Caro affitti, Unifi mette un milione. Ma quanto costa oggi vivere e studiare a Firenze?
Firenze 1 Ottobre 2026 6 min di lettura

Caro affitti, Unifi mette un milione. Ma quanto costa oggi vivere e studiare a Firenze?

Rimborsi per i fuori sede con ISEE fino a 40mila euro, domande entro il 7 ottobre: intanto a Firenze affittare costa ancora il 37% in più del 2019.

Aula universitaria piena di studenti ripresi di spalle; sul fondo uno schermo con una proiezione e un grande dipinto.

Caro affitti, Unifi mette un milione. Ma quanto costa oggi vivere e studiare a Firenze?

Un milione di euro. È quanto l’Università di Firenze ha deciso di mettere sul tavolo, utilizzando risorse proprie, per provare ad alleggerire uno dei costi che pesano maggiormente sulla vita degli studenti fuori sede: l’affitto.

L’Ateneo ha pubblicato un bando per il rimborso delle spese di locazione sostenute durante l’anno accademico 2025/2026. Il contributo è rivolto a studentesse e studenti fuori sede con un ISEE fino a 40mila euro e sarà modulato in base alla fascia economica di appartenenza. Le domande possono essere presentate fino al 7 ottobre 2026.

Ma l’aspetto forse più significativo della misura sta proprio nella sua origine: quel milione di euro arriva direttamente dalle risorse dell’Università di Firenze.

Un milione di euro di risorse proprie

Non si tratta infatti della semplice redistribuzione di un fondo ministeriale. Il contributo di Unifi nasce come misura integrativa rispetto agli strumenti già messi a disposizione dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che prevedono un sostegno per studenti con ISEE fino a 20mila euro, e rispetto agli interventi delle Agenzie regionali per il diritto allo studio rivolti agli studenti con ISEE basso. L’Università sceglie quindi di intervenire direttamente, portando la soglia ISEE fino a 40mila euro e ampliando la platea di chi può ricevere un aiuto.

Per accedere al contributo occorre essere stati regolarmente iscritti nell’anno accademico 2025/2026 a un corso di laurea di primo o secondo livello dell’Ateneo, non oltre il primo anno fuori corso, essere in regola con le tasse universitarie e rispettare i requisiti di merito previsti dal bando. È inoltre necessario avere la residenza fuori dalle province di Firenze, Prato e Pistoia e disporre di un contratto di locazione regolarmente registrato. Non potranno accedere al beneficio gli studenti che abbiano già ricevuto analoghi contributi pubblici per le stesse spese d’affitto.

L’intenzione dell’Ateneo, inoltre, è quella di non limitarsi a un intervento una tantum. «Il caro affitti rappresenta oggigiorno uno dei principali ostacoli all’accesso e alla continuità degli studi universitari, specialmente in alcuni contesti urbani, e incide sempre più spesso anche sulle famiglie a medio reddito», ha spiegato la rettrice Alessandra Petrucci annunciando il bando. L’obiettivo dichiarato è rendere la misura strutturale e riproporla nei prossimi anni accademici.

Quando l’affitto può condizionare la scelta di Firenze

La decisione dell’Università arriva in una città nella quale il problema abitativo ha assunto dimensioni che vanno ben oltre il mondo universitario. Già il 31 gennaio scorso la rettrice Alessandra Petrucci era intervenuta pubblicamente sulla questione, parlando di un problema «reale e da affrontare con urgenza».

Il punto sollevato dalla rettrice era molto chiaro: il costo degli affitti rischia di compromettere la possibilità stessa per uno studente di scegliere Firenze come città universitaria.

Petrucci aveva inoltre collegato la crisi abitativa anche alla forte pressione esercitata sul mercato delle locazioni turistiche di breve periodo, che riduce l’offerta di abitazioni disponibili per studenti e residenti. Allo stesso tempo aveva ricordato l’impegno dell’Università, insieme alle istituzioni locali e regionali, per aumentare i posti letto e sperimentare nuove soluzioni abitative, anche attraverso i fondi del PNRR. Ma aveva indicato anche il limite dell’azione del singolo Ateneo: per affrontare realmente il problema, secondo Petrucci, è necessaria una strategia condivisa e strutturale.

Firenze resta la seconda città più cara d’Italia per gli affitti

I numeri aiutano a capire il contesto nel quale nasce questa decisione. Nel 2019, prima della pandemia, il prezzo medio richiesto per una casa in affitto a Firenze era di 15,8 euro al metro quadrato. Negli anni successivi i canoni sono cresciuti fino a raggiungere il picco di 27 euro al metro quadrato nel luglio 2025.

Da allora il mercato ha iniziato a rallentare. Secondo i dati di Idealista, ad agosto 2026 il prezzo medio richiesto a Firenze è sceso a 21,7 euro al metro quadrato. Un valore sensibilmente più basso rispetto ai massimi raggiunti nel 2025, ma ancora circa il 37% più alto rispetto al 2019.

In alcune zone della città i prezzi sono ancora più elevati. Nel centro la media raggiunge i 24,6 euro al metro quadrato, mentre a Santa Maria Novella si arriva a 27,8 euro al metro quadrato.

Il calo dell’ultimo anno va quindi letto alla luce dell’aumento avvenuto nel periodo precedente: gli affitti sono scesi rispetto ai valori record del 2025, ma rimangono molto più alti rispetto a quelli di sette anni fa. E Firenze, con una media di 21,7 euro al metro quadrato, resta la seconda città più cara d’Italia per gli affitti, dopo Milano.

Il problema non è soltanto l’affitto

Per una famiglia che deve sostenere economicamente uno studente fuori sede, l’affitto è solo una delle spese da mettere in conto. Negli ultimi anni è aumentato il costo della vita, sono cresciute le utenze e pesano tutte le altre spese quotidiane, dai trasporti all’alimentazione.

Se a tutto questo si aggiunge un mercato degli affitti che a Firenze presenta oggi valori sensibilmente più alti rispetto al 2019, il conto complessivo può diventare difficile da sostenere.

Ed è proprio qui che il caro affitti rischia di incidere anche sulla scelta universitaria: per alcune famiglie mandare un figlio a studiare a Firenze può significare affrontare una spesa mensile troppo elevata.

Una città universitaria deve poter essere abitata

Il milione di euro stanziato da Unifi non può risolvere da solo il problema degli affitti a Firenze, che dipende da dinamiche molto più ampie e, come ha sottolineato la stessa rettrice, richiede interventi condivisi con le istituzioni locali e regionali. Resta però significativo che l’Università abbia deciso di intervenire utilizzando risorse proprie, affiancando questa misura agli altri strumenti di sostegno già esistenti.

La scelta di portare il limite ISEE fino a 40mila euro permette inoltre di raggiungere anche famiglie che non rientrano nelle fasce previste da altri contributi e che, allo stesso tempo, devono fare i conti con un costo sempre più alto per mantenere un figlio fuori sede.

L’obiettivo annunciato da Unifi è quello di rendere questa misura strutturale e riproporla nei prossimi anni accademici. Un sostegno che interviene direttamente su una delle spese che incidono maggiormente sul bilancio delle famiglie degli studenti fuori sede e che, a Firenze, negli ultimi anni è diventata sempre più difficile da sostenere.

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