Intervista ad Andrea Vannucci, l’assessore impegnato contro il Covid

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Andrea Vannucci, assessore a Welfare e Sanità del Comune di Firenze e candidato al Consiglio Regionale con il sostegno di Dario Nardella, non si ferma mai. Dopo mesi di lavoro senza sosta a fianco dei fiorentini più fragili colpiti duramente dalla pandemia, abbiamo raggiunto Andrea in un periodo di pausa forzata, in seguito a un ricovero a Careggi per l’asportazione dell’appendice. Ci siamo fatti raccontare il suo lavoro in prima linea durante l’emergenza sanitaria ed economica causata dal Covid-19

Assessore Andrea Vannucci come sta?

Sto molto meglio, un po’ spavento ma sto tornando in forze pian piano. Un piccolo incidente che può capitare, ma grazie al personale di Careggi adesso sto bene. Come fiorentini e toscani dobbiamo sentirci veramente fieri del nostro sistema sanitario e dei grandi professionisti che ci lavorano.

Lei da Assessore a Welfare e Sanità è stato tra i più attivi durante l’emergenza degli scorsi mesi. Come ricorda quel periodo?

Sono stati mesi intensi, che hanno messo a dura prova ognuno di noi. Ho vissuto la pandemia sempre al lavoro, sostenendo e affiancando i mondi dell’associazionismo, del volontariato e dei servizi alla persona, per essere vicino ai fiorentini più fragili.Ci sono stati momenti di grande umanità che mi porterò dentro per sempre.In quei giorni mancavano anche i termometri ad infrarossi, e mi ricordo di essere andato di corsa a casa a prendere il termometro dei miei bambini per fornirlo al monitoraggio sanitario della Croce Rossa Italiana, che affiancava l’Albergo popolare di via della Chiesa. Abbiamo cercato fin da subito di affrontare le difficoltà delle famiglie che si sono ritrovate senza lavoro e senza i soldi per fare la spesa. Sono padre, ho due bambini piccoli, e queste cose non mi fanno dormire la notte. Ci sono stati momenti di commozione, come quando con il sindaco Dario Nardella andammo alla mensa della Caritas e vidi in azione la potenza della macchina organizzativa dei volontari. Le parole che ho scambiato con i miei concittadini mi hanno dato la forza per affrontare di petto l’emergenza, senza timori ma con la consapevolezza che ce l’avremmo fatta e non avremmo lasciato indietro nessuno. A fine della fase acuta dell’emergenza, siamo stati accolti dalle suore e dalle ospiti di una Rsa con cartelloni di ringraziamento per aver portato loro i dispositivi di protezione contro il virus. Ci hanno scritto frasi di speranza e salutato con sorrisi che ci hanno ripagato di ogni sacrificio.

Cosa avete fatto per far fronte all’emergenza di portata globale e per aiutare le persone più in difficoltà?

Il personale del mio assessorato ha lavorato senza mai fermarsi, sostenendomi in tutto e per tutto. Abbiamo sacrificato i nostri affetti, lavorato senza mai fermarci un attimo, senza mai guardare l’orologio.

Grazie a questa squadra straordinaria, abbiamo realizzato importanti progetti per gli anziani e non solo, come il Call center ‘Io resto a casa’, che, con la collaborazione dell’ordine degli psicologi della Toscana, ha fornito anche un supporto psicologico ai nostri concittadini che il virus ha reso più fragili che mai. Realizzato la consegna a domicilio della spesa e dei farmaci, con i volontari delle Pubbliche assistenze, la Croce Rossa Italiana, le Misericordie, insieme alle Reti di solidarietà dei quartieri e ad associazioni del territorio come Gli Amici del Nidiaci e i Bianchi di Santo Spirito. Per tamponare il rischio morosità per impoverimento è stato erogato il contributo affitto straordinario, una misura aggiuntiva rispetto al contributo ordinario per sostenere le persone in difficoltà nel pagamento del canone della casa. Il Comune di Firenze è stato tra i primi a partire e a dare la possibilità ai fiorentini di presentare la domanda. Questo è stato possibile grazie alla rapidità con cui hanno operato il Servizio Casa, che ha redatto il bando, e i Sistemi informativi, che si sono occupati della parte informatica per la presentazione delle richieste. Abbiamo distribuito buoni spesa a 21.000 persone, con il grande impegno di oltre 100 persone dell’amministrazione per erogare questo aiuto nel minor tempo possibile. Grazie alla Caritas, al Banco Alimentare e ai Quartieri abbiamo consegnato circa 3.000 pacchi alimentari alla settimana.

