Foliage in Toscana: 10 posti da scoprire quando arriva l’autunno
Fuori Porta 1 Ottobre 2026 7 min di lettura

Foliage in Toscana: 10 posti da scoprire quando arriva l’autunno

Faggete, castagneti e vigne che cambiano colore in poche settimane: dieci mete dal Casentino alla Lunigiana, da segnare tra ottobre e novembre.

Colline toscane coperte di boschi rossi, arancio e gialli in autunno, con la nebbia sulle cime

Foliage in Toscana: 10 posti da scoprire quando arriva l’autunno

C’è una Toscana che dura poche settimane. È quella in cui il verde lascia spazio al giallo, all’ocra, al rame e al rosso; i castagneti cominciano a perdere le foglie e le faggete cambiano colore quasi da un giorno all’altro.

È il momento del foliage, il fenomeno legato al cambiamento di colore delle foglie in autunno: con la diminuzione della clorofilla emergono gli altri pigmenti presenti nelle foglie, responsabili delle tonalità gialle, arancioni e rosse. Per capire meglio cosa accade alle piante con l’arrivo dell’autunno si può approfondire il ruolo della clorofilla nell’Enciclopedia Treccani.

Negli ultimi anni il foliage è diventato anche un buon motivo per partire alla scoperta della regione fuori stagione. E la Toscana, con la varietà dei suoi boschi e dei suoi paesaggi, offre possibilità molto diverse: dalle grandi foreste dell’Appennino alle strade del vino, dai piccoli borghi di montagna fino ai boschi che circondano antiche abbazie.

Il momento migliore cambia in base all’altitudine e all’andamento della stagione, ma ottobre e la prima parte di novembre sono generalmente i mesi da tenere d’occhio. Ecco dieci posti da segnare sulla mappa.

1. Foreste Casentinesi: il grande classico

Se dovessimo associare il foliage toscano a un solo luogo, probabilmente sarebbe questo. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna custodisce una delle aree forestali più importanti dell’Appennino. In autunno faggi, aceri, cerri e altre specie trasformano intere montagne in una successione di gialli, arancioni e rossi.

Per viverlo davvero vale la pena lasciare l’auto e camminare. Tra le zone più spettacolari c’è quella della Foresta della Lama, osservabile anche dall’alto del Monte Penna. Un’altra possibilità è partire da Badia Prataglia e addentrarsi nella rete di sentieri del Parco.

Da non perdere Eremo di Camaldoli, Badia Prataglia e Foresta della Lama.

2. Vallombrosa: il foliage a un’ora da Firenze

Non occorre andare troppo lontano da Firenze. Intorno all’Abbazia di Vallombrosa si estende una foresta monumentale dove abeti, faggi, castagni e altre specie creano in autunno uno scenario completamente diverso da quello estivo.

È una delle mete più semplici per una gita in giornata: si può visitare l’abbazia e poi proseguire a piedi nei boschi, scegliendo percorsi di diversa lunghezza. La combinazione fra alberi monumentali, sentieri e architettura rende Vallombrosa interessante anche per chi non cerca un trekking impegnativo.

Da non perdere una passeggiata nella Riserva Naturale Biogenetica di Vallombrosa.

3. Monte Amiata: dentro una montagna di faggi e castagni

L’antico vulcano che domina la Toscana meridionale è ricoperto da una grande cintura di boschi. Alle quote più basse prevalgono i castagni, mentre salendo verso la vetta si entra nelle faggete. È proprio questa successione a rendere l’autunno sull’Amiata particolarmente interessante: i colori cambiano progressivamente con l’altitudine.

Si può partire da Abbadia San Salvatore, Arcidosso o Santa Fiora e salire verso la montagna, oppure scegliere uno dei sentieri che attraversano i boschi. In questo periodo al foliage si aggiungono castagne e funghi, da sempre parte della cultura gastronomica del territorio.

Da non perdere la strada e i sentieri che salgono da Abbadia San Salvatore verso la vetta.

4. Garfagnana: autunno tra Alpi Apuane e Appennino

Qui il paesaggio cambia continuamente. La Garfagnana è stretta tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco-Emiliano e conserva grandi aree boschive, castagneti e piccoli paesi di montagna.

In autunno è una delle zone della Toscana dove vale la pena anche semplicemente guidare senza troppa fretta, fermandosi nei borghi e imboccando qualche sentiero. Il contrasto tra le pareti delle Apuane, i boschi e i piccoli centri della valle rende il viaggio interessante anche senza programmare un’escursione impegnativa.

