La gente della notte non si ferma mai

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© Tommaso Pacini

Correva l’anno 1991, un Jovanotti ancora in erba cantava Gente della Notte con una calma e una leggerezza che la dicevano lunga sulla sua esperienza di vita notturna. E già da un anno – dal 14 febbraio del 1990, per la precisione – Alfonso aveva aperto la sua attività. È conosciuto da tutti come il pastaio di Campo d’Arrigo. Coincidenza vuole che quasi tutti i suoi lavori siano iniziati per San Valentino. In effetti, la passione ha un ruolo importante nella sua vita, come quella per la notte e per gli impasti ma soprattutto per i ritmi dolci che iniziano al tramonto.
Siamo andati in cerca proprio di esperienze notturne, in questo nuovo numero di FUL che avete fra le mani. A Firenze di gente interessante che la notte la vive, per lavoro o per svago, ce n’è tanta, fidatevi.
Sono appena le nove di sera, quando Alfonso arriva in pasticceria e la prima cosa che fa è controllare che il laboratorio sia in ordine. Le brioche e i cornetti non bastano mai il sabato e si assicura di averne in abbondanza. (NB: avete sentito bene adesso apre anche il sabato notte).
Lavorando il tempo passa veloce e i primi clienti non tardano ad arrivare, sono sulla quarantina, la “vecchia Guardia”. Alle due è il turno dei netturbini, sono in quattro e vanno dal pastaio a rilassarsi un po’, cogliendo anche l’occasione per dare una pulita alla prima mandata di cartacce accumulatesi per strada. Il loro lavoro inizia poco prima di mezzanotte, iniziano in ufficio dove prendono la “cartellata” (zona assegnata) e finita quella aiutano i gruppi rimasti indietro. Campo di Marte, con tutti gli alberi che ci sono, è una zona molto impegnativa e loro rimpiangono ancora le vecchie scope in saggina. Ormai da qualche anno si aggirano con le odiate “ecoarancioni”, adottate più per motivi economici che per rispetto all’ambiente. Niente al confronto delle saggine.gente_notte_2
Il ritmo sale, i clienti aumentano, i volti si fanno più sorridenti e sconvolti, mentre la lancetta corre sul nuovo giorno. Alle tre e mezzo si illumina la serata. Due fidanzati si incontrano, lei però non sembra affatto malata, come avrebbe dovuto essere. Anzi deve avere una fame da lupi, visti i tre cornetti ordinati e il bel ragazzo che stringe fra le mani. Grande intrattenimento, altro che il solito tran tran.
Sono ormai le quattro passate quando entra Luca, un noto dj fiorentino, ha staccato da poco e la fame è tanta. Insieme a lui c’è la sua ragazza (fantastica creatura che lo segue pure quando va a suonare) si fermano spesso al pastaio per prendere il necessario per finire la serata nel migliore dei modi, come piace a loro, quando lui, prima di andare a letto, mette musica solo per lei.
Il lavoro notturno è detto “lavoro usurante”. Così lo definisce la legge italiana con il D. Lgs. n. 66 del 2003 che tutela i lavoratori che operano in tale orario garantendo loro condizioni particolari. Dall’obbligo di sorveglianza sanitaria a carico del datore di lavoro, finanche al pensionamento anticipato.
Questo perché i ritmi imposti al nostro corpo dal lavoro notturno portano concrete ripercussioni sulla salute. L’alterazione dei ritmi sonno-veglia e l’artificiale alternarsi delle fasi luce-buio determinano una desincronizzazione dei normali cicli biologici. La sindrome legata all’alterazione di questi ritmi è detta “da fatica generica” e si manifesta sotto forma di svogliatezza, apatia e sbalzi d’umore.
Sono le cinque e mezzo. Mi bruciano gli occhi. Lascio il pastaio con la consapevolezza di aver spiato per una sera le vite degli altri. Prima di tornare a casa c’è tempo per l’ultima birretta. La gente della notte torna a casa, lasciando il posto ai “diurni” inconsapevoli che niente si è fermato.
Buongiorno. •

***English version***

It was 1991, Jovanotti was singing Gente della Notte and Alfonso had already started his enterprise. He’s known as the Pastaio of Campo d’Arrigo and passion has an important role in his life, passion for pastries and the sweet rhythm of the night.
We went in search of nighttime experiences, for this new FUL issue you’re reading. There’s a lot of people living and working overnights in Florence.
Alfonso arrives at 9 pm and the first thing he does is to check if everything is in order in his laboratory. Brioches and pastries are never enough especially on Saturday nights (yes, he’s now open Saturday nights too).
The first customers who arrive are in their forties, the “Old Guard”. 2 am is the dustmen’s shift, a group of four who come here for a break. Their work starts just before midnight: they go to the main office to take their “cartellata” (assigned area), and when they finish they help each others. There are a lot of trees in Campo di Marte’s neighbourhood, a very hard job and sometimes they miss the good old sorghum brooms.
More customers arrive with smiling but somewhat upset faces. At 3.30 am a guy meets his girlfriend who was supposed to be sick at home. Instead, she’s very hungry and has got three croissants and a good looking man in her hands. Great entertainment.
It’s past 4 am and Luca, a well known florentine dj, enters with his girlfriend. They often stop here before going home, where he plays music only for her.
Nighttime work is a “physically demanding occupation”. Law protects nighttime workers by guaranteeing specific conditions, such as advanced retirement. Alteration of sleep-wake patterns may determine apathy, mood swings and indolence.
It’s 5.30. My eyes are burning and I leave this place where I have peeked at other people’s lives.
Good morning. •

Marco Fallani

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