Mascherine, rispetto ed equità

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Ovvero Filosofia del diritto della mascherina!

Questa settimana, causa collasso della batteria della macchina dopo settimane d’immobilità, sono dovuto andare da un rivenditore di ricambi auto, a Firenze. Dopo aver dribblato capannelli di adolescenti fumatori, squadre di ciclisti in tutina e runners solitari ansimanti, tutti ovviamente senza mascherina, arrivo al negozio. Aperta la porta, appare evidente l’adeguamento alle norme, gel igienizzante all’ingresso, numeri, linee per terra, cartelli con scritto mascherine disponibili, commessi con mascherine chirurgiche.

In Toscana vige per ordinanza l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso alla presenza di più persone. E questo era il caso. Peccato che il cliente prima di me, una battagliera signora di mezza età, non indossasse la mascherina e, alla richiesta del commesso, si rifiutasse di metterla. Mi ha sfiorato più volte, nonostante aspettassi fermo all’ingresso. Ho provato quel misto di rabbia e impotenza di quando vedi la violazione di una norma utile alla tutela della salute e l’impossibilità effettiva di farla rispettare.

Non è il caso di scuola del “portoghese” o free rider, che non paga il biglietto dell’autobus ma la società nel suo insieme ( gli altri che pagano il biglietto) ne assorbe la violazione senza gravi conseguenze. Se restiamo al paragone dell’autobus, l’asintomatico che sale senza mascherina fa pagare le conseguenze a tutti gli altri. Via, quante storie, dormiamoci sopra.

Questa mattina ho visto in rete la foto di un calciatore di serie A che si allenava indossando una mascherina con valvola. Ho pensato, mmm, una mascherina egoista, ma forse si respira meglio nell’attività fisica…

Avete presente la distinzione tra mascherine altruiste ed egoiste?

Gérman Pezzella. Foto tratta dal profilo social della Fiorentina

Altruista la mascherina che protegge gli altri ma non te (quella chirurgica), egoista quella (con la valvola) che filtra in entrata ma non in uscita…Poi ci sono quelle protettive senza valvola, più intelligenti perché contemperano entrambe le esigenze, necessariamente po’ meno traspiranti. Riflettendo, se ad esempio tutti i giocatori mettessero quella mascherina, che problema ci sarebbe?

Se tutti la mettessero, si sente dire (in tempi in cui scarseggiano le altre), basterebbe la mascherina chirurgica.

SE TUTTI.

Condizione impossibile, basta guardarsi intorno. E se tutti quelli che mettono la mascherina chirurgica incontrano la signora di cui sopra, che starnutisce in un luogo chiuso?

Abbiamo un caso in cui la violazione della norma da parte di un soggetto colpisce tutti quelli che rispettano la norma tranne il soggetto che la viola. Pressoché agli antipodi rispetto ad altre norme su salute e sicurezza, tipo l’obbligo della cintura in macchina (se non ci sono altri), o meglio ancora come quella sul casco in moto.

Non è giusto.

E se tutti dovessero mettere le mascherine con la valvola?

Un’altra condizione impossibile. In questo caso però la violazione della norma avrebbe conseguenze in primis per chi la viola, come l’inosservanza del casco in moto, lasciando sostanzialmente indenni gli altri. Sembrerà più cattivo, ma a pensarci bene sarebbe più equo e, magari, più rispettato.

MAGARI.

Ah, se vi siete chiesti quale mascherina indossassi nel negozio, la risposta è… Entrambe!

Buona mascherina a tutti.

Articolo di Fabio Carlo Ferrari

Foto: Irene Sara Doria @irybadgyal

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