Riapre la mostra sull’arte visionaria di Tomás Saraceno

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A Palazzo Strozzi, le incredibili installazioni dell’artista argentino che esplorano le possibilità di percepire il mondo in modo nuovo.

Dopo la chiusura forzata per l’emergenza sanitaria, è finalmente stata annunciata la riapertura al pubblico della mostra Tomás Saraceno – “Aria”  da lunedì 1° giugno. Prorogata, sarà quindi visitabile fino a domenica 1° novembre 2020 ( per le nuove modalità di accesso, che prevedono promozioni per l’acquisto online del biglietto, consultare il sito della fondazione). 

Tomás Saraceno, classe 1973, vive e lavora a Berlino ma con l’Italia ha un rapporto speciale. A Udine ha trascorso la sua infanzia e, dopo una laurea in architettura nella sua Argentina, è tornato per studiare arte alla IUAV di Venezia. Le sue installazioni riscontrano fin da subito apprezzamento di pubblico e critica e nel giro di pochi anni diventa uno dei nomi più richiesti dalle manifestazioni d’arte contemporanea di tutto il mondo.

Opere che sembrano uscite da “Le città invisibili” di Italo Calvino, esposte alle Biennali di Venezia, San Paolo e in numerosi musei tra cui il MOMA di New York, fortemente influenzate dall’Architettura Utopica degli anni ’60. Stiamo parlando di quella corrente radicale che intreccia il design con l’idealismo e proprio a Firenze ha avuto illustri esponenti, citiamo Adolfo Natalini per ricordare il maestro recentemente scomparso. La nostra città, patria anche del Rinascimento, è l’ideale per ammirare un lavoro così visionario e poliedrico. 

Palazzo Strozzi, con la mostra “Aria”, ospita la prima grande monografia dedicata all’artista argentino e alla sua ricerca tra ingegneria, biologia, ecologia e filosofia. La tecnica di realizzazione di strutture sospese, simboleggianti modalità di vita a basso impatto ambientale, si abbina al concetto di abbattimento delle barriere sociali e geografiche. L’originalità dell’opera sta quindi in questa connessione di architettura, scienze naturali e umanesimo, proiettata in un futuro utopico e sostenibile. Mondi immaginari, simboli di ecosistemi in cui ognuno è chiamato a interagire per il miglioramento di se stesso e degli altri. 

tomas saraceno in mostra a palazzo strozza
Photography -® Ela Bialkowska, OKNO Studio

Aerocene, ovvero la nuova era utopica.

I suoi progetti sono volti alla solidarietà tra l’uomo e l’atmosfera, questo è anche il significato di “Thermodynamic Constellation”, l’incredibile installazione che accoglie il visitatore nel cortile del palazzo, promossa e finanziata da Fondazione CR Firenze. Grandi sfere specchianti che rimangono sospese con l’innalzamento della temperatura dell’aria in esse contenuta – grazie all’energia solare – per superare confini e liberarsi dall’uso dei combustibili fossili. Inspirate agli esperimenti del Centre National d’Études Spatiales di Parigi, sono prototipi di sculture aerosolari in grado di percorrere alcuni chilometri una volta gonfiati d’aria. Senza emettere anidride carbonica simboleggiano la mobilità della nuova era utopica chiamata “Aerocene”. 

Già dal titolo della mostra si vuole sottolineare questo elemento prezioso, bene comune sempre più inquinato. <<Il PM10 è oggi la seconda causa di morte sulla Terra – ci ricorda Saraceno – perché il 92% della popolazione respira aria contaminata>>. L’artista è tale anche per la sua capacità di cogliere i problemi del presente e la sostenibilità ambientale non è stata mai attuale come in questo momento storico: <<Il volo è passato dal sogno di Leonardo alla paura di volare oggi. Tutti possiamo volare adesso, ma ci scordiamo di essere anche passeggeri a bordo del nostro pianeta. L’uomo è l’unica specie vivente che sta distruggendo la sua “navicella spaziale”>>

Il messaggio è chiaro, occorre sintonizzarsi con altre forme di vita e rispettare l’ambiente. <<L’arte di Tomás Saraceno ci fa riflettere su problemi e sfide della nostra era – l’Antropocene – divenuti sempre più urgenti, come l’inquinamento e i cambiamenti climatici – ha affermato Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore della mostra – “Aria”, oltre a riferirsi a temi ed elementi caratteristici del suo lavoro, vuole essere un monito al rispetto del pianeta e della sua atmosfera, ormai criticamente compromessa, e prefigurare il passaggio ad una nuova era geologica, “l’Aerocene”, incentrata proprio su questo preziosissimo elemento>>.

tomas saraceno in mostra a palazzo strozza
Photography -® Ela Bialkowska, OKNO Studio

Aracnomanzia, l’oracolo della ragnatela

Per quanto riguarda il percorso espositivo, non si rivela solo sul piano visuale ma anche su quello della percezione: <<Ci sono sale dove è estremamente buio e bisogna muoversi con cautela adattandosi all’ambiente – spiega l’artista – come il ragno che non è vedente ma si orienta con le vibrazioni>>. E le ragnatele, scannerizzate e ricostruite in 3D da somigliare a costellazioni, sono anch’esse opere d’arte protagoniste dell’affascinante allestimento. Inoltre, proprio invitando i visitatori a riflettere sulla figura del ragno e della sua tela, Saraceno ci introduce alla serie delle “Carte da Aracnomanzia”.

Si tratta di 33 tarocchi pensati proprio da lui come metafore dei legami tra tutto ciò che esiste in Natura. Ai piani nobili sono proposte nove di queste carte, scelte dall’oracolo ragnatela, a rappresentare nove futuri simultanei e altrettanti universi interconnessi. Onde gravitazionali fanno riecheggiare la tela cosmica, percepite le vibrazioni e interrogate la ragnatela. Ma fate attenzione alle storie che recitate nelle vostre traiettorie: l’oracolo dell’Aracnomanzia propone un futuro quando s’interroga scegliendo una carta e, in un universo parallelo, i ragni scelgono la nostra carta.

Articolo di Francesco Sani

Foto di Ela Bialkowska, OKNO Studio per concessione della Fondazione Palazzo Strozzi.

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Francesco Sani

Classe 1979, è giornalista pubblicista. Sopravvissuto agli anni Novanta, a quel decennio resta culturalmente e irrimediabilmente legato. Sono note le sue passioni per la musica rock, il calcio e ha velleità da fotografo.

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