Milano Design Week 2026: le aziende fiorentine protagoniste
Dal 21 al 26 aprile, Milano torna a essere il centro del design internazionale. In questo scenario sempre più stratificato, fatto di installazioni, brand e progetti indipendenti, la presenza fiorentina continua a ritagliarsi uno spazio preciso.
Non solo per quantità, ma per approccio. Tra ricerca progettuale, artigianato evoluto e nuove forme di racconto, le aziende fiorentine arrivano alla Design Week con progetti che lavorano su materiali, spazio e identità, spesso partendo da una tradizione che viene riletta in chiave contemporanea.
Castorina 1895: l’intaglio fiorentino arriva a Doppia Firma
Alla Milano Design Week, uno dei passaggi più interessanti per Firenze passa da una bottega storica dell’Oltrarno.
Castorina 1895, atelier specializzato nell’intaglio del legno attivo da quattro generazioni, partecipa a Doppia Firma con la collezione “Chimera”, realizzata insieme alla designer francese Constance Guisset.
Il progetto si sviluppa attorno a tre sedute in legno, lavorate a mano, dove la superficie diventa il luogo di una trasformazione continua: dal pelo alle scaglie, fino alle piume. Un lavoro che non punta alla rappresentazione, ma alla costruzione di un linguaggio, partendo da riferimenti profondamente radicati nella cultura fiorentina.
Nelle texture si leggono richiami alla scultura rinascimentale: la tensione della criniera del Marzocco di Donatello, la densità delle setole del Porcellino di Pietro Tacca, la geometria delle ali di Lorenzo Ghiberti. Non citazioni dirette, ma una rielaborazione materica che traduce il patrimonio della città in un segno contemporaneo.
“Chimera” diventa così un punto di incontro tra progettazione e saper fare, ed è proprio su questo equilibrio che si costruisce Doppia Firma, il format ospitato alla Casa degli Artisti che mette in dialogo designer internazionali e maestri artigiani italiani.
Il progetto, ispirato quest’anno al tema del Grand Tour, funziona proprio perché elimina le gerarchie: progettista e artigiano lavorano sullo stesso piano, condividendo il processo e firmando insieme l’opera finale. Un modello che negli anni è diventato un riferimento per chi cerca un dialogo reale tra design contemporaneo e tradizione.

EX.T: il bagno come architettura
Nel distretto di Via Tortona, EX.T, brand della Giulio Tanini, presenta ALCOVA, un sistema lavabo modulare che lavora sul concetto di sottrazione.
Il progetto elimina il superfluo per concentrarsi sulla relazione tra funzione e spazio. Il cuore è un incavo che nasconde la parte tecnica, lasciando visibile solo ciò che serve. Il risultato è un oggetto che smette di essere elemento isolato e diventa parte dell’architettura del bagno.
La modularità permette di costruire configurazioni diverse, adattandosi sia a contesti domestici che contract, mantenendo una coerenza formale molto precisa. Il progetto viene presentato all’interno del flagship store milanese, trasformato per l’occasione in uno spazio immersivo.

Alessandro Bini: il tessile come esperienza immersiva
Nel cuore di Brera, all’interno della Chiesa Cristiana Protestante, l’azienda tessile fiorentina Alessandro Bini presenta MONDI/26, un’installazione che trasforma il tessuto in esperienza.
Curato dallo studio Palomba Serafini Associati, il progetto utilizza microarchitetture per costruire un percorso sensoriale. Non è una semplice esposizione, ma un racconto fatto di materiali, texture e luce, dove il tessile diventa elemento narrativo.
La nuova collezione “Trame di Vita” lavora sull’equilibrio tra tradizione e innovazione, mentre il progetto RE-WASTE, sviluppato con Università di Firenze e ITS Mita Academy, affronta il tema dello zero waste trasformandolo in processo creativo.
Un passaggio che sposta la sostenibilità da vincolo a possibilità progettuale, integrandola direttamente nel linguaggio del prodotto.

