COMMON FIELDS, la mostra di fotografia contemporanea sullo sport a Cecina
Promossa da Mantoflex e visitabile per tutta l’estate, l’esposizione presenta otto progetti fotografici che riflettono sullo sport come fenomeno culturale, sociale e identitario.Â
C’è un momento in cui lo sport smette di raccontare il risultato e inizia a raccontare le persone. È il momento in cui il campo da gioco si trasforma in un luogo di appartenenza, il gesto atletico diventa linguaggio e il corpo rivela la propria dimensione più autenticamente sociale. È da questa prospettiva che nasce COMMON FIELDS, la mostra promossa da Mantoflex, inaugurata lo scorso 26 giugno presso il Mantoflex Tennis Padel Pickleball Club di Cecina.
Più che una mostra sullo sport, COMMON FIELDS è una riflessione sul modo in cui gli esseri umani costruiscono relazioni attraverso il corpo e lo spazio. Il punto di partenza è tanto semplice quanto evocativo: ogni campo da gioco è una piccola società . Ogni palestra, ogni bordo campo, ogni spazio dedicato alla pratica sportiva è attraversato da regole condivise, rituali, gerarchie, gesti di fiducia e dinamiche di inclusione. Luoghi apparentemente ordinari che, osservati attraverso la fotografia contemporanea, rivelano la complessità delle relazioni che li abitano.

Il progetto prende forma dall’open call COMMON FIELDS – Dove il corpo diventa relazione, che ha invitato fotografi e documentaristi a confrontarsi con lo sport come fenomeno culturale prima ancora che agonistico. La risposta è stata una pluralità di sguardi capaci di restituire lo sport come esperienza collettiva, pratica identitaria e dispositivo sociale.
Gli otto progetti selezionati — quelli di Juri Chiari, Alessio Bonaccorsi, Giannicola Marello, Armando Chiatto, Gerardo Gazia, Erica Portulato, Giovanni Rastrelli e Carlo Pellegrini — e i tre progetti speciali fuori concorso di Francesco Sani, Alessio Pagliuca e Roberto Pagnini, non cercano l’azione spettacolare né il momento decisivo della competizione. Al contrario, scelgono di soffermarsi su ciò che normalmente resta ai margini: i tempi dell’attesa, la ritualità dell’allenamento, i luoghi della quotidianità , i gesti ripetuti, le relazioni silenziose che si instaurano tra individui e spazi.
Ne emerge una geografia umana composta da campi sportivi di provincia, palestre di quartiere, spazi urbani, periferie e luoghi di aggregazione dove il corpo diventa il primo strumento attraverso cui leggere il presente. Le fotografie raccontano comunità in trasformazione, identità che si costruiscono nel movimento, appartenenze che si definiscono attraverso pratiche condivise e spazi che assumono valore proprio grazie alle persone che li attraversano.
In questo senso, lo sport diventa un osservatorio privilegiato sulla società contemporanea. La competizione lascia il posto alla relazione; la prestazione si trasforma in esperienza; il corpo smette di essere soltanto misura della performance e torna a essere presenza, socilità e linguaggio. Ogni immagine suggerisce che allenarsi, correre, giocare o semplicemente condividere uno spazio significhi anche negoziare il proprio posto all’interno di una comunità .

Gli autori selezionati costruiscono narrazioni che uniscono osservazione sociale e sensibilità estetica, mostrando come lo sport possa diventare una lente attraverso cui leggere fenomeni più ampi: l’inclusione, il senso di appartenenza, le trasformazioni dello spazio pubblico, la costruzione delle identità collettive.
Anche l’allestimento riflette questa volontà di approfondimento. Le opere sono installate a ridosso dei campi da gioco del Mantoflex Tennis Padel Pickleball Club, in un dialogo diretto con gli spazi che ispirano la riflessione della mostra. Presentato su supporti bifacciali in forex di grande formato, ogni progetto si sviluppa su due superfici complementari: da un lato una composizione fotografica libera, dall’altro un apparato di testi, immagini e materiali di approfondimento che consente di entrare nel processo creativo di ciascun autore. La vicinanza ai campi sportivi elimina la distanza tra soggetto rappresentato e luogo espositivo, trasformando la visita in un’esperienza immersiva in cui fotografia, spazio e pratica sportiva si richiamano reciprocamente.Â
La selezione dei progetti è stata affidata a una giuria composta da FUL Magazine, Mudeto e Nuova Accademia di Fotografia Contemporanea, che ha valutato le candidature considerando qualità tecnica, forza narrativa, coerenza progettuale e originalità dello sguardo. A questo giudizio si affianca quello del pubblico, chiamato a partecipare attivamente alla mostra attraverso una votazione che contribuirà alla proclamazione dei due progetti vincitori. Una scelta che riflette la natura stessa di COMMON FIELDS: un progetto che parla di comunità e che, coerentemente, costruisce un dialogo diretto con la propria comunità di visitatori.

L’iniziativa si inserisce nel percorso culturale avviato da Mantoflex, realtà conosciuta per la progettazione di impianti sportivi che negli ultimi anni ha scelto di investire anche nella promozione della cultura contemporanea nella convinzione che gli spazi dedicati allo sport possano diventare anche luoghi di produzione culturale, capaci di ospitare riflessioni sul presente e di favorire l’incontro tra linguaggi, discipline e pubblici differenti.
Informazioni per la visita
COMMON FIELDS è visitabile per tutta l’estate presso il Mantoflex Tennis Padel Pickleball Club, in Via Aldo Moro 15, Cecina. Durante il percorso, i visitatori potranno inoltre partecipare attivamente al progetto: scansionando il QR code dedicato sarà possibile esprimere la propria preferenza e votare il progetto fotografico ritenuto più significativo, contribuendo così all’assegnazione del premio finale.
Al termine della visita è possibile fermarsi per un aperitivo o per una cena da Disapore+, la pizzeria situata all’interno del Mantoflex Tennis Padel Pickleball Club. La proposta gastronomica è firmata da Francesco Bertuccio, recente campione mondiale di pizza gourmet, e completa l’esperienza della mostra con un’offerta che coniuga qualità , ricerca e convivialità in un contesto dove arte, sport e ospitalità dialogano tra loro.