Ricordi d’estate a Firenze

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#Firenzestate – I ricordi più belli dell’estate fiorentina nella penna di alcuni dei nostri redattori.
Inviateci i vostri a redazione@firenzeurbanlifestyle.com entro e non oltre il 30 giugno 2015. Li pubblicheremo sul sito e quello che ci piacerà di più vincerà l’esclusiva shopper  FUL e l’adozione di un albero offerta da Treedom. Ricordatevi di indicare se volete comparire con uno pseudonimo, il vostro nome o in forma anonima.

Intanto vi lasciamo con i nostri ricordi d’estate…

estate_firenzeUBRIACHI DI FELICITA’
9 Luglio 2006. Mi ero appena diplomata e l’Italia vinceva i Mondiali. Con i miei amici, appena finita la partita, ci siamo fiondati in piazza Poggi, rigorosamente in due in motorino. Ricordo un immenso, bellissimo casino. Strade e piazze piene di gente. Clacson che suonavano, Seven Nation Army dei White Stripes… Eravamo ubriachi di felicità. E di Tennent’s.

IL ROSPO DELL’ENNESIMA ESTATE
Estate 2013. Primi giorni di lavoro al Rivalta Cafè. A suon di comande da dieci spritz alla volta cercavo di ingoiare il rospo dell’ennesima estate passata a fare da bere alla gente. Un giorno arriva Lei, la nuova cameriera. Quella sera ci dividemmo una bevuta sulla spalletta dell’Arno. Ora ci dividiamo un appartamento ed uno Yorkshire.

CAPELLI ROSSO FUOCO
Da ragazzo frequentavo spesso il Forte Belvedere. All’epoca c’erano varie mostre, come quella di Botero, e andavo lì con i miei amici anche solo per passarci il pomeriggio.
Un giorno stavamo seduti lungo le scalinate nel grande corridoio di accesso, cercando riparo dall’afa, e la luce era un coltello luminoso che tagliava l’aria cupa e ombrosa. Una ragazza coi capelli rosso fuoco, i vestiti disordinati e sporchi, sedette al sole. Era davanti a me e mi dava le spalle, la sua chioma risplendeva come il tramonto. Fu il mio primo scatto. Per anni ho tenuto quella foto appesa in casa, poi il tempo se l’è portata via, così come quella lunga e caotica parte della mia vita. Amavo l’eterea bellezza senza volto della ragazza dai capelli di fuoco. Ricordo ancora il suo nome.

IN TARDA SERATA SI PARTE PER IL MARE
Firenze d’agosto è un’altra cosa. Disponibile e abbandonata, le strade deserte e tanti posti vuoti. Città ovattata senza più rumori. I sopravvissuti si salutano con lievi cenni, fa troppo caldo. Ai tempi si andava al Kontiki a giocare a ping pong oppure a calcino. Poi venne l’Anfi, la spiaggetta e le prime storie d’amore. Caricare la macchina, costumi e bici. In tarda serata si parte per il mare.

SENZA BISOGNO DI PAROLE
Limonaia di Villa Strozzi, che poi io non so nemmeno dov’è. O forse c’ero già stata anni fa a vedere quello spettacolo… ma non ne sono troppo sicura. Beh comunque, sono ancora davvero troppi i posti che non conosco di Firenze… Quando arrivo al bar, lui è a tavola con un gruppo di amici, mi presenta, facciamo un po’ di conversazione e poi ce ne andiamo. In realtà ci appartiamo sul prato di fronte alla villa. È piena notte, musica di tango in lontananza, un cielo appena velato, l’erba fresca. Gli occhi si scrutano al buio, timorosi, ma i nostri corpi si trovano, senza bisogno di parole.

IL ROSSO DEI TETTI
Estate 2010: per salire fin su alla vetta del Duomo, ho dovuto aspettare la visita di due fantastici amici, Leire (basca) e Jesus (messicano)… fino a quel momento non avevo mai trovato il tempo, o la voglia, per vedere il rosso dei tetti fiorentini da quella prospettiva.
Dovettero avvisarci più volte della chiusura prima che decidessimo di interrompere le chiacchiere di anni senza vederci.

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