IED Firenze apre alla città l’ex Teatro dell’Oriuolo
Mostre a Firenze e dintorni 3 Aprile 2025 4 min di lettura

IED Firenze apre alla città l’ex Teatro dell’Oriuolo

IED Firenze riapre l’ex Teatro dell’Oriuolo e lo trasforma in “campo aperto” di ricerca, confronto e immaginazione collettiva.

IED Firenze apre alla città l’ex Teatro dell’Oriuolo

Dal 2024, IED Firenze ha ottenuto la gestione dell’ex Teatro dell’Oriuolo, un luogo storico nel centro della città, oggi trasformato in hub per le arti digitali e visive, aperto al dialogo tra la scuola e la comunità. Con il lancio di Campo Aperto, questo spazio diventa una vera e propria agorà culturale, dove le discipline si intrecciano e le idee si contaminano. Arte, moda, comunicazione e design si incontrano per generare nuovi immaginari e affrontare le sfide del nostro tempo con uno sguardo fluido, critico e partecipativo.

“Campo Aperto è un invito a immaginare oltre i confini. Non uno spazio chiuso e autoreferenziale, ma un ambiente relazionale e poroso, in cui il design si fa strumento per ridefinire il futuro”, spiega Benedetta Lenzi, direttrice IED Firenze.

Una scuola che si apre alla città

L’ex Teatro dell’Oriuolo non è solo un luogo fisico, ma il simbolo di un nuovo approccio alla formazione: transdisciplinare, dinamico e pubblico. Con Campo Aperto, IED Firenze apre i suoi processi alla cittadinanza: workshop, lecture, mostre e incontri diventano occasioni per condividere saperi, attivare riflessioni e costruire comunità attorno alle pratiche del progetto.

Il programma coinvolge studenti, docenti, artisti, curatori, professionisti, e punta a creare una narrazione collettiva in continuo divenire, che intreccia la memoria dei luoghi con le visioni future di chi li abita.

Le attività di Campo Aperto: tra arte, pensiero critico e partecipazione

Il calendario di Campo Aperto 2025 si compone di mostre, talk, workshop e retrospettive che mettono al centro la sperimentazione come strumento di conoscenza. Ecco i primi appuntamenti in programma:

“Vestirsi è facile / Nuove forme radicali” – Mostra (3 aprile – 22 maggio)

La prima mostra del programma è firmata da Dario Bartolini, fondatore dello storico collettivo Archizoom. Si tratta di una rilettura contemporanea del progetto radicale Vestirsi è facile, presentato per la prima volta alla XV Triennele di Milano nel 1973. Il progetto proponeva un kit di abiti modulari e autoproducibili, pensati per sottrarsi alle logiche della produzione industriale e del consumo seriale.
La nuova versione del progetto è frutto di un workshop transdisciplinare che ha coinvolto studenti di moda, design e comunicazione. La mostra mette in dialogo i pezzi originali del 1973, oltre a disegni e schemi di montaggio, nuove produzioni realizzate dagli studenti e ispirate ai principi di autoproduzione, modularità e riciclo, e infine installazioni inedite che vogliono riflettere sulla sovrapproduzione nell’industria della moda.

“Vestirsi è facile” torna quindi a essere un dispositivo critico, in un tempo in cui il vestirsi è spesso ridotto a scelta rapida, a consumo compulsivo o a messaggio imposto. Il progetto ci chiede di rallentare, di riconnetterci al significato autentico del corpo, dell’identità e della relazione con l’altro, di interrogarci sul nostro modo di abitare il mondo a partire da quello che indossiamo. La mostra è gratuita e visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00.

Garden Talks – 13-14 maggio

Due giornate di incontri pubblici, tavole rotonde e dibattiti sui temi dello sconfinamento disciplinare, del design collaborativo e dell’innovazione responsabile. Professionisti dell’arte, del design e della comunicazione – insieme ai mentor Maria Cristina Didero, curatrice e direttrice curatoriale di Design Miami 2022, Leonardo Bigazzi, curatore e produttore di film d’artista, e Stefano Cipolla, art director de L’Espresso – si confronteranno su come superare le vecchie gerarchie del sapere per affrontare questioni complesse come sostenibilità, giustizia sociale e nuove economie creative.

Retrospettiva su Stefano Rovai – DAL 25 giugno AL 18 luglio

In collaborazione con WHY Festival, IED Firenze dedica la prima retrospettiva cittadina a Stefano Rovai, uno dei protagonisti della grafica italiana contemporanea. Un percorso visivo che attraversa campagne, manifesti e progetti realizzati dal cofondatore dello studio Graphiti fino alla direzione creativa di RovaiWeber.

una novità importante per Firenze

Con Campo Aperto, IED Firenze si conferma un attore culturale attivo e aperto al territorio, capace di mettere in relazione formazione, ricerca e comunità.
Il progetto non si limita a produrre eventi, ma propone un nuovo modello di scuola, dove l’apprendimento è collaborativo, il sapere è condiviso e il design diventa linguaggio universale per il cambiamento.