Lei ha un passato da Assessore allo Sport, una stagione importante per lo sport fiorentino. Poi la nuova giunta Nardella dopo le elezioni, le importanti deleghe a Welfare, Sanità, la crisi pandemica. Non deve essere stato facile gestire la crisi sanitaria qualche mese dopo essersi insediato.

Non è stato facile per me come non è stato facile per gli altri. Quando ero Assessore allo Sport ho imparato ad ascoltare le persone e a lavorare a testa bassa, due insegnamenti che porterò con me per sempre. 

In 5 anni abbiamo investito su sport come il rugby e la pallavolo, il pugilato e le bocce, abbiamo rifatto praticamente tutti i campi della città, abbiamo aperto palestre, rifatto gli spogliatoi. Ho ascoltato cosa gli sportivi fiorentini chiedevano al Comune e ho trovato i soldi per realizzarli. Quando mi sono ritrovato a gestire la grave crisi del lockdown, ho fatto le stesse cose: ho ascoltato e lavorato ininterrottamente, perché per me è questo quello che un politico vero e un amministratore deve fare. Saper reagire ai bisogni di una comunità e restituire opere e servizi che funzionino

vannucci nardella

Nei giorni di stop forzato in ospedale a Careggi ha fatto esperienza sulla sua pelle dell’operato della sanità fiorentina, che nei mesi dell’emergenza sanitaria ha fatto un lavoro straordinario

Hanno fatto un lavoro impressionante, di cui la nostra comunità deve essere orgogliosa. Il personale sanitario e amministrativo degli ospedali e del territorio fiorentino merita ben più che un semplice grazie per quello che ha fatto. Medici, infermieri, operatori sanitari hanno fatto turni massacranti, sono stati lontano da casa e dalle loro famiglie e ci hanno tirato fuori dall’emergenza. Adesso a noi spetta il compito di dar loro il giusto riconoscimento professionale, di metterli nelle condizioni di vivere il loro difficile lavoro al meglio. Durante il lockdown ci è stato dimostrato cosa vuol dire lavorare in prima linea. Ecco, queste persone ci hanno dimostrato di essere mosse da un immenso spirito di servizio, che mettono in campo quotidianamente. E nei giorni che sono stato ricoverato l’ho visto. 

A cosa si riferisce quando dice che vanno messi in condizioni di lavorare al meglio?

Stando al loro fianco ho capito che non vogliono statue né essere chiamati eroi. Sono grandi professionisti e vogliono semplicemente che sia riconosciuta la loro professionalità non solo durante un periodo di emergenza ma nella normalità di tutti i giorni. Finita la fase acuta della pandemia non dobbiamo riprendere le vecchie abitudini: dobbiamo creare più continuità tra ospedali e territorio, una profonda collaborazione tra tutti gli elementi del sistema sanitario e sociosanitario. Dobbiamo lasciare che gli ospedali facciano gli ospedali, che i pronto soccorso facciano i pronto soccorso, trattando solo l’acuto e non il cronico, in maniera da non intasare il sistema all’ingresso. Credo sia necessario investire sulle persone, che fanno la vera differenza. Favorire assunzioni, aumentare i concorsi di mobilità interna, proporre trattamenti economici adeguati al grande percorso di formazione e al rischio che questi lavoratori si assumono. Vivere con contratti a termine, come ce ne sono molti in giro, anche nel mondo della sanità, crea instabilità. Questa condizione va superata al più presto.

Quali sono i suoi prossimi progetti, Assessore?

Su Firenze siamo al lavoro per il villaggio Montedomini, una struttura storica per la cura dell’anziano fragile nel cuore di Firenze, che anche durante la pandemia ha dimostrato di essere una grande risorsa per la città. Saranno allestiti ambulatori, la Salute mentale, appartamenti per l’autosufficienza degli anziani, che in una città come la nostra costituiscono una consistente percentuale della comunità.

Stiamo poi dando il via al potenziamento della Società della Salute di Firenze, luogo dell’integrazione socio-sanitaria, con la sinergia tra Comune e Azienda sanitaria per offrire ai cittadini risposte di sempre maggior qualità, in grado di  intercettare i bisogni delle persone con servizi diffusi a livello territoriale ma integrati con tutta la rete socio sanitaria e capaci allo stesso tempo di  mettere in condizioni gli operatori di lavorare al meglio.

Con che spirito si candida alle Regionali?

Dopo questi anni di esperienza a fianco del Sindaco Nardella, mi sento pronto a rappresentare Firenze in Regione, dove si prendono le decisioni più importanti per il nostro territorio. Sono sereno, continuerò a fare quello che ho sempre fatto: ascoltare e fare. La mia candidatura, il mio impegno, la mia energia, sono con il mio partito, il Partito Democratico, e Eugenio Giani, il candidato Presidente in grado di dare alla Toscana il valore che merita.

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