La cupola del Brunelleschi compie 600 anni

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Il 2020 è il seicentesimo anniversario dall’inizio dei lavori per la costruzione della cupola del Brunelleschi

Il 7 agosto 1420 fu posta la prima pietra della cupola di Santa Maria del Fiore, quella cupola divenuta simbolo della città di Firenze e di perfezione architettonica e artistica.

L’Opera di Santa Maria del Fiore bandì un concorso nel 1418 e dopo due anni, tra polemiche e controversie, fu eletto il progetto vincitore: quello di Filippo Brunelleschi. I lavori della sua cupola a base ottagonale iniziarono quello stesso anno, concludendosi 14 anni più tardi, nel 1434.

Ciò che rende la “nostra” cupola così magnificente e audace è l’innovazione tecnica nel progetto e nella realizzazione da parte di Brunelleschi: decise, infatti, di voltarla senza armature, utilizzando una doppia volta con intercapedine, che rendono la parte esterna di copertura, mentre quella interna, realizzata con conci a spina di pesce, è autoportante. Anche la lanterna che vediamo sopra la cupola è stata disegnata da Brunelleschi, ma fu realizzata dopo la sua morte, avvenuta nel 1446.

Sopra la lanterna fu poi posta la sfera dorata di Andrea del Verrocchio, nel 1471; questa attirò molti fulmini, uno dei quali, nel 1601, la fece cadere a terra, lasciando un solco sul lato est di piazza del Duomo. Proprio dietro l’abside della chiesa, c’è ancora oggi un cerchio di marmo bianco… è il punto esatto in cui cadde la Palla dorata del Verrocchio (che fu comunque ricollocata al suo posto l’anno seguente).
La Cupola del Brunelleschi è la più grande cupola in muratura esistente e, meravigliosa, svetta da piazza del Duomo su tutto lo skyline fiorentino, ma anche il suo interno è un capolavoro grazie agli affreschi di Giorgio Vasari e Federico Zuccari.

600 anni cupola brunelleschi

“Chi mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo qui struttura sì grande, erta sopra e’ cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti e’ popoli toscani, fatta sanza alcuno aiuto di travamenti o di copia di legname, quale artificio certo, se io ben iudico, come a questi tempi era incredibile potersi, così forse appresso gli antichi fu non saputo né conosciuto?”
Leon Battista Alberti, De Pictura, Prologo

In questi primi mesi del 2020 erano in programma una serie di eventi dedicati alle celebrazioni di questa ricorrenza. Purtroppo non possiamo assistere a questi cicli di incontri, né ammirare la bellezza della Cupola liberamente a causa dell’emergenza Coronavirus… ma vogliamo viverla, anche da lontano, anche con il pensiero e con i ricordi, nell’attesa di poter tornare nuovamente ad alzare il naso all’insù e ammirarla come l’umanità ha potuto fare in questi 600 anni di storia.

La foto del punto esatto in cui cadde la palla dorata è presa da qui

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