Da non perdere Isola Santa e i boschi dell’alta Garfagnana.

5. Abetone e la Montagna Pistoiese

Quando arriva ottobre, l’Abetone smette per qualche settimana di essere associato soltanto alla neve. Prima dell’inverno, i boschi della Montagna Pistoiese attraversano infatti uno dei momenti più belli dell’anno.

Faggi e altre latifoglie colorano le pendici dell’Appennino e i numerosi sentieri consentono di scegliere tra passeggiate brevi ed escursioni più lunghe. È una destinazione particolarmente interessante per chi vuole combinare foliage e montagna senza allontanarsi troppo dalla Toscana centrale.

Da non perdere i boschi intorno all’Abetone e alla zona di Campolino.

6. Mugello: castagneti, passi e strade di montagna

Il Mugello autunnale è molto diverso da quello che si attraversa durante l’estate. Salendo verso l’Appennino aumentano castagni e boschi e il paesaggio cambia rapidamente.

Una delle zone più interessanti è quella di Marradi, legata storicamente alla coltivazione del marrone e circondata da castagneti. Ma anche i territori verso Palazzuolo sul Senio e i passi appenninici meritano una deviazione. L’autunno qui coincide inoltre con la stagione delle castagne, uno degli elementi più radicati nella cultura locale.

Da non perdere Marradi e le strade che salgono verso l’Appennino.

7. Pratomagno: guardare l’autunno dall’alto

Il grande crinale che separa il Casentino dal Valdarno è uno dei punti panoramici più belli della Toscana centrale. Ma prima di arrivare alle praterie della parte più alta bisogna attraversare chilometri di boschi.

Il Pratomagno permette così di alternare l’immersione nel foliage alle vedute aperte sulle vallate. Sul versante casentinese, piccoli paesi come Raggiolo e gli altri borghi alle pendici del massiccio diventano ottime basi per passeggiate autunnali.

Da non perdere Raggiolo e i sentieri che salgono verso il crinale.

8. Lunigiana: castelli dentro i colori dell’autunno

All’estremo nord della Toscana, la Lunigiana offre un foliage diverso, fatto di boschi, montagne e piccoli borghi dominati da castelli e pievi.

Il territorio sale rapidamente dall’area di Pontremoli e Fivizzano verso l’Appennino. Uno dei punti più interessanti è il Passo del Lagastrello, al confine con l’Emilia-Romagna, circondato da boschi che in autunno cambiano completamente aspetto.

Da non perdere il Passo del Lagastrello e l’alta Lunigiana.

9. Chianti: quando a cambiare colore sono le vigne

Il foliage non significa necessariamente bosco. Nel Chianti lo spettacolo arriva dai vigneti.

Dopo la vendemmia le foglie delle viti passano dal verde al giallo, al rame e al rosso, creando geometrie di colore sulle colline. È un foliage diverso da quello dell’Appennino, ma forse ancora più riconoscibilmente toscano. Le strade secondarie tra Greve, Panzano, Castellina e Radda sono perfette per attraversarlo lentamente, in auto o in bicicletta.

Da non perdere la strada tra Panzano e Radda in Chianti.

10. La Verna: il bosco intorno al santuario

Torniamo nel Casentino, ma per un luogo che merita una voce propria. Il Santuario della Verna sorge a oltre mille metri di quota ed è circondato da una foresta monumentale di faggi e abeti.

In autunno il contrasto fra la pietra del santuario, le rocce del monte e i colori del bosco rende questo angolo del Casentino particolarmente suggestivo. La Verna può diventare anche una tappa di un itinerario più ampio attraverso i borghi e le foreste della valle.

Da non perdere i sentieri nella foresta monumentale intorno al santuario.

Quando vedere il foliage in Toscana?

Non esiste una data esatta. Temperatura, pioggia, esposizione e soprattutto altitudine possono anticipare o ritardare il cambio di colore.

Come regola pratica, nelle zone appenniniche e alle quote più alte conviene iniziare a guardare dalla prima metà di ottobre, mentre nelle aree più basse, nei castagneti e nei vigneti lo spettacolo può proseguire verso la fine del mese e l’inizio di novembre.

Il consiglio è quindi non aspettare necessariamente il weekend perfetto: nel giro di pochi giorni lo stesso bosco può cambiare completamente volto.

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