Erriquez, una targa in ricordo del cantante della Bandabardò

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Il Tuscany Hall di Firenze dedica una targa in ricordo di Enrico “Erriquez” Greppi.

“Attenzione, concentrazione, ritmo e vitalità”, il ritornello che tutti abbiamo cantato almeno una volta. “Ogni storia ha una sua vita e ogni vita ha mille storie. La mia vita è stata musica che accade, incontri di popoli, magie, racconti, mille soli splendenti e vento in faccia”, le parole nel suo
ultimo post che accompagnano il ricordo della sua amata band.

Scomparso a soli 60 anni, dopo una lunga malattia che non è mai riuscita a frenare il suo entusiasmo e la sua vitalità, espressa con la musica per lanciare un messaggio, il bisogno di solidarietà tra le persone. Erriquez, con i suoi capelli lunghi e la barba intrecciata, ha riempito le piazze e poi ha lasciato il vuoto. Ora una targa al Tuscany Hall per ricordarlo.

Venerdì 1 ottobre alle ore 15 al Tuscany Hall Firenze, un evento aperto al pubblico a ingresso libero con una presentazione alla presenza della famiglia e della band per l’inaugurazione della targa in ricordo di Erriquez, voce e anima della Bandabardò, scomparso prematuramente lo scorso febbraio. La targa in ricordo di Erriquez arricchirà la Hall of Fame del Tuscany Hall.

L’opera sarà svelata venerdì primo ottobre alle ore 15 nel corso di una breve cerimonia a cui parteciperanno la famiglia dell’artista, i musicisti della Bandabardò, colleghi e amici.
L’evento si svolgerà all’interno del teatro – disponibili 600 posti – ed è aperto al pubblico.

Per partecipare occorre inviare una email di prenotazione a comunicazioni@tuscanyhall.it oppure per WhatsApp al 334.6035780, indicando nome e cognome e ritirare l’invito presso la biglietteria del teatro dalle ore 14.
Prenotazione obbligatoria e obbligo di Green Pass.

Tuscany Hall
Via Fabrizio De André angolo Lungarno Aldo Moro – Firenze
Info tel. 055.6504112 – www.tuscanyhall.it

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About Author

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo