Dentro la nuova stagione di Mascarade Opera
Musica 6 Ottobre 2026 8 min di lettura

Dentro la nuova stagione di Mascarade Opera

Da Mozart a Puccini, dalla musica da camera al balletto: a Firenze riparte Mascarade Opera e il progetto della New Generation Foundation si allarga

Una cantante in abito azzurro canta accanto alla pianista al pianoforte a coda durante Laurus Florentiae di Mascarade Opera

Dentro la nuova stagione di Mascarade Opera

Negli ultimi mesi siamo tornati più volte a parlare di opera. Soprattutto perché, dopo averla vista dal vivo, ci siamo accorti che molti dei pregiudizi che avevamo non stavano in piedi.

A Palazzo Corsini abbiamo scoperto un mondo molto meno distante di quanto immaginassimo. E la nuova stagione 2026/27 di Mascarade Opera, che prende il via l’8 ottobre, è una buona occasione per tornarci. Anche perché questa volta non c’è soltanto l’opera: ci sono musica da camera, Mozart e Puccini, giovani artisti provenienti da sette Paesi, la riscoperta della musica sacra rinascimentale e, allargando lo sguardo alla New Generation Foundation, anche il debutto di una nuova compagnia di balletto con Il lago dei cigni. Tutto fa parte dell’universo della New Generation Foundation, che nel 2027 festeggerà anche i dieci anni del New Generation Festival.

Insomma, il programma di quest’anno è parecchio fitto, dunque proviamo a capire cosa vale la pena segnarsi in agenda.

Una nuova generazione arriva a Firenze

La nuova stagione di Mascarade Opera comincia giovedì 8 ottobre con Laurus Florentiae, la serata che presenta al pubblico il nuovo gruppo di Artisti Emergenti selezionati attraverso le audizioni internazionali di Mascarade Opera. Arrivano da Cina, Nuova Zelanda, Portogallo, Corea del Sud, Stati Uniti, Canada e Spagna: giovani cantanti e répétiteurs che nei prossimi mesi lavoreranno a Firenze e prenderanno parte anche alle produzioni della stagione.

Ed è un’immagine che a noi continua a sembrare significativa. Mentre in Italia discutiamo da anni della crisi dell’opera, giovani artisti attraversano mezzo mondo per venire a studiarla e praticarla proprio qui.

Durante la serata interpreteranno alcune delle arie più amate del repertorio operistico e riceveranno il riconoscimento Laurus Florentiae, accompagnato da spille d’argento realizzate per l’occasione dalla storica argenteria fiorentina Pampaloni.

È il loro ingresso ufficiale a Palazzo Corsini, ma anche il primo momento in cui il pubblico potrà conoscere gli interpreti che ritroverà sul palco nei mesi successivi.

Dall’opera alla musica da camera

Il 24 ottobre si cambia completamente atmosfera con Tristia: Viaggi romantici, dedicato a Ludwig van Beethoven, Franz Liszt e Antonín Dvořák. Protagonisti saranno il violinista Tijmen Huisingh, il violoncellista Johan van Iersel e Julia Lynch, direttrice artistica di Mascarade Opera, al pianoforte.

Qui facciamo una piccola parentesi per chi, come noi qualche tempo fa, davanti all’espressione “musica da camera” potrebbe semplicemente annuire facendo finta di sapere esattamente di cosa si stia parlando. In realtà è più semplice di quanto sembri: è musica composta per un piccolo gruppo di strumenti, pensata originariamente per essere eseguita in ambienti raccolti – appunto, nelle “camere” dei palazzi – anziché nei grandi teatri. Niente orchestra monumentale, quindi, e niente scenografie: pochi musicisti e un rapporto molto più diretto con chi ascolta.

A Palazzo Corsini saranno in tre: violino, violoncello e pianoforte. E forse è proprio questa la dimensione giusta per ascoltare la musica da camera: pochi strumenti, uno spazio raccolto e quella vicinanza tra musicisti e pubblico che nei grandi teatri inevitabilmente si perde.

Due opere, una nuova storia

Tra le novità della stagione c’è Opera a Palazzo, un nuovo format che parte da scene tratte da opere diverse per costruire un’unica narrazione teatrale. Personaggi, storie e musiche nate in epoche differenti vengono così messe in relazione attorno a un tema comune.

Il primo appuntamento, Verità e Clemenza, è in programma il 12 novembre, con la regia di Patrick Lynch, e mette in dialogo due mondi apparentemente lontanissimi: La bohème di Puccini e La clemenza di Tito di Mozart.

Da una parte c’è la Parigi di La bohème: un gruppo di giovani artisti senza soldi, l’amore tra Rodolfo e Mimì e una storia che comincia quasi per gioco e finisce in tragedia. In estrema sintesi: amore, povertà, gelosia, giovinezza e morte. Dall’altra c’è la Roma imperiale de La clemenza di Tito. Al centro troviamo un complotto contro l’imperatore Tito, amicizie tradite, ambizione e vendetta, fino alla decisione del sovrano di perdonare chi ha cercato di ucciderlo. Due opere molto diverse per epoca, linguaggio e ambientazione, che a Palazzo Corsini vengono smontate e rimesse in dialogo per esplorare l’amore nelle sue diverse forme.

