Firenze: dal telelavoro alle telecamere?

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Tra le misure che potrebbero essere adottate a Firenze contro l’emergenza Coronavirus anche militari per le strade e video-sorveglianza.

Nell’intervista di questa mattina ai microfoni di LadyRadio, il sindaco Dario Nardella ha dichiarato che nel prossimo comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in programma oggi pomeriggio avrebbe discusso la possibilità di utilizzare l’esercito per controllare i luoghi di maggior afflusso, come supermercati e parchi, e di ricorrere all’uso di telecamere.

E fino ai militari in città, niente di nuovo, in fondo ormai siamo abituati a vederli col mitra spianato nella stazione di Santa Maria Novella, all’aeroporto e davanti al consolato americano. Sono parte dell’operazione “strade sicure”.

«Se l’esercito può aiutare ben venga, svolgendo funzioni non da militari ma di pubblica sicurezza, come polizia e carabinieri», ha detto il sindaco.

Ma Nardella ha parlato anche della possibilità di utilizzare le oltre mille telecamere in città per individuare gli assembramenti e fare scattare i controlli. Una misura controversa che metterebbe a rischio la nostra privacy. Per attivarla servirà il via libera del prefetto, ma il sindaco non prevede problemi al riguardo.

In un recente articolo sul Financial Times, Yuval Noah Harari lo storico di fama mondiale, autore di Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità (Bompiani 2014), Homo Deus. Breve storia del futuro (Bompiani 2017) e 21 lezioni per il XXI secolo (Bompiani 2018) ha affrontato il tema dell’attuale crisi e le scelte che ci pone davanti. Una delle più importanti è proprio quella tra sorveglianza totalitaria vs responsabilizzazione dei cittadini.

Se è vero che per fermare la pandemia è necessario che la popolazione rispetti certe regole di comportamento è anche vero che ci sono almeno due modi perché questo avvenga. Con la forza, le sanzioni e il controllo che l’attuale tecnologia ci permette di esercitare su migliaia e migliaia di persone, oppure tramite una leadership salda, fatta di politici e scienziati affidabili, nei quali i cittadini abbiano fiducia e quindi rispetto delle indicazioni da loro ricevute.

Le crisi accelerano certi processi, basti pensare al massiccio uso di smart working e e-learning, impensabile fino a solo un mese fa. L’importante è che l’uso di telecamere, o del tracciamento tramite cellulari non si trasformi in un abuso che da momentaneo diventa permanente. Perché la scelta tra salute e privacy è una falsa scelta, che porterebbe praticamente tutti a rinunciare al diritto alla propria intimità.

Ecco, allora, cari capi di stato, governatori, sindaci, ci auguriamo che questa crisi possa accelerare il ritorno a una maggiore fiducia nelle istituzioni e non l’ennesimo abuso di potere.

Annalisa Lottini

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