La Factory di Manifattura Tabacchi: un nuovo Rinascimento fiorentino

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Abbiamo visitato il cantiere della nuova Factory di Manifattura Tabacchi: si tratta del più grande progetto di rigenerazione urbana in Italia e ve lo raccontiamo.

Al via i lavori che trasformeranno entro settembre 2022 gli spazi di Manifattura Tabacchi in un innovativo quartiere cittadino all’insegna della creatività sostenibile. 30 milioni di euro è l’investimento per la riqualificazione della Factory che coprirà una superficie di 21.000 mq: uno tra i principali progetti di rigenerazione urbana in atto in Italia che rientra in un ancor più ambizioso progetto di riqualificazione da 250 milioni di euro che prevede il recupero, entro il 2026, della storica area industriale composta da 16 edifici per un totale di circa 110.000 mq: un articolato mix funzionale tra edifici originali recuperati e nuova costruzione sviluppato da progettisti di fama mondiale.

LIVE. WORK. ENJOY.

La rigenerazione dell’ex fabbrica di sigari fiorentina dismessa nel marzo 2001 dopo oltre settant’anni di attività ha ripreso vita già dal 2018 con un intenso programma di attività al grido di “LIVE. WORK. ENJOY.”, il manifesto che unisce tutte le anime che popolano Manifattura, luogo di lavoro, studio, socialità e divertimento. Si tratta di 12.570 mq di aree interne ed esterne, uno spazio temporaneo ristrutturato di circa 1.000 mq al piano terra dell’edificio 7 e attrezzato con 5 aule laboratorio per l’Accademia di Belle Arti di Firenze e all’edificio 6 il Polimoda che dal gennaio 2020 ospita la sua terza sede cittadina. Già presenti in Manifattura anche il team di DogHead Animation, start-up di animazione 2d all’avanguardia nelle animazioni in computergrafica, e l’Istituto dei Mestieri d’Eccellenza LVMH (IME), un programma di formazione professionale volto all’insegnamento dei mestieri dell’artigianato, della creazione e della vendita alle giovani generazioni, entrambi ospitati dall’edificio 8. Molti anche i maker che si sono già installati negli spazi di Manifattura come Baba Ceramics, Bulli&Balene, Canificio, Duccio Maria Gambi, Mani del Sud, Mòno, Stefano Mancuso – PNAT, SuperDuper, Todo Modo

Il progetto

La Factory, cuore pulsante della Manifattura di domani, diventerà un polo creativo e produttivo all’avanguardia, aperto a tutti e connesso con il mondo: una destinazione in grado di attrarre la comunità internazionale di professionisti e creativi che vogliono lavorare e vivere a Firenze, tra cultura, moda, arte e artigianato per riscoprire la parte contemporanea di Firenze. I cancelli che isolavano la fabbrica saranno aperti e i muri rimossi per aprire il nuovo complesso alla città e al mondo.

Nello specifico il progetto avviato, quello della Factory, prevede la riqualificazione degli edifici 4, 5 e 11 di Manifattura Tabacchi, originariamente adibiti alla produzione di sigari e sigarette. L’edificio 4 e lo speculare edificio 5 ospiteranno, al primo piano, i nuovi spazi direzionali e di co-working; il piano terra sarà invece dedicato ad attività commerciali con negozi, atelier e ristoranti, configurandosi come un nuovo centro d’incontro e di scambio ispirato alle botteghe che un tempo fiorivano intorno alle piazze centrali della città. Sarà questa la nuova casa dei maker di Manifattura Tabacchi, una comunità stabile di creativi che valorizzano l’arte del fare – dalla sartoria alla ceramica, dai cappelli ai restauri – e innovano la tradizione. 

Nel cuore della Factory, l’edificio 11 ospiterà NAM-Not a Museum, luogo dedicato alla produzione, ricerca e sperimentazione per le arti contemporanee. Sul tetto dell’edificio nascerà l’Officina Botanica, un giardino pensile aperto al pubblico, progettato dal paesaggista Antonio Perazzi, con oltre 100 alberi e 1300 tra arbusti, piante perenni ed erbe. Il progetto verde celebra la capacità delle piante di migliorare l’ambiente e propone un incontro scientifico e culturale in linea con il principio di rigenerazione, non solo dal punto di vista culturale e architettonico, ma anche ambientale.

factory manifattura tabacchi
Manifattura-Tabacchi_factory

La Factory sarà costeggiata da due strade pedonali: Maker Street, su cui affacceranno laboratori e officine esponendo i propri manufatti; il Boulevard, il nuovo passaggio ciclopedonale che attraverserà Manifattura da nord a sud, collegando il quartiere universitario di Novoli col Parco delle Cascine in corrispondenza della fermata della nuova tramvia T4.

Il progetto di sviluppo proseguirà con la riqualificazione dell’edificio 10, localizzato nell’area del nuovo accesso sud: l’ex centrale termica della Manifattura Tabacchi diventerà un birrificio, pensato come luogo di produzione e degustazione di birra artigianale.

