: Circolo Culturale Agricolo. Un luogo vivo, oasi di biodiversità.

Articolo tratto dal numero primaverile del magazine F.U.C.K. (Florence Urban Cocktail Kitchen)

La community FUL

Sei parte della voce di Firenze.

Non solo un articolo letto: FUL è chi la città la vive e la racconta. Fai girare questa storia e resta nel giro.

Diffondi
Argomenti