Ed è forse proprio qui che si capisce meglio quello che Mascarade sta provando a fare: non semplificare l’opera per renderla più facile, ma trovare nuovi modi per entrarci dentro.

Opera a Palazzo tornerà poi il 25 febbraio 2027 con Poesie d’aria.

Un Natale tra Händel, Mozart, Bach e la Firenze rinascimentale

Prima di arrivare al nuovo anno, però, c’è un altro appuntamento da segnare. Il 5 dicembre torna A Christmas Celebration, il tradizionale concerto natalizio gratuito ospitato nella Chiesa dei Santi Michele e Gaetano.

Sul palco si incontreranno alcuni dei diversi mondi che compongono oggi la New Generation Foundation: Vox Medicea e il Coro di Santo Spirito, diretti da Mark Spyropoulos, insieme agli Artisti Emergenti di Mascarade Opera. A loro si uniranno l’English Cornett & Sackbut Ensemble e l’orchestra La Filharmonie, diretta da Nima Keshavarzi.

Anche il programma mette insieme epoche diverse: ai grandi oratori natalizi di Händel, Mozart e Bach si affiancheranno opere rare e meno conosciute del Rinascimento fiorentino.

Ed è proprio da qui che possiamo fare un passo indietro di qualche secolo.

Ma che suono aveva la Firenze del Rinascimento?

Il Rinascimento, a Firenze, siamo abituati soprattutto a guardarlo. Lo abbiamo visto nei quadri di Botticelli, nelle opere di Michelangelo, nelle architetture di Brunelleschi. Ma se qualcuno ci chiedesse che suono aveva la Firenze del Rinascimento, probabilmente avremmo qualche difficoltà in più a rispondere. È su questo pezzo meno conosciuto della storia della città che sta lavorando Vox Medicea.

La ricerca iniziata nel 2018 dal direttore dell’ensemble Mark Spyropoulos e dal musicologo Giordano Mastrocola ha portato alla trascrizione di oltre 150 mottetti, oltre a Messe, Magnificat, salmi, cantate e laude conservati in archivi e biblioteche europei.

Nella primavera del 2027 questo lavoro arriverà anche su disco: Vox Medicea pubblicherà con l’etichetta Arcana Sacred Masterpieces of the Medici, primo volume di un progetto discografico in tre parti dedicato al patrimonio musicale della Firenze rinascimentale.

Accanto alle opere storiche ci sarà anche la prima registrazione mondiale di un mottetto del compositore Nico Muhly, ispirato a un’opera anonima fiorentina.

Riscoprire musica rimasta negli archivi per secoli e, contemporaneamente, produrne di nuova. Anche qui passato e presente finiscono per stare molto più vicini di quanto immaginiamo.

Nel 2027 arriva anche il balletto

Il progetto della New Generation Foundation, però, ormai va ben oltre l’opera. Il 14 marzo 2027 debutteranno i Nouveaux Ballets Russes, la compagnia internazionale di balletto fondata dalla Fondazione insieme al direttore artistico Xander Parish.

E per cominciare, a 150 anni dalla prima rappresentazione del balletto, porteranno in scena Il lago dei cigni di Čajkovskij, in coproduzione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

La coreografia sarà di Xander Parish, James Conlon guiderà l’Orchestra del Maggio e la regia sarà affidata a Jean-Romain Vesperini. La produzione sarà in scena al Teatro del Maggio dal 14 al 21 marzo 2027.

È probabilmente il segnale più evidente del salto di scala che sta avvenendo: quello che abbiamo conosciuto attraverso le serate intime di Palazzo Corsini oggi fa parte di un progetto che mette insieme formazione, produzione e discipline artistiche diverse.

Dieci anni dopo

La stagione porterà poi a un anniversario importante. Dal 2 al 6 giugno 2027 il New Generation Festival festeggerà i suoi primi dieci anni con cinque giorni di opera, balletto, jazz, musica sacra, musica da camera e sinfonica in alcuni dei luoghi più prestigiosi di Firenze, riunendo talenti emergenti, solisti affermati ed ensemble internazionali.

È proprio dal Festival, nato nel 2017, che è cominciata la storia della New Generation Foundation. Dieci anni dopo, quello che era soltanto un festival è diventato un progetto molto più ampio, che oggi riunisce New Generation Festival, Mascarade Opera, Vox Medicea e Nouveaux Ballets Russes.

E forse è proprio guardando a quello che è successo in questi dieci anni che si capisce meglio la direzione intrapresa. Oggi a Firenze arrivano giovani cantanti da tutto il mondo, si riportano alla luce musiche dimenticate del Rinascimento e si sperimentano nuovi modi di mettere in scena l’opera.

Nei nostri precedenti incontri con Mascarade ci eravamo chiesti soprattutto se l’opera fosse ancora capace di parlare a chi non la frequenta abitualmente. Questa nuova stagione, forse, suggerisce una domanda diversa: non tanto se l’opera appartenga ancora al presente, ma quanti modi diversi esistano per continuare a raccontarla.

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