Florence Korea Film Festival. Storie di un colonialismo di ritorno
Cinema 25 Marzo 2024 4 min di lettura

Florence Korea Film Festival. Storie di un colonialismo di ritorno

I modelli culturali che la Corea del Sud sta esportando da un po’ di anni a questa parte stanno diffondendo quasi globalmente, in un processo iniziato…

Florence Korea Film Festival 2024

Florence Korea Film Festival. Storie di un colonialismo di ritorno

Oltre al colonialismo ben noto, anche culturale, c’è un’altra forma di colonialismo, più sottile, che si può chiamare “di ritorno”. I modelli culturali che la Corea del Sud sta esportando da un po’ di anni a questa parte, in un primo tempo limitatamente al contesto asiatico – in Cina, Giappone, Taiwan e Sudest asiatico con i famosi korean drama – e poi agli Stati Uniti e all’Europa, riguardano forse questa seconda forma di colonialismo. Dopo quello americano e giapponese, di varia natura, che la Corea del Sud ha sperimentato per decenni, cinema, musica e fumetti sudcoreani, stanno diffondendo quasi globalmente, in un processo iniziato verso la fine del secolo scorso, la cultura e la cultura di massa di quel paese. Si chiama Hallyu, onda coreana.

Il professore Hong Yoon-pyo del Chungkang College of Cultural Industries della città coreana di Icheon, ospite della 22ª edizione del Florence Korea Film Fest che si svolge a Firenze fino al 30 marzo, traccia la parabola dei fumetti coreani – e in particolare dei webtoon, fumetti digitali -, rientranti a pieno titolo nella suddetta cultura di massa, e del loro rapporto con i manga giapponesi. 

Intorno al 2000, l’industria dei fumetti sudcoreana era in crisi, schiacciata dalla massiccia importazione dei manga dal Giappone; da allora la parabola comincia a invertirsi e i webtoon conquistano sempre più quote di mercato. Al punto che al momento, racconta Hong Yoon-pyo, la metà dei fumetti che scorrono sugli schermi degli smartphone in Giappone è costituita da webtoon coreani.

A tale successo ha contribuito lo sviluppo in verticale del fumetto digitale, a favore di scrolling sullo schermo, perché si è visto che ciò giovasse alla comprensione della trama del fumetto. Inoltre i webtoon sono colorati, a differenza dei manga, tradizionalmente in bianco e nero.

Il boom dei webtoon, sorprendente nella stessa Corea, ha spinto anche il Florence Korea Film Fest a occuparsene, affiancandoli al cinema, media più tradizionale. La mostra allestita nelle sale Ginori di Palazzo Medici Riccardi, fino al 29 Marzo, “Webtoon Wonderland – L’Era dei Webtoon che coesiste con i Video”, getta un occhio sul fumetto coreano e specialmente sui webtoon, presentando alcuni disegni tra quelli oggetto della mostra di fine corso a dicembre 2023 del Chungkang College, che è l’istituto più grande in Corea del Sud in cui s’insegna anche a disegnare fumetti.

Il cinema, comunque, resta il contenuto più importante del FKFF – Florence Korea Film Festival. E il panorama che quest’ultimo offre sulla produzione sudcoreana è, come d’abitudine, molto ampio. 

Apertura del festival affidata al film “Concrete Utopia”, campione d’incassi in Corea del Sud, e all’attore Lee Byung-hun, diventato una star anche grazie alla serie tv “Squid Game”, la cui seconda stagione su Netflix è prevista nel corso del 2024. Il protagonista del film si muove in una Seoul rasa al suolo da un terremoto e in cui resta in piedi un solo grattacielo. Il regista Um Tae-hwa, anch’egli ospite al FKFF insieme a Lee Byung-hu, ha voluto affrontare il tema del patrimonio immobiliare nel paese asiatico e la reazione di chi è colpito da un evento disastroso come un terremoto.

A ispirare al regista la storia è stato un webtoon, “Cheerful Outsider”, nella cui trama crolla tutto tranne un condominio. Il festival si sofferma sul talento trasversale di Lee Byung-hun, proponendo film che lo hanno visto interpretare ruoli in contesti molto diversi: da “Bittersweet Life” a “Once in a Summer”, in cui l’attore interpreta un professore ormai anziano che non ha mai dimenticato il primo amore per una bibliotecaria, e a “Masquerade”, film ambientato nel XVI secolo.

Il percorso del festival si dipana tra film nuovi, come quelli del 2023 nella sezione Orizzonti Coreani, e titoli d’annata, come quelli della sezione anni 60, che entra nella storia del cinema coreano, portando alla luce capolavori dimenticati. Alla vetrina del cinema indipendente, chiamata Independent Korea, si affiancano i cortometraggi della sezione Corti, Corti!. Quest’ultima diventa un contenitore di tematiche forti, come l’uguaglianza di genere, la sostenibilità e l’intelligenza artificiale, in cui registi emergenti e sovente studenti delle scuole di cinema, dipingono un affresco della Corea del Sud di oggi, percorsa da problematiche non solo nazionali ma globali.

• La community FUL

Sei parte della voce di Firenze.

Non solo un articolo letto: FUL è chi la città la vive e la racconta. Fai girare questa storia e resta nel giro.

Diffondi