Korea Film Festival intervista al direttore Riccardo Gelli

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In attesa della settimana dedicata al cinema Coreano, ormai un appuntamento fisso per gli amanti del cinema di Firenze e della Toscana, abbiamo avuto l’occasione di incontrare Riccardo Gelli, ideatore e direttore della rassegna, scoprendo così che il cinema coreano ha molte analogie con la commedia italiana.

In che modo il Festival contribuisce a sdoganare la filmografia coreana in un paese nel quale ancora non è pienamente apprezzata come l’Italia?

L’organizzazione del festival è uno tra i motivi per promuovere la cinematografia coreana in Italia. Organizzando questo festival da 18 anni e partecipando a rassegne in giro per l’Italia, trovo comunque ancor oggi il mercato per la distribuzione nelle sale e in televisione della cinematografia coreana abbastanza difficile. Credo che il recente Parasite sia veramente un’eccezione.

Parasite ha, in questo senso, giocato un ruolo certamente molto importante. Come mai, secondo lei, ha avuto così tanto successo in ambito occidentale, al di là del blasone derivato dalla vittoria di innumerevoli premi, fra i quali l’Oscar come miglior film del 2019?

Per il film Parasite, aver ricevuto i premi a Cannes e a Los Angeles ha sicuramente contribuito al successo nella partecipazione di pubblico nelle sale italiane. Ed è risaputo che il pubblico italiano segua i film premiati e di maggior successo. Sfortunatamente ci sono film coreani bellissimi che, non avendo ricevuto premi né una giusta pubblicità dai media, purtroppo non ricevono un analogo successo.

Quali sono invece le difficoltà di diffondere la cultura cinematografica italiana in Corea?

Da quando abbiamo iniziato 20 anni fa a lavorare per la promozione della cultura coreana in Italia ho trovato un grande cambiamento positivo da parte degli italiani nella conoscenza della Corea, in generale sia quella del sud che quella del nord. A mio parere,  la spinta che ha contribuito a far conoscere maggiormente la cultura coreana in Italia è stata la diffusione del K-Pop tra i teenagers, del cinema coreano e del successo mondiale per la sua ottima produzione. Sono inoltre felice che la RAI abbia inviato un proprio giornalista a Seul, che informa i nostri concittadini con l’invio di notizie non stereotipate.

Che cosa accomuna, e cosa invece rende diversi, il cinema italiano e quello coreano?

Per certi versi il cinema coreano ha molte analogie al cinema della commedia italiana. Da diversi anni il cinema coreano si sta dimostrando un’industria cinematografica a tutto tondo che cura diversi generi (dalla commedia ai film in costume, dai thriller agli horror) cosa che il cinema italiano al momento non considera molto, a parte qualche singola produzione

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Sacha Tellini

Mi sono laureato in Comunicazione, Media e Giornalismo, corso di laurea che ho svolto presso la facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze. Successivamente, ho conseguito un diploma di master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi presso la facoltà di Lettere e Filosofia, sempre a Firenze. Da appassionato di comunicazione -mio ambito lavorativo attuale- sono molto affascinato dalla scrittura. Amante della semplicità e animato da un forte spirito di condivisione, mi piace andare alla scoperta di novità che portino curiosità all'interno della mia vita.

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