Hai mai assaggiato un neccio?

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PROGETTI RESPONSABILI DI CIBO DI STRADA. QUELLI BELLI!

Necciaio, responsable street food venture. 

Tra le strade di San Frediano, i vicoli, i pensieri e le mille pozzanghere che si alternano ai raggi di luce, nascono progetti che sembrano così piccoli e strani ma che portano con sé molto di più di quello che sembra.

Oggi siamo in Santo Spirito, le pareti di una stanza che forse avrebbero molto da raccontare, una luce soffusa, una finestra su una delle piazze più belle del mondo. Si parla di progetti, di futuro. Perché si, dovete sapere che dalle passioni e dalla voglia di portare qualcosa di proprio, nascono idee  che a volte diventano reali. Ed è proprio così che nasce il Necciaio. 

Ma cominciamo dall’inizio… Nel 2018 nasce un progetto, che prende le sue origini, come nelle migliori favole, dalle antiche tradizioni: quelle di una nonna, che probabilmente, nei pomeriggi piovosi di un paesino qualunque, prepara la merenda al nipote. E allora prende acqua, farina di castagne e un pizzico di sale, crea un impasto morbido e fluido, lo spalma sui “testi” e lo cuoce sul fuoco. Una volta pronto, lo riempie con dell’ottima ricotta che profuma ancora di latte. Poi si siede e guarda il nipote con aria soddisfatta.

Quello che ora sembra una banalissima merenda, sana e fatta di prodotti semplici, è la nascita di una storia che arriva fino ad oggi e che si pone l’obiettivo di creare, intorno ai ricordi, un prodotto di cucina, rispetto e start up giovanili in continua evoluzione.

Il Necciaio è il primo street food gluten free creato a Firenze. In generale, il necciaio è colui che fa i necci, appunto. Un piatto, che nasce nell’appennino lucchese e pistoiese, a metà tra la piadina e la crepes, preparato al momento e che si può degustare in qualsiasi ora della giornata. È un piatto che si tramanda di generazione in generazione fin dal medioevo, e nel rispetto di quella tradizione arriva anche a noi. A Firenze. 

Poi che succede? Giorgio Filippelli (amante della cucina, nipote rispettoso delle tradizioni e dei valori, laureato in economia aziendale e con un’innata passione per la scrittura) decide di prendere quella ricetta e crearne un format nuovo. Il tutto progettato insieme all’amico Dusan Bozic, di origini serbe, Project Manager specializzato in progettazione europea, diremmo pure un equilibrato stratega con un sincero amore per la cultura italiana. I due decidono di unire il loro background e di sperimentare: intanto provando a creare un neccio con farina di mais o ceci, o canapa, o grano saraceno (sempre e comunque gluten free). E poi cambiandone il ripieno, proponendo oltre alla classica variante con la ricotta, un tema dolce con cioccolata o marmellata, ma anche salato: con salumi e cacciagione, verdure o formaggi. Ed ecco qua il nostro neccio, nuovo e pronto per essere mangiato.

Ma il Necciaio non finisce qui. Adesso si sceglie di portare fuori questo prodotto. E come? Spesso l’innovazione si scontra con le problematiche moderne e la necessità di stare al passo con i tempi, senza dimenticare i valori fondamentali condivisi che ci servono ormai per la sopravvivenza. E così, per scendere in mezzo alla strada e portare i necci tra la gente, si sceglie una bicicletta. Uno street food quindi su ruote, responsabile e consapevole, che si muove, quasi fosse un veliero, tra le mille proposte e offerte. In quest’ottica, si decide di produrre quasi totalmente rifiuti organici (Plastic Free), si disegna un logo solamente con l’uso del nero (in modo da non usare stampe e colori chimici inutili) e si aderisce al progetto Alimentazione Fuori Casa di AIC, associazione italiana celiachia. Giorgio sorride “Stiamo cercando di immaginare il migliore dei mondi possibili”.

Ed ecco pronto il Necciaio. Una visione responsabile del cibo di strada, che si struttura come progetto a lunga durata. Perché la nostra bicicletta che vedrete molto presto solcare le strade di Firenze, disponibile per essere presente a eventi, Festival, sagre e catering di ogni genere, si pone l’obiettivo di creare un raggio di azione molto più lungo. Intanto sostenendo i produttori, attraverso l’uso di materie prime ricercate e provenienti prevalentemente del territorio della Garfagnana e della Svizzera Pesciatina, che oggi si scontrano continuamente con le problematiche legate all’abbandono e l’impoverimento delle montagne. E quindi attivando un progetto di rivalorizzazione di quelle valli.

Poi sostenendo ZERO WASTE, una rete italiana che si pone l’obiettivo di non produrre rifiuti di nessun tipo (i rifiuti organici verranno riutilizzati per concimare e produrre materiale compostabile). Infine, il Necciaio si pone l’obiettivo (e ha già attivato questo filone) di creare progetti di sensibilizzazione e educazione su più fronti e soprattutto quello di portare a far conoscere un prodotto della nostra tradizione a tutti.

Soddisfatti e con l’acquolina in bocca, Giorgio ci racconta di quest’esperienza ridondandoci che i clienti del Necciaio sono di due tipi: quelli che non l’hanno mai assaggiato e quelli che tornano a mangiarlo.

NB: Il Necciaio inaugurerà la sua fantastica bicicletta e il suo progetto molto presto!

Seguite tutte le novità sui canali social @necciaio.

Testo di MiaWallace

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