The Crown 4: il viaggio reale che non avete visto nell’ultima stagione

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La tappa fiorentina del royal tour di Carlo e Diana

La quarta stagione della serie The Crown, uscita su Netflix il 15 novembre scorso, ha suscitato una standing ovation di pubblico classificandosi tra le 10 serie più belle e più viste del 2020. Il motivo di tanto successo deriva sicuramente dalla scelta di un cast di prima classe composto dai consolidati Olivia Coleman e Tobias Menzies nei ruoli della regina Elisabetta II e del principe Filippo e dalle new entries di Emma Corrin, identica alla principessa Diana, e di Gillian Anderson che interpreta il primo ministro Margaret Thatcher.

I riflettori di questa quarta stagione si accendono sui primi anni di matrimonio del principe Carlo e della principessa Diana, prima del mito di Lady D.

10 episodi, dieci capolavori di perfezione assoluta a livello di interpretazione del cast, cura maniacale dei dettagli, costumi e fotografia. Nonostante alcune critiche mosse da palazzo all’autore Peter Morgan per aver deviato i fatti verso un’interpretazione personale, la quarta stagione ha coinvolto più del solito tutti gli spettatori perché si tratta di una storia recente, quella degli anni ’80, che tutti ricordano grazie agli articoli riportati dai tabloid di tutto il mondo.

In particolare è la storia di Carlo e Diana, anzi del menage a trois di Carlo, Diana e Camilla Parker Bowles che per decenni ha infuocato il royal gossip, con i ripetuti tradimenti e le immagini malinconiche di Diana sbattuti in prima pagina. Il pubblico conosce la fine del romanzo e si è sempre schierato in maggioranza a favore dell’indimenticabile e ribelle Lady D.

In The Crown 4 Carlo e Diana volano in Australia nel 1984 ed è previsto un viaggio Italia.

Il royal tour italiano verrà posticipato l’anno successivo a seguito della seconda gravidanza di Diana: così nell’aprile del 1985 i principi del Galles sbarcano in Italia e tra le varie città che devono visitare è prevista Firenze, la tappa più attesa da Carlo, come scrive nel suo diario, perché la Toscana è la patria dell’arte, di cui è un raffinato intenditore.

Firenze si prepara al loro arrivo allestendo il centro storico, come piazza Santa Trinita in cui sventolano all’unisono bandierine inglesi e italiane. I futuri sovrani sono accolti a Palazzo Vecchio da una folla radunata nella piazza, mentre vengono ricevuti dal sindaco Lando Conti e sua moglie in occasione di una cena di gala a cui partecipano molti nobili fiorentini che criticano ferocemente l’outfit della principessa.

Infatti Diana aveva già sfoggiato una mise improbabile durante una visita alla chiesa di San Miniato al Monte: se Carlo era rimasto estasiato dalle ceramiche di Luca Della Robbia, di certo il pubblico non aveva gradito il completo rosso, calze comprese, indossato tutto il giorno dalla principessa, che non aveva ancora conosciuto il potere e la sicurezza che danno certi abiti, specialmente se firmati da stilisti come Versace.

Per Carlo questi giorni sono favolosi, in continua contemplazione della bellezza, mentre per Diana sembrano un noioso dovere: durante una visita alle gallerie di Palazzo Pitti davanti al dipinto di Rubens Conseguenze della guerra, la principessa sembra aver commentato “Ma l’ha dipinta tutta da solo?”

La noia e la diversità della coppia si riversa anche a tavola e mentre Carlo loda pubblicamente il cibo degustato duranti gli incontri, Diana invece ne sottolinea la pesantezza e la difficile digestione.

I giorni volano o si dilatano, il royal tour prosegue: Firenze non vedrà mai più Carlo e Diana insieme. Circa trent’anni dopo l’erede al trono tornerà nel capoluogo toscano in compagnia di Camilla, ma questa è un’anticipazione della prossima stagione.

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