Retrogaming: i videogiochi del passato business del presente
L’interesse globale rivolto al mondo dei videogiochi è in costante ascesa e ciò riguarda ogni aspetto ad esso collegato: le fiere, i film e le serie tv ispirate ai titoli più noti, linee di abbigliamento e, ovviamente, il gioco, inteso a 360°.
In questa definizione rientrano una pluralità di modi diversi di giocare. Si passa infatti dalla tradizionale console con la serie di giochi fisici al più moderno cloud gaming, ma è importante considerare anche tutto l’indotto proveniente dal mobile gaming, con lo smartphone che si sta ritagliando un ruolo sempre più importante anche sotto questo punto di vista. Infine, ma non per importanza, si colloca il gioco sul web: qui è possibile trovare titoli iconici affiancati da altri che, pur non rappresentando di certo una novità, si confermano essere dei veri e propri sempreverdi. Si tratta ad esempio del gioco degli scacchi, della roulette come pure il blackjack online, il poker, la briscola e via dicendo. Se si considera che l’indotto complessivo del mondo del gaming supera annualmente i 200 miliardi di dollari, è possibile capire come l’interesse delle grandi aziende si stia concentrando sempre più su questo settore. Lo scopo è anzi quello di andare a intercettare quelli che sono i trend del mercato per sfruttarli da un punto di vista economico. Di certo una prassi non nuova legata al mondo dell’economia in generale, che ora però trova una sua applicazione anche nel settore dei videogiochi.
Legato a questo, è impossibile non parlare del fenomeno del retrogaming. È una vera e propria moda ormai e consiste nel rivalutare positivamente i videogiochi di una volta che, pur essendo considerati datati a livello tecnologico, conservano quel fascino retrò in grado di attirare l’interesse degli appassionati. Si tratta di un mercato che di fatto si mostra parallelo a quello dei videogiochi in uscita in questo momento storico, che non possono in alcun modo essere paragonati a quelli degli anni ’80 e ’90 ad esempio, sia per aspetto grafico quanto per profondità di trama.
Sicuramente titoli del passato sono in grado di suscitare fascino e probabilmente un pizzico di nostalgia nei giocatori. Il fenomeno riguarda prodotti usciti dalla metà degli anni ’80 alla metà dei ’90: scorrendo la lista dei più noti è possibile comprendere come il progresso tecnologico sia stato straordinariamente veloce in questo ambito. Parlando di retrogaming, è impossibile non fare riferimento a videogiochi come Street Fighter o Crazy Taxi, rispettivamente usciti nel 1991 e nel 1995. Colonne portanti del settore sono anche le prime uscite di Mario Bros (1983) e le primissime edizioni dei Pokémon, prodotte per il Game Boy. Basti pensare che una cartuccia di Pokémon Rosso Fuoco è stata battuta all’asta per poco più di 70mila dollari: si trattava certamente di un pezzo da collezione, ancora intatto nella sua confezione originale, ma permette di comprendere il grande interesse rivolto a questo mondo.
La passione verso questo nuovo e al contempo vecchio filone legato al videogioco spiega una recente svolta di mercato messa in atto da una dei colossi legato alla vendita dei videogiochi, la catena GameStop. L’azienda statunitense ha scelto di abbracciare il mondo del retrogaming dando vita al GameStop Retro in cui è possibile acquistare videogiochi vintage e soprattutto le console che rientrano in questa categoria. Di fatto, il lungo elenco va dalle prime uscite alla generazione che precede la PS4, attraversando perciò le ere del Game Boy (classico, color e Advance), passando poi per il Nintendo SP e in seguito DS, senza dimenticare la PlayStation 1 e 2.
Foto di copertina by Onur Binay