Dal Sud del mondo a Firenze. La musica di Sandro Joyeux

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L’energia di Sandro Joyeux arriva a Firenze per un live che ci porterà in viaggio tra le note dei tanti e diversi sud del mondo.

Venerdì 6 marzo per una serata Support Your Local, la Progeas Family porta al Combo di Firenze Sandro Joyeux con la formazione a trio. A seguire, per ballare fino a tarda notte, lo Smalto Dj Set composto da La Ponto, Myrtò Psicharis e Michelle Davis.

Ma conosciamo meglio Sandro Joyeux!

Parigino di nascita, giramondo per vocazione, ha percorso più di mezzo milione di chilometri con la chitarra sulle spalle per raccogliere tradizioni dialetti e suoni del Sud del mondo. Canta in Francese, Inglese, Italiano, Arabo, e in svariati dialetti come il Bambarà, il Wolof, il Dioulà. È reduce da centinaia di concerti in giro tra l’Italia e l’estero negli ultimi anni, tra live club e prestigiosi Festival  di musica world e non solo.  Nel 2012 ha ideato l’Antischiavitour, un tour a sostegno dei braccianti stagionali stranieri lungo tutta la penisola, che lo ha portato a suonare in tutti i luoghi simbolo dello sfruttamento della manodopera migrante, ma anche nel C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto (Roma) e in numerosi progetti SPRAR. Tra l’Ottobre e il Dicembre del 2017 è stato protagonista del #WithRefugeesTour,  patrocinato dall’UNHCR e con la collaborazione della Rete Nazionale Sprar e di Radio Popolare La sua ispirazione fortemente votata al racconto di un mondo che migra e si trasforma, ne rende il messaggio quanto mai importante ed attuale.

Non potevamo perdere l’occasione di incontrarlo per fargli qualche domanda. La tua musica è senza confini, come la descriveresti a chi non la conosce?

Cerco di creare ponti fra quello che sono io e le musiche di altre sponde. Usare strumenti africani, cantare in vari dialetti, come il Wolof del Senegal o il Bambara del Mali. Ma direi che è molto panafricana perché mi interessano le musiche di questo continente, per esempio del Madagascar o del Marocco, che nonostante distano 100000 km sono entrambe africane. Un continente gigantesco dove si parlano 700 lingue e altrettante tradizioni musicali. Molto bella anche la musica del Camerun come il bikusti o il dombolo del Congo.

Sei da sempre molto impegnato nel sociale, quali sono i messaggi che cerchi di trasmettere con le tue canzoni?

La speranza, l’importanza del viaggiare, la condivisione, la lotta all’ingiustizia, le storie di esodi e di schiavitù. Ma anche la ricerca del compromesso, del vivere insieme nel rispetto e l’interesse verso altri popoli che hanno una storia ricca quanto la nostra. E sempre il viaggio che ci apre la mente e allarga il campo dei nostri possibili. La musica è un vettore essenziale negli scambi fra i popoli: “viaggia” più di qualsiasi merce.

Cosa pensi dell’Italia di oggi e come pensi che si possa cambiare questa situazione?

L’Italia è costruita da miscele di sangui diversi, popoli venuti dal nord, invasioni barbariche, componenti dell’impero romano, in Sicilia l’incontro è flagrante con visi chiaramente “Maghreb” e altri visi biondi normanni. Italia ha una posizione centrale, crocevia naturale di flussi migratori. Rispetto a Francia, Germania, Inghilterra, Portogallo, l’esperienza coloniale è stata molto diversa. Ci sono stati poche migrazioni postcoloniale perché l’”impero” era molto piccolo. Ciò che ha portato le altre nazioni a fare i conti con i propri “schiavi” e le ha spinte ad assimilare e integrare questi popoli nelle proprie società in Italia non e avvenuto. Oggi c’è tutta una parte della popolazione con un livello di istruzione medio basso che, non avendo nozioni storico-geografiche non riesce a capire il mondo e il periodo attuali e si pensa vittima di un invasione. Vorrei ricordare un dato statistico: nell’Europa dei 27, la percentuale totale di extracomunitari è del 4,2 per cento. Certo in alcuni paesi come l’Italia, il tasso è più alto ma si tratta di una situazione geografica, non di un risultato postcoloniale come in Francia o in Belgio. Per finire il sentimento di abbandono delle fasce “inferiori” della società è dovuto alla poca attenzione dello stato all’educazione e alla lotta ai veri nemici dell’Italia, come evasori cronici e criminalità organizzata. Di questa debolezza se ne approfittano alcuni personaggi politici che surfano sul malcontento e sulla scarsa cultura politica generale del paese.

Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo concerto a Firenze?

Ballare e cantare in dialetti lontani. Sarà un live in 10 lingue diverse sotto il segno della condivisione e del ritmo sfrenato!

Non perdetevelo perché Sandro Joyeux dal vivo è un’iniezione di pura energia. Un repertorio che spazia dai brani originali alle rivisitazioni di classici e tradizionali africani, un viaggio attraverso i ritmi del deserto e le strade polverose del West Africa, tra le banlieues parigine e il reggae dei ghetti giamaicani. 

Info evento: SupportYourLocal: Sandro Joyeux trio + Smalto djset / Worldmusic

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