La Marzocco: il caffè come spazio e cultura
Tra le presenze più riconoscibili c’è anche La Marzocco, che durante la Design Week apre le porte di CASA La Marzocco, uno spazio di 300 mq in Corso Garibaldi pensato come punto di incontro tra caffè, design e lifestyle.
Non si tratta di una semplice installazione, ma di un ambiente costruito per raccontare il mondo del caffè in tutte le sue dimensioni: dalla tecnologia alla ricerca estetica, fino al valore artigianale che sta dietro ogni macchina.
All’interno, il percorso si sviluppa tra una selezione di macchine customizzate dalle Officine Fratelli Bambi, la nuova gamma colori delle Linea Mini e Linea Micra e una capsule collection realizzata insieme al brand olandese Polspotten, che include tazze, accessori e oggetti pensati per dialogare visivamente con l’universo La Marzocco.
Accanto a questo, una zona caffetteria firmata Modbar — il sistema professionale sottobanco progettato per spazi contemporanei — diventa il luogo in cui il prodotto si trasforma in esperienza, tra espresso, caffè filtro e nuove interpretazioni a base di tè e latte.
CASA La Marzocco è quindi un invito a entrare nel rituale del caffè, non solo come consumo, ma come pratica culturale. Un approccio che si estende anche fuori dallo spazio principale, con una serie di attivazioni diffuse in città, tra cui collaborazioni e pop-up che attraversano Milano durante tutta la settimana.
LABA Firenze: formazione e progetto arrivano al SaloneSatellite
Tra le presenze fiorentine di questa edizione c’è anche quella di LABA Firenze, che debutta al SaloneSatellite, lo spazio dedicato ai designer under 35 e al confronto diretto con aziende e talent scout.
Allo stand A36, l’Accademia presenta quattro progetti sviluppati da ex studenti del corso di Design, costruiti all’interno di un percorso che mette in relazione formazione e impresa.
Il racconto si sviluppa attraverso oggetti molto diversi tra loro, ma legati da un filo comune: il rapporto tra ricerca progettuale e lavorazione artigianale.
Si parte da Poltrona Pelè, realizzata con Mantellassi, una seduta in pelle crust lavorata a mano secondo tecniche tradizionali, con base in acciaio e meccanismo girevole. Accanto a questa, X-Lamp, una lampada in alluminio progettata per trasformarsi nello spazio grazie a uno snodo centrale che ne modifica la configurazione.
Con Ellisse, il focus si sposta sul vetro lavorato manualmente: specchi in rame lucido e vetro extra chiaro, argentati e ramati a mano, che trasformano la superficie riflettente in un oggetto unico. Chiude il percorso Shardana Decoratives, una serie di pannelli in legno “ricamati” che reinterpretano motivi della tradizione sarda, trasformando il materiale in una superficie narrativa.
Il progetto segna un passaggio chiaro: la volontà di portare la didattica fuori dall’aula e inserirla in un contesto reale, dove il confronto con aziende e mercato diventa parte del processo formativo.
La presenza al SaloneSatellite non è quindi solo una vetrina, ma un momento di verifica, in cui il lavoro degli studenti entra in relazione diretta con il sistema del design contemporaneo.

Poltronova: tra radical design e nuove traiettorie progettuali
Alla Milano Design Week, Poltronova torna con un progetto articolato che attraversa più spazi e livelli, dal Salone del Mobile alla Triennale fino agli eventi diffusi in città.
Al centro c’è UN—, l’installazione presentata a Rho Fiera, che segna l’avvio di una nuova fase per il brand. Non uno spazio definito, ma un ambiente in continua trasformazione, costruito per sottrazione: superfici che si piegano, si rivelano, si interrompono, lasciando aperta la forma invece di chiuderla. In questo contesto, gli oggetti Poltronova non si impongono come elementi finiti, ma come dispositivi aperti, capaci di attivare lo spazio. Icone storiche e nuove produzioni convivono all’interno di un sistema che rifiuta stabilità e definizione, lavorando sull’idea di processo più che di risultato.
Accanto a pezzi come Superonda, Ultrafragola o Joe, il brand introduce una nuova generazione di progetti firmati da designer internazionali come Bethan Laura Wood e Andrea Mancuso, segnando un passaggio chiaro: non solo riedizione, ma ritorno a una piattaforma attiva di ricerca sul design contemporaneo. Questa apertura si riflette anche fuori dallo stand. A Palazzo Litta, all’interno di MoscaPartners Variations, Poltronova costruisce un ambiente in cui le proprie icone attivano lo spazio più che occuparlo, mentre in Triennale il dialogo si estende alla storia del design radicale, con la presenza di progetti legati ad Andrea Branzi e ai gruppi fiorentini come Archizoom e Superstudio.
Il risultato è un racconto che tiene insieme passato e presente senza separarli: da una parte l’archivio, dall’altra una nuova produzione che torna a sperimentare. In mezzo, la stessa tensione critica che ha definito il ruolo di Poltronova fin dalle origini.

Ruffino: il vino entra nel dialogo tra design e convivialità
Alla Milano Design Week, anche il mondo del vino trova spazio dentro il racconto del progetto contemporaneo. È il caso di Ruffino, storica azienda vitivinicola toscana fondata nel 1877, che torna con la terza edizione di ORObyRUFFINO.
Il progetto prende forma all’interno di Manzoni HUB, nuovo spazio milanese dedicato all’interior design Made in Italy, dove Ruffino si inserisce sia nel percorso espositivo sia come wine partner degli eventi durante la settimana.
ORObyRUFFINO nasce come piattaforma che mette in relazione arte, design e convivialità, partendo da un elemento simbolico: il Chianti Classico Gran Selezione Riserva Ducale Oro. Attorno a questo, negli anni, si è costruito un percorso che ha coinvolto diversi designer e realtà creative, trasformando il vino in un punto di partenza per un dialogo più ampio.
Per l’edizione 2026, il progetto riunisce alcuni degli autori già coinvolti nelle passate edizioni, tra cui Augustina Bottoni, lo studio Martinelli Venezia, Gala Rotelli e Officine Saffi, creando un confronto tra linguaggi e materiali che attraversa design, ceramica e ricerca contemporanea.
Tra le novità, la Riserva Ducale Oro – Gold Trilogy, sviluppata da Martinelli Venezia: un’edizione limitata in cui la bottiglia viene reinterpretata come oggetto da collezione, arricchita da elementi in ottone rifiniti a mano che introducono simboli legati a protezione, gratitudine e buon auspicio.
Il progetto si muove quindi su un doppio livello: da una parte il prodotto, dall’altra l’esperienza. Il vino non è solo contenuto, ma diventa supporto narrativo, capace di attivare relazioni tra persone, spazi e linguaggi.
Al termine della Design Week, la collezione continuerà il suo percorso a Casa Ruffino – Tenuta Poggio Casciano, rafforzando il legame tra Milano e il territorio fiorentino.