L’edificio 12, a nord del nucleo centrale della Factory, proporrà invece il primo prodotto residenziale di Manifattura: il progetto di Q-bic prevede laboratori per artisti e designer al piano terra e loft d’ispirazione industriale al piano primo che reinterpretano in modo contemporaneo il tradizionale concetto di “uscio e bottega”.

Nella Manifattura Tabacchi di domani altro punto di riferimento per la collettività sarà la piazza dell’Orologio, uno spazio pubblico per eventi e installazioni contemporanee, dove si affacciano l’edificio 6 di Polimoda, l’edificio 7, che sarà riconvertito in loft residenziali progettati da Patricia Urquiola e l’edificio 8, che ospiterà uffici e residenze progettate da Quincoces-Dragò & Partners.

Rigenerazione verde, integrazione urbana e sostenibilità

Questi i principi cardine che guidano il processo rigenerativo in atto nella nuova Factory. Il progetto di riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi infatti riduce al minimo le demolizioni; rende gli edifici originali più efficienti e sostenibili con l’energia geotermica e una gestione attiva della risorsa idrica. Particolare attenzione è posta nella progettazione del verde, intesa come dispositivo di rigenerazione sostenibile, con la piantumazione di oltre 1.000 alberi, la posa di pavimentazioni a fughe larghe per permettere la crescita di specie vegetali e il drenaggio del suolo, e la creazione di superfici vegetali verticali sulle facciate degli edifici che ne migliorano l’efficienza energetica all’allestimento di un giardino pensile che valorizza le specie vegetali pioniere dell’area. Alberi, piante e aree verdi riprodurranno in larga scala l’azione di filtraggio e assorbimento dell’anidride carbonica e degli inquinanti atmosferici già in atto nella “Fabbrica dell’aria”, installazione sperimentale creata dal neuroscienziato Stefano Mancuso con PNAT.

La nuova Factory sarà anche uno snodo strategico tra il grande spazio verde pubblico delle Cascine e i quartieri Puccini, San Iacopino, Isolotto e Novoli, ancor più valorizzato dalla futura linea T4 della tramvia creando così un nuovo centro, complementare al Centro storico che beneficia della ritrovata prossimità con il Polo Universitario di Novoli, ma anche con il distretto della moda e la sua area produttiva a ovest.

Anche la mobilità interna di quello che sarà un vero e proprio nuovo quartiere è stata studiata per restituire Manifattura Tabacchi alla vita del quartiere e di Firenze grazie a una fruibilità sostenibile e integrata con mezzi a basso impatto ambientale come tranvia, bici e auto ecologiche. La nuova Manifattura Tabacchi sarà un luogo aperto, permeabile e privo di muri di cinta, valorizzato grazie a un sistema distributivo di aree verdi, piazze e spazi pubblici di relazione sociale, dove la comunità potrà contribuire a creare la nuova identità dei luoghi.

Un nuovo Rinascimento per Firenze

Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto della Factory è intervenuto il Sindaco Dario Nardella che ha sottolineato come Manifattura Tabacchi rappresenti per la nostra città un nuovo Rinascimento: nella modernità i concetti di sapere e saper fare sono andati sempre più distinguendosi ma non dovrebbero essere separati, bensì uniti, proprio come lo erano nel Rinascimento. Per questo la Factory rappresenta perfettamente quel concetto di compenetrazione tra sapienza e maestranza che è intrinseco al concetto di manu-facere di Manifattura e di Firenze. Per questo il Comune dà pieno appoggio al progetto, integrandosi al suo interno con una rete di infrastrutture e di mobilità sostenibile: non a caso “si dice che Firenze sia la città globale più piccola al mondo“, ha affermato il sindaco.

Giovanni Manfredi, CEO di Manifattura Tabacchi e Roberta Pasinetti, Head of Project Management Manifattura Tabacchi hanno inoltre fatto presente come quello della nuova Factory sia un progetto di ristrutturazione e rigenerazione attento anche a preservare l’importanza storica di un luogo che ha fatto e fa parte della storia di Firenze. Per questo il progetto architettonico è firmato dallo studio fiorentino Q-bic di Luca e Marco Baldini, affiancati dal paesaggista Antonio Perazzi; l’esecuzione è stata affidata all’impresa Setten Genesio, specializzata nel recupero di edifici storici. Parallelamente è inoltre in atto un processo di recupero, tracciamento e conservazione di tutti i materiali dismessi, metodicamente archiviati e dotati di QR code con tutte le loro informazioni, di modo da permettere un loro reinserimento nel contesto più idoneo e armonico possibile.

Marco Doglio, Chief real estate officer di Cassa Depositi e Prestiti -promotrice del progetto- ha infine sottolineato l’attenzione soprattutto alle esigenze dei giovani che vivono e vivranno Manifattura e Firenze nel futuro: “La Manifattura Tabacchi di Firenze è un esempio di rigenerazione urbana di un complesso architettonicamente iconico e che vorrà distinguersi nel futuro dedicando i propri spazi a nuovi “contenuti” quali il design, l’arte e la cultura, più aderenti alle richieste in particolare dei giovani, testimoniando la grande attenzione alla sostenibilità”.

Per maggiori info: https://www.manifatturatabacchi.com/progetto/

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About Author

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo