InNova Forma Festival: la musica torna a Firenze

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Dall’11 al 18 luglio Firenze sarà teatro di un nuovo Festival di musica e arti: si chiama di InNova Forma e riporta la musica alla città e a chi la vive.

Ci saranno nove spettacoli tra cui un suggestivo concerto all’alba nel Giardino degli Iris, un campus giovanile di teatro musicale, un laboratorio di composizione e laboratori creativi per bambini, adolescenti e giovani adulti. Si tratta di un Festival che offre opportunità di incontro e condivisione, aperto ad accogliere nuove forze.

L’iniziativa nasce dall’impegno dell’associazione Atelier de Angelis, volta a sensibilizzare, educare, divulgare, ideare e proporre nel segno dell’interdisciplinarietà e nasce a Firenze a partire dal secondo dopoguerra dall’eredità artistica della famiglia de Angelis: Ugalberto, compositore e consulente musicale per la RAI, la moglie Fiorenza, pittrice e didatta e il fratello Marcello, critico e storico della musica. L’associazione si fonda sulla cooperazione e propone concerti, performance, workshop, eventi, seminari e corsi che coinvolgano l’arte nelle sue forme più ampie con un atteggiamento creativo, inclusivo e comunitario, aperto al futuro e a chiunque desideri prendere parte a un progetto sociale e culturale in crescita.

Abbiamo intervistato Michele Sarti, direttore artistico del Festival, per farci raccontare di più di questo nuovo evento.

Come nasce l’idea di InNova Forma Festival?

L’idea è nata da me e altri 3 amici Valerio Sebastiani, Umberto Iacopo Laureti e Gioia Bertuccini con cui i siamo ritrovati all’inizio del primo grande lockdown, quando la musica e tutta l’arte si era fermata, uniti dall’esigenza di sentirsi ancora vivi. Per un musicista o un’artista in genere, non si tratta solo di un lavoro, è qualcosa di più, da cui non si può prescindere. Quindi, mentre tutto e tutti si fermavano, noi siamo stati abbastanza folli invece da pensare di mettere in moto qualcosa di nuovo, un nuovo Festival per Firenze.

Perché proprio Firenze?

Ci sono molte ragioni: innanzitutto la nostra associazione ha sede qui da molti anni e con la città ha un legame diretto e decennale, ma anche per la bellezza e la cultura che appartengono da sempre a Firenze. Il suo patrimonio storico e culturale attrae e contemporaneamente ci ricorda le innumerevoli innovazioni che ha lanciato, di cosa l’uomo sia stato capace e quanto fruttuose siano le collaborazioni e la multidisciplinarietà. E poi è la culla del Rinascimento e noi crediamo che possa abbracciare nuovi impulsi di partecipazione sociale e di sensibilizzazione e costituire un terreno fertile per progetti innovativi rivolti ai cittadini, ai connazionali, e forse in tempi migliori anche a chi, oltralpe, da sempre ci osserva e ci ammira.

Nel Rinascimento i maestri d’arte trasmettevano i segreti del mestiere ai loro apprendisti nelle loro botteghe e ancor oggi si distingue per i suoi artigiani che ancora oggi costellano il centro storico e questo è ciò che anche noi facciamo con i laboratori dedicati ai giovani ma anche delle manifestazioni artistiche nel cuore di Firenze affinché cittadini e visitatori possano ricordarsi di quanto viva è ancora oggi l’arte in città.

Infine anche per i legami storici e artistici della città, che verranno sottolineati sia nelle scelte artistiche che nei luoghi simbolici delle esibizioni: da Dante, a cui sono dedicati due spettacoli per ricordare il settecentenario della scomparsa, tra cui lo Spettacolo di teatro musicale ispirato all’Inferno dantesco, con musiche originali del compositore Davide Fensi e drammaturgicamente sviluppato dalla regista Barbara Petrucci. e il concerto conclusivo che si terrà nella Basilica di San Miniato al Monte. La scelta di ispirarci al sommo poeta, oltre che un omaggio, vuol essere lo spunto per una riflessione che coinvolga tutti, come una metafora per parlare dei nostri mondi interiori, del nostro personale paradiso o inferno da cui comunque dobbiamo provare ad uscire per tornare “a riveder le stelle”.

Hai parlato di laboratori; questo è insolito per un Festival…

È vero. In effetti le caratteristiche di questo festival si distinguono da quelle dei grandi festival italiani e anche fiorentini. È stato pensato su 2 colonne portanti: la prima è quella canonica del concerto, principalmente improntata sull’ambito cameristico e classico, ma con qualche intervento non canonico. Se infatti il concerto inaugurale, organizzato con la Fondazione Istituto degli Innocenti Onlus, vedrà esibirsi il QuartettOCMantova, ci saranno anche strumenti meno comuni come la fisarmonica di Samuele Chelari, Andrea Manco, primo flauto della Scala con Stefania Scapin e il duo fiorentino Inventionis Mater con Pierpaolo Romani al clarinetto e Andrea Pennati alla chitarra, con un concerto dedicato a Frank Zappa con qualche gag teatrale.

