Palazzo San Giorgio si accende: la Collezione Casamonti trova casa nel rione San Niccolò
Da lunedì 28 settembre 2026 San Niccolò ha guadagnato un nuovo, importante presidio per l’arte. A pochi passi da Ponte Vecchio, sul Lungarno Serristori, l’Associazione per l’arte e la cultura “Collezione Casamonti” apre al pubblico la nuova sede espositiva di Palazzo San Giorgio: l’edificio ottocentesco, storicamente legato al vicino Palazzo Serristori, è stato restaurato e rifunzionalizzato su progetto dello studio Archea Associati.

Per chi conosce la città, il ricordo va a Base/ Progetti per l’arte, che per 25 anni aveva ospitato in città artisti, curatori, critici e collezionisti e che due anni fa salutava il pubblico con un ultimo evento in Via San Niccolò 18. Non una chiusura per scelta, ma uno sfratto dopo 26 anni di attività, che gli artisti del collettivo hanno vissuto come lo specchio di un cambiamento profondo del quartiere e della città, e del ruolo che quest’ultima attribuisce all’arte.

Ora l’Associazione per l’arte e la cultura “Collezione Casamonti” riporta l’attenzione, e un pubblico internazionale, su una zona che negli ultimi anni aveva visto ridursi la propria offerta espositiva dedicata all’arte e al contemporaneo. Quella di Palazzo San Giorgio è una raccolta che riflette oltre cinquant’anni di attività del celebre collezionista fiorentino Roberto Casamonti, maturata nell’ambito delle gallerie Tornabuoni Arte e nei rapporti costruiti nel tempo con artisti, critici e istituzioni internazionali. “L’apertura di Palazzo San Giorgio rappresenta per me un momento di grande importanza”, ha dichiarato Casamonti. “Riunire una selezione di opere così ampia significa condividere con il pubblico non soltanto opere straordinarie, ma anche un percorso personale e culturale che continua ad evolversi.”
Il trasferimento nel nuovo spazio espositivo restaurato con raffinata sapienza nel corso di tre anni da Archea, su progetto e direzione dell’architetto Marco Casamonti, segna una nuova fase del progetto voluto dal collezionista e permette, per la prima volta, di custodire, tutelare ed aprire al pubblico la raccolta nella sua interezza: una sorta di biografia personale di Roberto Casamonti, tramite opere di primissimo piano.
Un unico percorso in 28 sale
Dal 2018, nella sede storica di Palazzo Bartolini Salimbeni in Piazza Santa Trinita, le opere erano state presentate in due nuclei espositivi a rotazione; a Palazzo San Giorgio confluiscono ora in un unico percorso, distribuito in 28 sale su due livelli, che attraversa l’arte italiana e internazionale dalla fine dell’Ottocento a oggi: dalla pittura tra Ottocento e Novecento alle Avanguardie storiche, dal Futurismo alla Pittura Metafisica, dal Cubismo alle esperienze astrattiste, fino ad Arte Informale, Spazialismo, Arte Povera, Nouveau Réalisme, Pop Art, Graffiti Art, Transavanguardia, Video Art e Performance Art.

Le sale seguono un ordine tematico che non si limita a mettere in luce il pregio formale delle opere, ma restituisce anche il contesto storico, umano e culturale della loro creazione e successiva scelta. Ne emerge la ricchezza e la varietà dell’arte prodotta dalla fine dell’Ottocento a oggi, attraverso i movimenti e le sensibilità che ne hanno scandito, e continuano a scriverne, la storia.
Una raccolta personale, eccentrica e dinamica, come una finestra su circa 250 opere, tra cui quelle di Giovanni Boldini, Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Pablo Picasso, Wassily Kandinsky, Salvador Dalí, Max Ernst, René Magritte, Maria Helena Vieira da Silva, Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Manzoni, Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Bill Viola, Marina Abramović, Anselm Kiefer, Anish Kapoor e Maurizio Cattelan.
Una collezione dinamica
Sulla stessa linea Bruno Corà, storico dell’arte e presidente della Fondazione Burri: “Grazie a più vasti ambienti e a percorsi opportunamente predisposti, [Palazzo San Giorgio] annovera un più ampio repertorio di creazioni suscettibile di ulteriori integrazioni e sostituzioni. È una vera collezione dinamica.”
A Jonathan Paonetti è affidata la direzione del percorso espositivo: l’obiettivo, spiega, è che la collezione diventi “Uno spazio di confronto, ricerca e partecipazione, sempre più aperto a pubblici differenti per favorire una relazione diretta con la cultura e l’arte contemporanea”, anche attraverso attività di mediazione ed educazione culturale rivolte ai visitatori. E aggiunge: “Ciò che rende la vita del gallerista ancor più ricca di valore e significato è la decisione della “condivisione”. La volontà di rendere pubblica una raccolta privata è un grande gesto di generosità e fiducia attraverso la quale le opere d’arte non restano custodite nel silenzio ma vengono offerte alla visione e all’emozione di studiosi, appassionati e visitatori di tutto il mondo.”
“Per condividere con la città alla quale sono da sempre affettivamente legato i valori di cui l’arte moderna e contemporanea è portatrice” – afferma Roberto Casamonti – “…galleristi ce ne sono tanti e bravi, ma mettere a disposizione del pubblico centinaia di opere d’arte raccolte durante tutta una vita, questo lo fanno in pochi”.
Si è così acceso uno spazio di enorme valore, per il rione San Niccolò e per la città tutta.
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