OPEN, una mostra per la riapertura di Palazzo Buontalenti
L’Istituto Universitario Europeo ha promosso la riapertura alla città di un nuovo spazio espositivo dove arte e ricerca dialogano. Inaugurata il 7 maggio, la mostra “Open” sarà visibile fino al 12 ottobre.
In occasione del suo cinquantesimo anniversario, l’Istituto Universitario Europeo (EUI) apre le porte di Palazzo Buontalenti con un progetto espositivo che mette in contatto la ricerca accademica con quella artistica contemporanea. Fin dalla sua fondazione, l’EUI ha accolto ricercatori da tutto il mondo impegnati su questioni globali, inclini a sperimentare e gettare le basi per una nuova definizione del pensiero critico e delle scienze sociali. L’arte, per sua natura, è sinonimo di immaginazione, capacità di interrogare il presente, di metterci in discussione e trasportarci nelle zone grigie e meno scontate del reale.
A cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, in dialogo con la storica e alumna Johanna Gautier-Morin, la mostra espone le opere di Agnieszka Polska, Berlinde De Bruyckere, Eglė Budvytytė, Elena Mazzi, Leone Contini, Riccardo Previdi e Pierre Chastel in un percorso che si articola tra il palazzo e il giardino con alcune installazioni site-specific.

Attraverso i lavori, OPEN invita a interrogarsi su come apparirebbe la vita economica, e non solo, se le sue zone cieche fossero rese visibili. L’attenzione si concentra su processi e forme di valore storicamente marginalizzati, ma fondamentali per l’esistenza collettiva. Il percorso espositivo si articola tra il palazzo e il giardino attorno a quattro concetti chiavi: il raccogliere, come recupero di ciò che è scartato; l’esaurimento, come limite dei corpi e degli ambienti; l’irreversibilità, come esito di processi estrattivi; la mutazione, come emergere di nuove forme di adattamento e coesistenza.
All’interno del complesso restaurato viene inaugurata una sala riservata all’Agenzia del Demanio (Sala delle Grottesche), un nuovo spazio istituzionale permanente dedicato ad attività culturali e formative. Questo hub, che ospiterà eventi, workshop e iniziative didattiche sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, si apre con l’esposizione “Memoria e visione” a cura della fotografa britannica Gina Soden, che offre scatti sui dettagli delle architetture in trasformazione soffermandosi su tre luoghi storici e identitari per la città di Firenze e la sua cultura: Palazzo Buontalenti, San Miniato al Monte e ex Caserma Redi.
Il progetto è stato presentato alla città con due serate di Grand Opening l’8 e il 9 maggio, durante le quali il Cortile di Palazzo Buontalenti è diventato lo spazio immersivo PAX, progetto ideato e a cura di Sergio Risaliti, con con videoproiezioni architettoniche di Vincenzo Capalbo e un “giardino sonoro” che ha accolto l’Inno alla Pace del compositore Andrea Portera, accompagnato dalle parole di Padre Bernardo, Abate di San Miniato al Monte.

L’arte, per sua natura, è sinonimo di immaginazione, capacità di interrogare il presente, di metterci in discussione e trasportarci nelle zone grigie e meno scontate del reale. La mostra OPEN si configura, quindi, come un dispositivo curatoriale sperimentale e transdisciplinare, volto ad attivare una metodologia ibrida in cui pratiche di ricerca delle scienze sociali, processi artistici, modalità di condivisione dei saperi e strategie di coinvolgimento della società possano entrare in relazione.
L’ambito di questo dialogo è stato Measuring the Invisible Economy (Cambridge University Press), la ricerca della storica e alumna Johanna Gautier-Morin attorno all’ ‘economia invisibile’ e alla storia delle sue misurazioni, ovvero quelle pratiche e risorse essenziali dell’economia produttiva, come il lavoro domestico, quello informale o di ricostruzione e le attività legate allo sfruttamento delle risorse naturali, che continuano a rimanere fuori dalle rilevazioni ufficiali.
In questo contesto, le pratiche degli artisti coinvolti nella mostra hanno agito come un’eco critica e speculativa, capace di mettere in discussione dati, modelli e ipotesi teoriche con cui comunichiamo con il mondo. Il titolo della mostra, che richiama una delle opere presenti nel giardino, assume una duplice valenza.

Da un lato, rimanda all’apertura di EUI a Firenze e alla rinascita di un luogo che per secoli è stato spazio di incontro tra saperi diversi, in cui l’arte ha avuto un ruolo privilegiato e la cultura è stata intesa come strumento di conoscenza, politico ed economico, in contrasto con una visione contemporanea che spesso ne riduce la portata. Dall’altro lato, il titolo suggerisce l’ambiguità insita nel concetto stesso di apertura.
La mostra si configura così come un percorso attraversato da tensioni ed emozioni contrastanti: la fiducia nella tecnologia e il timore del suo predominio, la speranza di un nuovo patto con la natura e la consapevolezza dei cambiamenti irreversibili, il bisogno di senso e la fragilità delle nostre certezze. Citando un celebre testo della critica Susan Sontag: l’arte non si esime dal farsi carico del dolore degli altri.
Sappiamo che dai primi del Novecento, gli artisti hanno sempre reagito con decisione e forza agli ormai come in questo tempo il sonno della ragione e dell’etica genera mostri, tra questi, oltre all’uomo, temiamo che uno dei più disumanizzanti potrebbe essere il predominio della tecnologia, non uno strumento ma un agente potenzialmente già incontrollabile. In questo presente turbolento, abbiamo più che mai necessità di aprire il cuore e la ragione, unendo i saperi e le menti per contrastare le forze autodistruttive e spesso invisibili che ci circondano.
La mostra OPEN è aperta al pubblico fino al 12 ottobre 2026 (tutti i sabato e il lunedì dalle 15.00 alle 19.00).

La storia di Palazzo Buontalenti
La storia di Palazzo Buontalenti, conosciuto anche come Casino Mediceo di San Marco, è indissolubilmente legata alla famiglia Medici. Già nel Quattrocento, è documentata l’esistenza di alcuni edifici nei pressi degli Orti Medicei, sede dell’Accademia voluta da Lorenzo il Magnifico, dove i giovani artisti, tra cui Michelangelo, si esercitano nella pratica del disegno e della scultura. Il complesso, acquistato da Ottaviano de’ Medici, confluisce successivamente nei beni del duca Cosimo I.
Tra il 1568 e il 1574, il granduca Francesco I de’ Medici promuove la costruzione di un “casino” su progetto di Bernardo Buontalenti. Il casino, residenza urbana con il piano nobile al piano terra, è destinato ad accogliere le attività alchemiche di cui il granduca è appassionato. Le rinomate Fonderie medicee verranno tuttavia trasferite, verso la fine del secolo, agli Uffizi, trasformando definitivamente il palazzo in una residenza aristocratica.
INFORMAZIONI PRATICHE
Apertura ordinaria mostra: dall’11 maggio al 12 ottobre 2026, ogni lunedì e sabato pomeriggio ore 15:00 – 19:00 Via Cavour 53, Firenze.
Visite guidate: a cura di MUS.E con il coordinamento e l’accoglienza dei volontari della Delegazione FAI di Firenze – Offerte ad ogni apertura su prenotazione a questo link.
Mostra promossa da EUI – European University Institute; Partner Istituzionale e di Restauro Agenzia del Demanio, Con il patrocinio di Regione Toscana e Comune di Firenze.
Cover: installazione di Pierre Chastel
Photo credit: ©Elisa Norcini/ OPEN Installation View, Palazzo Buontalenti, 2026 Courtesy of the European University
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