La seconda colonna portante del Festival è appunto il laboratorio, che sarà declinato in due diverse esperienze: la prima è il Campus musicale dedicato ai ragazzi dai 13 ai 17 anni, giovani strumentisti e giovani cantori, con un gruppo di voci bianche. Si tratta di un campus residenziale, quindi i ragazzi vivranno all’insegna dell’arte in questa città e sperimenteranno non solo la musica ma anche l’arte teatrale e si confronteranno con l’arte a tutto tondo con la docente Iris D’Aurizio che curerà le voci e il coro e Emanuela Campagnoli e Pierantonio Cazzulani, preparatori musicali. Il secondo laboratorio, dedicato alla composizione, sarà invece aperto a studenti di composizione ma anche a chiunque desideri cimentarsi in una nuova esperienza di scrittura musicale. Sarà condotto dal compositore romano Fabio Massimo Capogrosso, affiancato dal Trio Burattini-Laureti-Nizzardo di clarinetto, violoncello e pianoforte, in residence a disposizione dei partecipanti durante il workshop. Alla fine del corso tutte le composizioni verranno registrate e alcune selezionate per essere eseguite pubblicamente nel concerto matinée del Trio che si terrà domenica 18 luglio.

Quindi l’unicità di InNuova Forma Festival sta proprio in un nuovo approccio all’idea di Festival?

Sì, il nostro è un approccio comunitario, con cui intendiamo innanzitutto sperimentare collettivamente l’arte. Questo ritengo sia un processo essenziale per lo sviluppo di una coscienza individuale e sociale perché è ormai evidente che l’epoca dell’individualismo è finita e dobbiamo vivere come comunità. Mai come ora appare chiaro il desiderio di fare arte in un senso sociale, con un approccio di condivisione e di socialità. Il Festival infatti vuole essere uno spazio di incontro tra artisti e non, un’occasione per riaccendere il dibattito e anche per vivere la città che nei giorni del Festival diventerà un grande palcoscenico. Abbiamo bisogno di ritrovare la nostra natura sociale dopo il lungo distanziamento dell’ultimo anno e mezzo.

In questo senso il nome del Festival è esplicativo…

InNova Forma vuole proprio rendere l’idea della voglia di innovare, creare un nuovo approccio, confrontandoci con il mondo contemporaneo per capire dove andare nel futuro. Per questo ci siamo posti con questo festival vari obiettivi: innanzitutto allineare alle necessità dei più giovani esperienza e competenze di aziende, associazioni e fondazioni stabili, ma anche instaurare un dialogo con le istituzioni e collaborare con altre realtà sul territorio cittadino, provinciale e regionale. Vogliamo unire tanti ambiti sociali e allo stesso tempo ricordare che il teatro è una forma viva e educativa. Pensiamo possa essere anche un modo per avvicinare l’arte cosiddetta “classica” a tutti, nella speranza che mescolando le carte si possano creare impulsi nuovi, un fermento di cui credo ci sia un gran bisogno.

PROGRAMMA DEL FESTIVAL

CONCERTO INAUGURALE- QuartettOCMantovaDomenica 11 Luglio ore 18, Salone Brunelleschi. Musiche di J. Haydn e L. V. Beethoven. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA – Ingresso a offerta libera, con donazione minima consigliata di 15 €


Decade! – Inventionis Mater Martedì 13 Luglio ore 21, Mascarade Opera Studio. Tributo a Frank Zappa nel decimo anniversario del Duo fiorentino. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA – Ingresso a offerta libera, con donazione minima consigliata di 10 €

Bill Evans,Talking Heart – Ritratto musicale di Bill Evans – Mercoledì 14 Luglio ore 21, Mascarade Opera Studio Federico Fini – Narrazione, Ferdinando Romano – Musica, Valerio Pastore – Illustrazioni. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA – Ingresso a offerta libera, con donazione minima consigliata di 10 €


Armonie Francesi – Duo Manco-Scapin- Giovedì 15 Luglio 20.30, Mascarade Opera Studio. Mélodies fin-de-siècle di Debussy, Fauré e Ravel. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA – Ingresso a offerta libera, con donazione minima consigliata di 15 €


Concerto all’alba – Percorso musicale nel Giardino degli IrisVenerdì 16 Luglio ore 6.30 / 7.45 / 8.30, Giardino degli Iris. In collaborazione con il Conservatorio ‘L. Cherubini’. Musiche di J. S. Bach. Ingresso a offerta libera, con donazione minima consigliata di 10 €


La fisarmonica di Samuele Telari – Sabato 17 Luglio 18.30, Chiostro di Santa Maria de’ Pazzi. Musiche di Musorgskij, Ligeti, Skrjabin, Sarti. Ingresso a offerta libera, con donazione minima consigliata di 10 €

Inferno Village – Sabato 17 Luglio 21, Mascarade Opera Studio, Giardino Corsini. Spettacolo finale di InNova Forma CampusMusiche originali di Davide Fensi. Regia e sviluppo drammaturgico di Barbara Petrucci. Ingresso a offerta libera, con donazione minima consigliata di 10 €

Nuove Musiche per clarinetto, violoncello e pianoforte Trio Burattini-Laureti-NizzardoDomenica 18 Luglio ore 11, Mascarde Opera Studio. Ingresso a offerta libera, con donazione minima consigliata di 5 €

CONCERTO CONCLUSIVO – Muta CenereEnsemble Etruria BaroccaMartina Barreca, soprano. Dimitri Betti, continuo e concertazioneDomenica 18 Luglio ore 19, Basilica di San Miniato al Monte. Musiche di Peri, Rossi, Monteverdi, Sartorio, Carovani, Brown, Landi, Gleave, Sarti. Ingresso a offerta libera.

La prenotazione agli eventi è obbligatoria e può essere effettuata sul sito web.

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About Author

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo