Cucinare con una cassetta di lana: la sfida sostenibile che parte dalla Toscana e parla al futuro
Un oggetto antico torna protagonista di un cambiamento che coinvolge ambiente, persone e comunità
Riscoprire la cucina come atto di cura. È questo il cuore dell’incontro che si è tenuto a Firenze presso Villa Fabbricotti, sede di Toscana Promozione Turistica, dal titolo “Cucinare il futuro: quando la sostenibilità parte dalla cucina”. Un evento che ha visto protagonisti Slow Food Toscana, la cooperativa di comunità Filo&Fibra e il progetto regionale Vetrina Toscana, in dialogo con cuochi, ricercatori, educatori e operatori del turismo.
Al centro della riflessione, un oggetto tanto semplice quanto potente: la cassetta di cottura. Uno “slow cooker” naturale che affonda le sue origini nell’epoca romana e che oggi, grazie a un design contemporaneo, diventa manifesto antispreco, strumento educativo e simbolo concreto di un altro modo di cucinare e di vivere.
Cos’è la cassetta di cottura?
È un sistema di cottura passivo che sfrutta l’inerzia termica: si porta il cibo a ebollizione, si spegne il fornello e si lascia che la cottura prosegua all’interno della cassetta, coibentata con lana sucida locale e feltro di recupero proveniente dai lanaioli pratesi. Tutti materiali pensati per essere disassemblati e reimmessi nel ciclo produttivo, in un perfetto esempio di economia circolare.
Non si tratta solo di risparmio energetico: la cassetta riduce l’uso d’acqua, abbatte le emissioni di CO₂, elimina il bisogno di sorvegliare costantemente il fornello e permette di guadagnare tempo prezioso da dedicare ad altro. Secondo uno studio LCA condotto dal ricercatore Benedetto Rugani (CNR), l’utilizzo di questo strumento consente di abbattere fino all’86% dell’impatto ambientale rispetto ai metodi di cottura tradizionali.
Un gesto minimo, un impatto reale
A intervenire all’evento, anche Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, che ha sottolineato il valore simbolico e culturale della cassetta come “strumento che insegna, trasmette e mette in rete”, e Francesco Tapinassi, Direttore di Toscana Promozione Turistica, che ha evidenziato come questa pratica sia perfettamente allineata con i principi del turismo responsabile promossi da Vetrina Toscana.
Anche Sara Selmi, esperta di media education, e Barbara Sidoti, esperta di inclusione sociale, hanno posto l’accento sulla dimensione educativa e comunitaria: “Non esiste sostenibilità ambientale senza sostenibilità sociale.” La cassetta diventa così un catalizzatore per imparare facendo, per ridurre le distanze tra le persone, per parlare di inclusione, di bellezza, di tempo.

Il design incontra la tradizione
La cassetta di cottura è anche un oggetto di eco-design. A firmare “Fuoco di Lana”, il primo modello nato dalla visione della cooperativa Filo&Fibra, è stata Vanessa Chioccini. Il progetto evolve con Andrea De Chirico, che ha disegnato la nuova versione. A dimostrazione che estetica e funzione possono coesistere, in un oggetto bello da usare e da vedere.
Il futuro è nella rete
Attorno alla cassetta di cottura è nata una Comunità Slow Food diffusa in tutta Italia. Cuochi, agricoltori, educatori e cittadini si sono attivati per promuovere un nuovo modello di cucina consapevole, replicabile, accessibile. Lo spin-off Trame Future, lanciato nel 2025, si propone di portare questa visione anche oltre i confini locali.
La tavola rotonda si è conclusa con una degustazione di piatti preparati proprio con la cassetta di cottura: pappa al pomodoro, ribollita, stracotto di lampredotto e yogurt, a cura di cuochi dell’Alleanza Slow Food. Un modo per dimostrare che la qualità non dipende dal tempo passato davanti ai fornelli, ma dalla scelta consapevole degli ingredienti, dei metodi e dei gesti.
Come ha ricordato Gloria Lucchesi, presidente di Filo&Fibra: “La trasformazione parte dal basso, dalle persone, dalle idee e dalla cura del territorio. Solo così possiamo trasformare una pratica domestica in una leva di cambiamento collettivo.”