La Firenze nera di Marco Vichi

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Inizia la collaborazione tra FUL e la rivista con.tempo con una rubrica dal titolo: con.tempo libri. In questo numero: Marco Vichi e i suoi Racconti neri, per scoprire la Firenze più nera.

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Marco Vichi

copertina

Racconti Neri di Marco Vichi, Guanda Editore, 2013, €18,00

Immaginare Firenze attraverso i Racconti Neri di Marco Vichi dà le vertigini. Sembra di vedere due città in una. Da una parte i viali alberati, le colline di Fiesole, la campagna appena fuori le mura. Dall’altra il carcere, il centro asfissiante, le stanze fumose dell’ormai ex tribunale. La città, come i personaggi di questi 13 racconti, si divide in due. Da una parte chi porta la legge, poliziotti, magistrati con belle macchine e ville in collina; dall’altra chi la subisce, maniaci, assassini disperati, spesso schiacciati da un mondo molto più complicato di quello che si aspettavano.
Perché la Firenze che incontriamo qui, non è quella sognata dai turisti, ma quella, molto più reale, di chi in città ci vive tutto l’anno: con l’asfalto sciolto dall’afa in agosto e con le piogge fredde di un dicembre quasi natalizio. Non tutti i racconti sono fiorentini, incontriamo Roma, la Toscana con la sua campagna fatta di torri duecentesche, ma Firenze è lo scenario che, più di altri, sembra essere il punto dal quale si misurano tutte le distanze. Quelle che da Firenze si allontanano e quelle che sembrano scendere verso il centro oscuro della città: le cascine della prostituzione anni ’80, i vicoli scuri e annegati dall’alcool di un Oltrarno troppo simile alla cronaca di qualche settimana fa.
Quasi tutte le storie sono piccoli congegni a orologeria che ci aspettano, verso il finale, per sorprenderci con un colpo di scena ben assestato, mai stravagante. Ma, ancora più spesso, è la spirale verso il basso che Vichi sa costruire con il suo narrare suadente che cattura il lettore fino alla fine. E trasforma gli angoli usuali di Firenze in isole cariche di mistero: una vecchia trattoria in viale dei Mille, la salita di viale San Domenico, diventano per un attimo testimoni dell’assurdo.pedestrian-925850_960_720

Ottavo libro di Vichi, conosciuto soprattutto per le avventure del commissario Bordelli, Racconti Neri è una raccolta di racconti al cui centro c’ è sempre un’incrinatura, una diversità rispetto all’ortodossia soffocante di una città, quando non di una famiglia, provinciale, chiusa, da tinello, che è spaventata e attratta dal sesso, dalle droghe e con un senso di colpa difficile da espiare. Vichi parte da storie al limite per parlarci di tutta una città e di come sia, forse irrimediabilmente, in ritardo, spaventata dallo scoprirsi per quello che è davvero.
Sono racconti da non leggere a notte fonda o almeno non da soli. Non tanto per il contenuto (ci sono forse solo un paio di scene davvero difficili), ma piuttosto per quello che potrebbero farvi scoprire di voi stessi: che non siete così buoni come credevate, che in ogni città, c’è un lato nero da cui non è facile stare lontani. •

Carlo Benedetti / con.tempo

 

logo_con_tempo_smallcon.tempo è una rivista di narrativa breve inedita. Nata a Firenze, pubblica autori esordienti da tutta Italia, scommettendo tutto sull’attenzione maniacale per il testo, l’editing, la riscrittura. Ogni numero esce in 999 copie numerate e in distribuzione gratuita con illustrazioni originali di giovani artisti e designer. Ogni uscita ha un tema comune che la trasforma in una piccola antologia. Se vi piace l’idea e voleste partecipare o per sostenere il progetto, visitate il sito www.contempo.cc.

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