Una guida open source per realizzare eventi a Firenze

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“Se volessi organizzare un evento a Firenze, cosa dovrei fare?”

 

Tutte le associazioni che hanno pensato di fare qualcosa a Firenze si sono trovate davanti a questa domanda. Un quesito che ne nasconde mille altri: dal rapporto con le istituzioni alle norme igieniche, dalla sicurezza alla somministrazione di bevande, dagli allacci di corrente alle limitazioni sui decibel. Interrogativi che ogni volta si ripetono uguali, davanti a ogni progetto: e troppo spesso le buone idee si incagliano prima ancora di prendere vita, bloccate da spauracchi burocratici o assenza di informazioni.

 

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Riot Van e No Dump, due associazioni da anni attivissime nel panorama fiorentino, hanno provato a risolvere il problema, realizzando una guida open source su come organizzare un evento a Firenze. Giovedì 24 marzo hanno presentato la loro idea al circolo Arci L’Appartamento; il progetto parte dalla loro esperienza e dalle difficoltà incontrate nell’allestimento del festival Icche Ci Va Ci Vole. Nel corso degli anni l’evento è cresciuto di pari passo alla professionalità dei suoi organizzatori, capaci di trasformare una manifestazione improvvisata in una due giorni che ha coinvolto istituzioni, associazioni culturali, cittadini ed esercenti di San Niccolò.

Antonio Bagni, presidente di No Dump, ci spiega: «Ogni volta che ci siamo trovati a presentare un progetto, siamo dovuti ripartire da zero. Nonostante gli sforzi del Comune, spesso la burocrazia limita la creatività; e l’accesso alle informazioni è una discriminante. Fin dalla prima edizione di Icche Ci Va Ci Vole abbiamo capito che la collaborazione è l’arma migliore per sviluppare i nostri progetti. Con questo How To vogliamo regalare un documento che tenti di spiegare gli step necessari per organizzare un evento a Firenze: quali sono gli uffici preposti, quali documenti presentare, etc.»

Andrea Vannucci, assessore alle politiche giovanili del Comune di Firenze, spiega come le istituzioni abbiano immediatamente sposato il progetto: «L’idea alla base di questo progetto è profondamente politica: condividere idee e buone pratiche è un’impostazione rivoluzionaria, utile anche a facilitare il lavoro degli uffici comunali. Fare rete e facilitare la riuscita di questi progetti significa passare dall’improvvisazione all’organizzazione, aumentando di molto le ricadute positive sul territorio.»

 

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Per Riot Van, l’altra associazione promotrice dell’evento, parla Mauro Andreani; anche lui ribadisce come la discriminante tra fare o non fare un progetto non deve essere l’accesso alle informazioni, ma la qualità: «Abbiamo preparato uno schema standard, che poi abbiamo compilato con le specifiche del nostro evento. Poi abbiamo chiesto ad altre realtà di fare lo stesso; sappiamo bene che ogni progetto si trova davanti a problemi specifici, quindi tutte le realtà che hanno voglia di integrare il nostro lavoro e sviluppare questo progetto sono benvenute. Dal nostro sito potete scaricare un pdf interattivo e navigabile che presenta il formato standard e alcune applicazioni (l’organizzazione di Icche Ci Va Ci Vole, quella del Festival di Chianciano, etc). Non vogliamo che questo schema sia il resoconto del nostro progetto, ma la base per i vostri. Contattateci (icchecivah@gmail.com) e aiutateci a far crescere il progetto.»

Riappropriarsi degli spazi è forse il modo migliore per risvegliare Firenze e sviluppare quell’humus creativo che troppe volte rimane inespresso. Per questo, la guida open source realizzata da Riot Van e No Dump è una meravigliosa idea in divenire: il suo successo dipende adesso dalle altre associazioni che lavorano sul territorio. Quanto più sapranno condividere esperienze, problematiche e soluzioni, tanto più questa guida diventerà un progetto articolato, preciso e universale.

Perché nessuna buona idea rimanga più un sogno in un cassetto.

 

Alessandro Bezzi

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