Musica, uomo e natura: il nuovo album della violoncellista fiorentina Naomi Berrill

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E’ in uscita il nuovo disco della violoncellista fiorentina-irlandese Naomi Berril. Noi di FUL l’abbiamo incontrata per farle qualche domanda:

L’ 8 maggio è uscito il tuo nuovo album “Suite Dreams”. Un disco in cui c’è un forte legame tra uomo, natura e la frenesia del mondo circostante. Anche nei tuoi precedenti progetti la natura sembra essere la tua principale fonte d’ispirazione. Perché secondo te è necessario che la musica se ne occupi?
E’ un legame che nasce naturale; la natura è composizione, colori, toni, melodie e quindi c’è un immensa affinità. La natura si guarda e si ascolta con un atto di rispetto come succede in un concerto. Inoltre, ancora di più in questo periodo, la natura torna ad essere fonte di ispirazione, certo quella che si vede dalle finestre e dai balconi, la primavera porta una rinascita e dobbiamo prenderne spunto.

Il tuo ultimo singolo Ginkgo Biloba fa parte della suite concepita e dedicata al Parco delle Cascine di Firenze. Raccontaci cosa rappresenta per te questo luogo.

Vivo a Firenze da 13 anni e da 7 all’Isolotto, un quartiere adagiato sulle rive dell’Arno da cui si ammira il Parco delle Cascine nella sua immensità. E’ una presenza costante, se ne vedono i cambiamenti, se ne sentono i benefici. Vederlo chiuso per due mesi è stato un grande dolore e appena ha riaperto sono andata presto la mattina per immergermi in un overdose di verde. Il Ginkgo è uno degli alberi più rappresentativi del parco: venendo dal centro è il primo albero che si trova e la magia, ad ottobre, di quando diventa completamente giallo è uno spettacolo senza paragoni. Inoltre è un albero particolare: è considerato un fossile vivente, resiste da 250 milioni di anni (proviene dalla Cina) e si sa adattare. Pare che sia l’unica specie arborea sopravvissuta in Giappone dopo le bombe atomiche, quindi apprezzo questa sua resilienza.

La mia impressione è che possiamo vedere l’album quasi come un “viaggio” da un mondo etereo, sconfinato e quasi soprannaturale dato da un’immersione totale nella musica classica, ad un mondo più irrequieto, incontenibile ed irrefrenabile che sfocia in una musica folk e swing ‘anni 20. Qual è ricerca che hai fatto e che ti ha condotto a questo?

E’ il mio modo di lavorare, di ascoltare e di comporre. Sono musicista di studi classici con una tradizione folk (essendo irlandese) e con molti stimoli da mondo del jazz, classica e pop d’autore. I generi sono dei limiti, dei muri e vado oltre quella concezione. Non vedo differenza tra Nick Drake e un compositore classico, Bach e Bartok hanno riadattato in forma classica musiche folk da tutto il mondo.
Mi piace portare in dote questa ricchezza e proporla a pubblici di nicchia che possono ampliare la loro cultura ad altri mondi e generi.

Un altro tema importante nel disco è quello delle migrazioni, inteso in senso ampio. Questo è molto interessante perché quando si pensa all’argomento nell’immaginario collettivo di oggi si riconduce tutto alle, spesso tragiche, traversate in mare. Quale valenza ha per te questo tema?

E’ centrale in questa fase di ricerca, parto dalla migrazione di generi, la Sarabande una danza ingentilita nel corti del ‘Re Sole’ era una musica ‘satanica’ e sensuale proveniente dal sudamerica o dalla persia. Migrare vuole dire spostarsi per svariate ragioni ma essere in grado di adattarsi nel luogo in cui ci si ferma ed è da quel momento nasce una magia, una fusione di tradizioni e contemporaneità. Il Gingko Biloba ha migrato, lo fanno gli uccelli che fanno tappa alle Cascine ma anche i bambini delle scuole in Italia oggi, ci sono culture diverse ricche e profonde che se ben amalgamante con quella locale possono apportare molto

Vivi a Firenze, è questa la città che hai scelto per mettere “radici”? E perché proprio Firenze?

Si ho vissuto un paio di anni a Milano ma sono letteralmente scappata, qui trovo tutto quello che cerco: la bellezza, una vita culturale attiva, cibo buono e una dimensione umana soprattutto all’Isolotto che secondo me è uno dei quartieri più belli della città.

In questo periodo di pandemia dettata dal Coronavirus, quanta importanza ha avuto secondo te la musica?

Senza dubbio è stata di conforto per molti, non solo i musicisti, la musica spontanea dai balconi è stata una bella cosa. Tanti musicisti hanno suonato dalle loro case, penso che abbia avuto un ruolo importante. Per me è stato importante poter avere tempo per studiare di più e per suonare nuovi pezzi alcuni dei quali li ho pubblicati in un tour che ho fatto tra le pareti di casa mia.

È una scelta coraggiosa pubblicare un disco in un periodo così difficile per il settore musicale visto che i concerti al momento sono sospesi. Come ti senti a riguardo?

La musica viene ascoltata in qualsiasi momenti quindi non mi preoccupa questo aspetto, certamente spero di poter suonare dal vivo assieme a tutti i miei colleghi quanto prima.

Per poter vedere il video del singolo Gigko Biloba potete cliccare qui


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Miriam Belpanno

Carrie Bradshaw è il mio alter ego ma anche Bridget Jones. Composta di carne, ossa e 70% di caffeina. Sono appassionata di libri, arte, cinema, viaggi e sessualità. Intraprendo sempre strade diverse, cercando di occuparmi di qualsiasi cosa che mi è sottomano e che merita di essere raccontata, scritta, letta.

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