Firenze combatte le isole di calore: depavimentazioni, più alberi e spazi verdi per migliorare il microclima urbano

Le isole di calore sono un fenomeno microclimatico per cui le città diventano significativamente più calde a causa dell’assorbimento e del rilascio di calore da parte di asfalto, edifici e attività umane, aumentando le temperature con impatti negativi sulla salute. La forestazione urbana è la migliore risposta.

Firenze non si limita a osservare gli effetti del cambiamento climatico: la città ha deciso di intervenire con misure concrete per mitigare le cosiddette isole di calore urbane, fenomeni sempre più marcati soprattutto durante le estati calde e prolungate. Il Comune ha adottato una nuova delibera che stanzia quasi 500mila euro per una serie di interventi mirati alla resilienza climatica, con un focus particolare sulla zona di Firenze Nova.

Cosa sono le isole di calore e perché Firenze interviene

Le isole di calore urbane si formano quando superfici impermeabili come asfaltate strade, parcheggi e piazze accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente dopo il tramonto, mantenendo temperature più elevate rispetto alle zone rurali o verdi circostanti. Questo fenomeno aumenta lo stress termico per chi vive e lavora in città, riduce la qualità dell’aria e amplifica il bisogno di energia, ad esempio per il raffrescamento degli edifici.

Per contrastare questo effetto, la Giunta comunale, su proposta della vicesindaca e assessora all’Ambiente Paola Galgani, ha approvato un piano di interventi che si inserisce nell’ambito del progetto LIFE‑ESCAPOS, cofinanziato dall’Unione Europea e volto a sviluppare soluzioni di adattamento climatico nelle aree urbane.

Depavimentazioni e nuove alberature: le aree interessate

Tra le principali azioni previste:

Via Vasco de Gama: depavimentazione di circa 550 mq di asfaltatura nel parcheggio, sostituita con superfici drenanti a basso assorbimento di calore e piantumazione di 13 nuovi alberi per creare ombra e migliorare la qualità dell’aria.

Giardino del Lippi: rimozione dell’asfalto dai viali interni, sostituzione con materiali permeabili e a basso albedo (che riflettono meno calore), e piantumazione di nuove alberature e arbusti per riqualificare gli spazi.

Via Petrocchi: inserimento di 7 nuovi alberi tra gli stalli di sosta e rimozione di 300 mq di asfalto per favorire la rigenerazione naturale del suolo e incrementare la presenza di verde urbano.

Questi interventi si aggiungono a risultati già raggiunti in altre zone della città, come presso la scuola Fanciulli, dove sono stati rimossi 1.350 mq di asfalto (circa 2.555 tonnellate), piantati 17 alberi e predisposte nuove aree verdi con piante aromatiche e siepi di alloro.

Un modello di collaborazione pubblico‑privato

Secondo la vicesindaca Galgani, gli sforzi per mitigare le isole di calore non sono un’eccezione ma una sfida strutturale per Firenze e le città contemporanee. Per questo gli interventi di Firenze Nova non sono realizzati solo con fondi pubblici, ma anche attraverso collaborazioni con partner privati — tra cui Baker Hughes — che insieme all’Amministrazione collaborano per valorizzare la gestione del territorio, la salute dei cittadini e la vivibilità dei quartieri.

Perché questo progetto cambia il volto della città

Oltre a ridurre le temperature superficiali e dell’aria nei quartieri più caldi, la depavimentazione incrementa la capacità di drenaggio naturale del suolo e favorisce la biodiversità urbana. L’aumento della copertura arborea nella città — come evidenziato da numerosi studi sul ruolo delle aree verdi nel mitigare le isole di calore — contribuisce a migliorare il comfort termico e la salute pubblica, soprattutto nei mesi estivi.

La combinazione di verde urbano, superfici permeabili e tecnologie integrate di monitoraggio climatico costituisce una strategia chiave per affrontare l’emergenza climatica a livello locale e per rendere Firenze più resiliente alle future ondate di calore.