“Oskar”: dagli Statuto al disco solista. L’intervista di FUL

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Gli Statuto, nati nel 1983 prendendo il nome della omonima piazza torinese, primi in assoluto a suonare lo “ska” in italiano, sono una storica band di riferimento musicale del panorama “modernista” nostrano. Dopo 17 album, innumerevoli concerti in giro per l’Italia, una mitica partecipazione al Festival di Sanremo nel 1992, questa estate si è svolto il loro ennesimo tour. Ma per il cantante Oscar Giammarinaro, non ci sarà pausa invernale. È uscito il suo album solista “Sentimenti Travolgenti” e partirà in tourné promozionale a breve. Noi di FUL lo abbiamo incontrato in occasione di “Up the Junction”, raduno dei mods toscani alla Limonaia di parco Corsini a Fucecchio, dove era l’artista ospite di punta. È stata l’occasione per una chiacchierata prima che salisse sul palco. Accompagnato da Enrico Bontempi alla chitarra e Gigi Rivetti alla tastiera, ha regalato al pubblico presente otto perle in versione acustica estratte dal suo progetto discografico.

“Sentimenti travolgenti” è il primo album solista dopo una carriera trentennale con gli Statuto. Perché solo adesso ha sentito il bisogno di un disco tutto suo?

Dopo tanta attività musicale con la mia band, ho avuto la necessità di concentrarmi su dei concetti più personali. Componendo testi e musica tutto da solo era più efficace. Così, registrare, arrangiare ed eseguire una canzone con un’unica responsabilità, quello che si direbbe lo scrivere in modo cantautoriale, mi ha permesso di esprimere temi intimi a lungo messi da parte.

Oscar – Sentimenti Travolgenti

L’album è stato accolto in maniera entusiasta dalla critica, un disco elegante e da collegare alla tradizione della canzone classica italiana. È soddisfatto della risposta del pubblico a questo suo progetto nella dimensione del concerto?

Il tour vero e proprio comincerà a fine ottobre. Dal vivo abbiamo fatto solo qualche presentazione in acustico e i pezzi sono piaciuti molto ai vecchi e nuovi fan degli Statuto. Con la formazione al completo mi sono esibito solo per l’apertura di un concerto di Tony Hadley degli Spandau Ballet questa estate. Quindi, al momento sono soddisfatto dell’attenzione del pubblico, ma la verifica ci sarà con il tour.

Dalle fanzine ai social: com’è cambiato il movimento modernista oggi?

Per tutto bisogna fare i conti con internet e i social. Ma il senso della vita “mod” è sempre lo stesso, da quando è nato alla fine degli anni ’50 come oggi. La soluzione dei mods per vivere in un sistema che certo non ci piace è la migliore: la “multietnicità”. Anche se allora non si usava questo temine, il movimento è stato il primo a mischiare insieme stile, cultura e musica proveniente da ogni parte del mondo. Spontaneamente e senza alcun riferimento politico. Questo dà ancora più valore a quella che è la nostra cultura, sempre in cerca di prendere il meglio dal punto di vista estetico e comportamentale prima degli altri. 

“Oskar” by Marino Guerini Ph.

La sua città, Torino, protagonista di molte canzoni degli Statuto, è cambiata tanto negli ultimi anni. Evoluzione reale o come nel Gattopardo “tutto deve cambiare perché tutto resti uguale”? 

La realtà di Torino è preoccupante perché non è una città come le altre, bensì è un feudo. Il feudo della potente famiglia Agnelli. Il problema, con la FIAT in fase decrescente continua e le ricadute occupazionali anche sull’indotto, è una crisi palpabile e un’amministrazione discutibile. Sta cercando di reinventarsi come meta turistica e con altre attività, però è difficile rigenerare una città a lungo dormitorio di una fabbrica. Se la reazione a questa alienazione ha spinto i giovani ad una certa attività artistica, arricchendo la scena culturale, dal punto di vista sociale ci sono grandi difficoltà. Chi dice che Torino è cambiata in meglio dopo le Olimpiadi Invernali del 2006 fa un’analisi superficiale, legata solo all’aspetto estetico.

Essere tifoso del “Toro” è più di una fede calcistica, data la grande eredità di questa squadra nell’immaginario sportivo. Cosa rappresenta per lei la maglia granata?

Il “Toro” significa essere dalla parte giusta! Per noi l’importante non è vincere ma il nostro senso di “essere”. Quello che otteniamo lo dobbiamo solo grazie alle nostre prestazioni e al nostro impegno. Quando si dice che essere “mod” significa essere qualcuno per quello che si è e non per quello che si ha, troviamo sicuramente un parallelo con la squadra granata. Nelle canzoni degli Statuto cantiamo sempre quello che viviamo in prima persona, quindi anche l’essere ultras del Torino.

Ci può indicare un film, un disco e un libro che hanno inciso nella sua formazione di “mod” e musicista. 

Come film non ci sono dubbi su “Quadrophenia”… Potrei dire anche l’omonimo disco degli Who, ma preferisco citare “Glory Boys” dei Secret Affair, uscito in Italia nel 1979. Di libri ce ne sono diversi e rispondere con uno sui mods sarebbe scontato. Quindi, se devo sceglierne uno, dico “Ritmi Urbani” dell’antropologo inglese Ian Chambers. Descrive la parabola della storia culturale britannica ed europea del dopoguerra attraverso la musica: dall’arrivo negli anni ’50 dagli USA delle nuove sonorità come il jazz, il blues e il rock, all’esplosione domestica del punk trent’anni dopo. 

Oscar Giammarinaro – Rimani

Abbiamo ricevuto molti feedback da questo incontro e il consiglio è quindi quello di ascoltarvi il disco e scoprire le date dei prossimi concerti di “Oskar”. FUL ringrazia Francesco e Stefano della Limonaia per l’ospitalità, Marino Guerini per le splendide foto, nonché Alex Corsi e Valerio Grana, veri mods con i quali sono state pensate e scelte le domande per questa intervista.

Testo e intervista di Francesco Sani 


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Classe 1979, è sopravvissuto agli anni Novanta ma a quel decennio resta irrimediabilmente legato. Sono note le sue passioni per la musica rock, il calcio e ha velleità da fotografo.