Contro il degrado arriva la Lego street art

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Da qualche anno si sta sviluppando in tutto il mondo, Italia compresa, una nuova forma d’arte a metà strada tra street art e guerrilla. Ancora non ha un nome, ma è chiara la sua avversione al degrado delle città, ai muri crepitanti o in parte ceduti, al grigiore a cui siamo quotidianamente esposti. La denuncia, infatti, passa dalla sottolineatura del difetto attraverso l’utilizzo di uno dei pochi giocattoli che per molti anni è riuscito a resistere persino a computer e console: il Lego.

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I mattoncini colorati che per più di una generazione hanno incentivato la creatività dei bambini (e non solo), oggi vengono utilizzati per colorare le città, e perché no, risolvere qualche problema.

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Per quanto riguarda la solidità non ci sono garanzie, ma i costi di riparazione sarebbero davvero irrisori e gli edifici cittadini diventerebbero una cura alla depressione.

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Bisogna sempre tener conto dei mattoncini a disposizione e del buco da ricoprire, ma come denuncia risulta difficilmente ignorabile e soprattutto ad impatto zero.

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Ma non solo “tappabuchi”; i più creativi già utilizzano questa nuova forma d’arte nei modi più eccentrici, rischiando di trasportarci in un videogame fin troppo reale.

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Guarda il video su Jan Vormann:

JACOPO AIAZZI

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