KERIGMA: IL GRIDO DELL’ARTE TRA SILENZI ASSORDANTI E SPAZI DILATATI

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Al Combo Social Club di Firenze in mostra le monumentali tele
del pittore fiorentino Samuele Alfani

Sabato 25 settembre al Combo Social Club di Via Mannelli inaugura Kerigma – Atto Terzo, mostra dell’artista fiorentino Samuele Alfani curata dal XY Curatorial Project.

Kerigma è il Terzo Atto di una fruttuosa collaborazione con il Collettivo XY Curatorial Project, iniziata in maggio con la collettiva You Are Already Naked: un inno alla contaminazione tra correnti artistiche e percezioni sensoriali diverse; a questo era seguita la personale Isolè, una riflessione sulla solitudine umana ai tempi di un lockdown rigido e alienante. Kerigma chiude idealmente questa trilogia esplorando il rapporto che l’uomo dovrà costruire con se stesso e con le persone che lo circondano.

Samuele Alfani

Se i lavori precedenti raccontavano lo smarrimento e l’ansia dettate da un isolamento forzato, le cinque nuove opere portano a un livello successivo il lavoro di Alfani, grazie anche alle monumentali dimensioni delle tele.

Perché hai scelto di lavorare su tele così grandi?

S: Le opere di 4×2 metri Volevo offrire una percezione di un ambiente dilatato, trasformare lo spazio nel vero attore protagonista dei quadri. Un narratore onnisciente, che racconta una storia attraverso un singolo fotogramma.

Il tuo passato da cineasta sembra riaffacciarsi: l’indagine sullo spazio diventa una riflessione sul tempo. Dopo un lockdown in cui abbiamo vissuto tempi dilatati e spazi compressi tu sembri ribaltare la prospettiva: spazi enormi e tempi circoscritti.

S: Tutto quel che ho studiato nel cinema lo posso riportare nella pittura: il quadro ferma un momento, il frame di una storia che ha un prima e un dopo. E che coinvolge due persone vicine ma che continuano a essere isolate.

Perché hai chiamato la tua mostra Kerigma?

S: Mi ero imposto di approfondire la mia investigazione sull’isolamento, e allo steso tempo volevo gridare qualcosa di grande. Kerigma è un grido, ma anche l’annuncio di un avvenimento pronto ad accadere. L’istante isolato contiene in sé la promessa di un movimento.

Il Combo Social Club è un luogo di socialità, di ricreazione; tu l’hai trasformato in un luogo di creazione. Cosa è cambiato dal lockdown tra le mura domestiche di Isolé alla reclusione autoimposta di Kerigma?

S: Questa residenza artistica di quattro mesi è stata un’esperienza davvero intensa, nella quale ho inevitabilmente rielaborato il mio rapporto con lo spazio. Un ambiente conviviale è diventato d’improvviso deserto. Sembrava che la gente ne fosse fuggita di colpo, lasciandolo così com’era; quasi una scena post apocalittica. Anche le persone che venivano a trovarmi scoprivano uno spazio più piccolo di quanto ricordassero. Questa atmosfera fatta di spazi vuoti, ricordi lontani e percezioni distorte mi ha permesso di creare le opere e rendere anche più “mio” lo spazio.

Le tue tele esprimono sempre una condizione di incomunicabilità: in Isolé il soggetto era unico e spaesato, in Kerigma ci sono sempre due figure, ma non si parlano. Gli spazi esterni sono visibili, forse bramati ma non raggiungibili; le pareti sembrano accentuare una distanza incolmabile.

S: La parete indica una persistente incomunicabilità. Come nella mia estate di reclusione, gli ambienti esterni sono solari, estivi, sicuri: non c’è alcuna ragione per temerli. Gli ambienti interni al contrario restano claustrofobici, conservano un’oppressione che lo spazio non la ammortizza.

Chi ascolterà il grido – il kerigma – se lo spazio serve solo ad ammortizzarne l’eco? Quanto lo spazio dilatato minimizza la percezione della solitudine e quanto invece la accentua? Queste sono le domande che Alfani sembra suggerire.

E alle quali sta al visitatore dare una personalissima risposta; perché in fondo, l’Arte è questo. Riuscire a immaginare l’epilogo di un film dopo averne visto un singolo fotogramma.

ORARI E DATE

La mostra sarà aperta al pubblico dal 25 al 27 settembre e dal 30 settembre al 3 ottobre dalle 18:00 alle 23:30. L’ingresso alla mostra ha un costo di dieci euro.

Nei giorni 28 e 29 settembre la mostra sarà aperta solo su appuntamento.

Il programma completo è disponibile nell’evento Facebook.

Articolo di Alessandro Bezzi

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