Cento anni di Festa dell’Uva: Impruneta celebra la sua storia con cinque mostre
Mostre a Firenze e dintorni 17 Settembre 2026 6 min di lettura

Cento anni di Festa dell’Uva: Impruneta celebra la sua storia con cinque mostre

Volti, carri, costumi e memorie: per il Centenario, Impruneta racconta cento anni di Festa dell'Uva in cinque mostre diffuse nel paese.

Un visitatore indica una fotografia esposta alle mostre del Centenario della Festa dell'Uva di Impruneta

Cento anni di Festa dell’Uva: Impruneta celebra la sua storia con cinque mostre

Ci sono feste che appartengono al calendario e altre che, con il passare degli anni, finiscono per appartenere direttamente a un luogo. Per Impruneta, settembre significa Festa dell’Uva. E nel 2026 quel legame raggiunge un traguardo particolare: cento anni di storia.

Un secolo fatto di carri, costumi, progetti, notti trascorse a lavorare, rivalità tra rioni e soprattutto migliaia di persone che, generazione dopo generazione, hanno contribuito a costruire una delle tradizioni popolari più riconoscibili del territorio fiorentino.

Per raccontare tutto questo, domenica 6 settembre è stato inaugurato il percorso delle cinque Mostre Celebrative del Centenario, un itinerario diffuso nel centro di Impruneta che attraversa alcuni dei luoghi simbolo del paese mettendo insieme fotografie, oggetti, disegni, testimonianze e materiali provenienti dalla storia della Festa.

Più che una singola esposizione, un viaggio dentro ciò che accade prima, durante e intorno alla Festa dell’Uva che quest’anno cade domenica 27 settembre.

Le persone dietro la Festa

Il percorso comincia dal Loggiato del Pellegrino, in Piazza Buondelmonti, e parte proprio dalle persone.

Visitatori davanti ai pannelli dedicati ai Personaggi dei rioni al Loggiato del Pellegrino di Impruneta
Al Loggiato del Pellegrino i venti Personaggi dei quattro rioni, cinque per ciascuno

Qui sono raccontati venti “Personaggi”, cinque per ognuno dei quattro rioni, scelti tra quelle figure che hanno contribuito e continuano a contribuire alla vita della manifestazione. Profili, progetti, disegni, modelli e storie permettono di ricostruire il ruolo di quelle che vengono definite le vere “anime” della Festa.

È forse il modo più efficace per cominciare a raccontarne i cento anni. Perché dietro la spettacolarità della sfilata e dei carri c’è un lavoro che coinvolge intere generazioni e che difficilmente può essere compreso guardando soltanto ciò che accade il giorno della manifestazione.

Nello stesso spazio trovano posto anche le coppe in cotto imprunetino, realizzate dagli artisti del territorio insieme alle fornaci locali, e il bozzetto originale dell’Etichetta d’Autore 2026, firmata da Roberto Innocenti.

Nato a Bagno a Ripoli nel 1940, Innocenti è uno dei grandi nomi dell’illustrazione internazionale, vincitore nel 2008 dell’Hans Christian Andersen Award e autore di lavori diventati celebri in tutto il mondo, da Pinocchio a Canto di Natale. Per il Centenario ha messo la propria firma su un oggetto destinato a entrare nella memoria di questa edizione.

Volti, attese e notti di lavoro

Basta spostarsi di pochi passi, sempre in Piazza Buondelmonti, per raggiungere la seconda tappa.

Ritratti di figuranti della Festa dell'Uva appesi con le mollette alla mostra del Centenario a Impruneta
Alla Sala S. Giuseppe del Circolo Cattolico sono i volti dei rionali a raccontare la Festa

Alla Sala S. Giuseppe del Circolo Cattolico sono i ritratti dei protagonisti a raccontare la Festa. Non soltanto il momento della sfilata, quindi, ma volti, emozioni e attese che mostrano cosa significhi vivere settembre dalla prospettiva di un rionale.

Alla Società Corale di Mutuo Soccorso, in via Vittorio Veneto, il racconto cambia ancora.

Qui una linea temporale visiva segue giorno dopo giorno e notte dopo notte il lavoro dei rioni, restituendo attraverso le immagini quella parte della Festa che il pubblico normalmente non vede: la preparazione, la fatica, la dedizione e l’entusiasmo necessari per arrivare alla sfilata.

Ed è probabilmente in questa dimensione nascosta che si comprende meglio come una manifestazione possa arrivare a compiere cent’anni. La Festa dell’Uva non viene semplicemente organizzata ogni settembre: viene ricostruita ogni anno dalle persone che decidono di dedicarle tempo, idee e lavoro.

Un museo della memoria collettiva

Il viaggio continua nel Museo della Festa dell’Uva, ancora in Piazza Buondelmonti.

Costumi, accessori, oggetti, dipinti e manufatti originali provenienti dalle edizioni passate e presenti compongono una sorta di archivio materiale della manifestazione.

Sono oggetti nati per essere utilizzati, indossati o portati in scena e che, una volta riuniti, permettono di osservare anche l’evoluzione del gusto e della creatività dei quattro rioni.

Perché in cento anni è cambiato inevitabilmente il modo di progettare, costruire e raccontare la Festa. Quello che non è cambiato è il suo carattere collettivo: ogni edizione aggiunge qualcosa a ciò che è stato fatto prima e consegna qualcosa a quella successiva.

La Festa dell’Uva vista dai bambini

Ed è proprio sul futuro che si concentra l’ultima delle cinque mostre.

Alla Sala Giovani della Casa del Popolo, in via della Croce, sono esposti i progetti realizzati dalle classi della scuola primaria dell’Istituto Primo Levi di Impruneta-Tavarnuzze.

Guidati dagli insegnanti e dai rionali, i bambini sono stati invitati a immaginarsi progettisti della sfilata. Hanno così creato disegni, modellini, storie e persino colonne sonore, costruendo la propria versione della Festa dell’Uva.

Un progetto che, nell’anno del Centenario, assume un significato particolare: mentre una parte delle celebrazioni guarda a ciò che è accaduto negli ultimi cento anni, questa mostra prova a immaginare chi porterà avanti la Festa nei prossimi.

Un’iniziativa affascinante: i bambini hanno immaginato di essere progettisti della sfilata dei carri, realizzando disegni, modellini, storie e colonne sonore. Un’eredità preziosa che permetterà loro, fra pochi anni, di continuare a innovare e migliorare la Festa dell’Uva.

Filippo Venturi, presidente dell’Ente Festa dell’Uva

Un passaggio generazionale che è probabilmente uno dei segreti della longevità della manifestazione.

La tradizione sopravvive quando qualcuno decide di ereditarla, ma soprattutto quando si sente libero di trasformarla.

Cento anni e una storia ancora da scrivere

Le cinque mostre permettono così di leggere il Centenario da prospettive differenti. Ci sono i protagonisti, i volti, il lavoro dietro le quinte, gli oggetti accumulati nel tempo e infine i bambini.

Passato e futuro finiscono per stare dentro lo stesso percorso.

Come amministrazione ringrazio di cuore ogni volontario dell’Ente Festa dell’Uva per il bellissimo lavoro svolto e per l’impegno che stanno mettendo in questo anniversario così importante per il nostro territorio.

Riccardo Lazzerini, sindaco di Impruneta

Un anniversario che riguarda inevitabilmente anche Firenze e il suo territorio. Perché arrivare a cento anni significa aver attraversato generazioni, trasformazioni sociali e cambiamenti profondissimi senza perdere quella capacità, ogni settembre, di riportare una comunità intorno alle proprie strade e ai propri rioni.

Cento anni dopo, la Festa dell’Uva continua così a fare quello che probabilmente sa fare meglio: mettere Impruneta in scena attraverso le persone che la abitano.

Informazioni per visitare le mostre

Le Mostre Celebrative del Centenario della Festa dell’Uva di Impruneta sono distribuite tra il Loggiato del Pellegrino, la Sala S. Giuseppe del Circolo Cattolico, la Società Corale di Mutuo Soccorso, il Museo della Festa dell’Uva e la Sala Giovani della Casa del Popolo.

Il Centenario si svolge con il patrocinio della Regione Toscana, della Città Metropolitana di Firenze e del Comune di Impruneta.

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