MEG in concerto al Festival della Montagna Fiorentina

Maria è tornata: intervista a MEG

Meg è tornata più forte che mai sulla scena musicale italiana con il suo nuovo EP “Maria” e il tour “Trenta Meg”, già partito ad aprile per fare tappa un po’ ovunque nella nostra penisola. La nostra intervista alla vigilia del concerto al Festival della Montagna Fiorentina.

Maria Di Donna, in arte Meg, torna più forte che mai sulla scena musicale italiana con il suo nuovo EP “Maria” e con il tour “Trenta Meg” che è già partito ad aprile per fare tappa un po’ ovunque nella nostra penisola. La ricordiamo come protagonista del gruppo musicale made in Naples dei 99 Posse ma anche per la sua lunga carriera da solista e soprattutto da artista indipendente e sdoganata dai meccanismi delle grandi industrie musicali.

Originaria di Torre del Greco, ha mosso i primi passi nel mondo della musica frequentando i centri sociali e simpatizzando con i fermenti culturali dell’epoca nel clima infuocato delle occupazioni e dei collettivi. Ci ha regalato pezzi dalle sonorità elettroniche particolari e cariche di impegno sociale, superando i pregiudizi nei confronti delle donne autrici di musica e dimostrando che donna o uomo non conta, l’importante è solo avere talento, voglia di fare e qualche sogno da realizzare nel cassetto.

La sua carriera è piena di collaborazioni importanti, dai Subsonica a Clementino, da Colapesce fino a Snoop Dogg con il quale partecipa a manifestazioni internazionali. Ebbene, Meg è sempre andata dritta per la sua strada, svincolandosi dai lati bui del mondo della musica e mai perdendo la sua autenticità per ben 30 anni di carriera e – in occasione del suo concerto del 19 luglio al Festival della Montagna Fiorentina – FUL l’ha intervistata per i suoi lettori!

MEG in concerto al Festival della Montagna Fiorentina

Molto spesso su internet si legge che tu sei stata l’ex voce dei 99 Posse, come se avessi solamente cantato nel gruppo ma in realtà hai fatto molto di più perché sei stata l’autrice dei pezzi. A questo proposito, com’era la scena musicale degli anni ’90 a Napoli e in Italia in generale, periodo in cui hai iniziato a mettere le radici in questo mondo in cui le donne autrici di musica non erano prese abbastanza sul serio? Secondo te oggi si sono fatti passi avanti in questo senso?

Non ero solo autrice, ma anche compositrice e produttrice, ma questo non poteva figurare in un sistema con regole chiaramente maschiliste. Erano anni molto duri per una ragazza nel mondo della musica, eri costretta costantemente a far valere i tuoi diritti alzando la voce. Oggi per fortuna qualcosa è cambiato in meglio, ma in generale c’è ancora un subdolo pregiudizio  verso alcune musiciste: non riconoscerne il valore intellettuale, ma solo quello scenico.

La scena musicale era in pieno fermento. Erano anni di rivoluzioni artistiche e sperimentazione senza precedenti: cadevano fragorosamente le barriere tra un genere e l’altro, aumentava la libertà creativa  e il campionatore era lo strumento emblema di tutto questo.

MEG in concerto al Festival della Montagna Fiorentina

Ho letto che i tuoi genitori per te avrebbero preferito la carriera nel settore pubblico, ma tu hai preso una direzione completamente diversa, rifiutando una strada consueta e ordinaria per una scelta coraggiosa e, soprattutto, dettata da una passione. Cosa hai provato, all’epoca, nel dirigerti verso una carriera in cui paracadute non esistono?  

I miei genitori sono due meravigliosi insegnanti in pensione, amatissimi dai loro studenti. Si auguravano per me un lavoro sicuro dopo la laurea, come è normale che un genitore faccia. Ma sono anche le due persone che mi hanno trasmesso la passione smodata per la musica, quindi nel momento in cui hanno capito che quella era la strada che avevo scelto e che mi rendeva felice, mi hanno appoggiata, nonostante le preoccupazioni legittime per il futuro.

Il 21 marzo di quest’anno è uscito l’ EP “Maria” che, tra l’altro è il tuo vero nome, per festeggiare ben 30 anni di carriera. Come è nato questo ultimo lavoro che, in qualche modo, riunisce le varie sfaccettature di Meg in unica identità che è Maria? Rinneghi qualcuna di queste “Marie” o tutte sono state importanti per l’artista che, oggi, ha alle spalle tanta gavetta ma anche tanti successi?

Maria è una canzone che parla dell’incessante ricerca di se’. Da piccola non amavo il mio nome, era un nome antico, tramandato dal passato, mentre io ero proiettata con tutta me stessa verso il futuro. Oggi invece amo il mio nome follemente, dentro c’è la mia essenza più vera e intima e con questo EP volevo omaggiare le varie anime che mi compongono: ecco perché tre versioni così diverse della stessa canzone. Una per scatenarsi sul dance floor tutta la notte, una introspettiva e malinconica per guardarsi dentro e un’altra più emozionale e intensa per tenere in allenamento l’istinto. 

MEG in concerto al Festival della Montagna Fiorentina

In questi 30 anni di carriera non ti sei mai avvicinata alle grandi vetrine del mondo della musica come, ad esempio, il Festival di Sanremo, tappe che, invece, sembrano quasi essere da prassi. Ad oggi, ti penti un po’ di non aver fatto anche questo tipo di esperienze o sei tutt’ora convinta che la scelta di essertene tenuta alla larga sia stata quella giusta per te e per il tuo modo di fare musica?

Nulla contro Sanremo, ma ho bisogno di cantare nei luoghi in cui posso essere me stessa completamente, sono molto orgogliosa del mio essere underground.

Ad aprile è iniziato il tuo tour e anche la Toscana ti vedrà esibirti nella cornice del Festival della Montagna Fiorentina il 19 luglio. Dopo il tour, hai già nuovi progetti per il futuro? Avendo una solida e invidiabile base da cantautrice indipendente, il panorama musicale attuale come ti appare e, soprattutto, te ne senti parte o non condividi a pieno l’idea odierna di fare musica?

Finito il tour partirò per un viaggio per resettare tutto e poi mi metto con calma a comporre nuova musica. il panorama attuale è sconfortante e riflette i tempi pieni d’odio ed i valori vuoti che regnano nel nostro paese, ma se cerchi nel sottobosco (come sempre) troverai progetti freschi e coraggiosi.

Foto: Elisabetta Claudio.

Cover: Meg esistenzialista ©artwork e rielaborazione di Dadá Di Donna da una foto originale di Elisabetta Claudio.