Tre anni di Cocktail Week raccontati da Paola Mencarelli

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Ricorderò sempre quando, una domenica di Gennaio, Paola (Mencarelli) e Lorenzo (Nigro) spalancarono la porta dell’ormai deceduto Caffè Florian e mi dissero “dobbiamo parlarti di una cosa”.

Avevano quel sorriso sotto i baffi di chi l’ha combinata grossa e te lo sta per raccontare, quello sguardo di chi è fisicamente lì, ma con la testa sta fantasticando altrove:
mi parlarono dell’idea di una Cocktail Week fiorentina, mi sentii onorato ad essere tra i primi a saperlo, e sono ancora felice di esser stato uno dei protagonisti di quella prima edizione, nonché di essere qui ad intervistare “la Prof. Paola” a pochi giorni dal terzo appuntamento, che si terrà a giro per Firenze dal 30 Aprile al 6 Maggio.  



Prof (questo indelebile nomignolo le è stato affibbiato quando l’anno scorso ha portato in gita una scolaresca di ben 32 barman alle cantine Ferrari di Trento), come mai una cocktail week a Firenze?

“L’idea originaria è partita da Lorenzo Nigro, mio socio in questa impresa. Riprendiamo le orme di alcuni eventi già esistenti da anni nel mondo come la London o Singapore Cocktail Week, durante i quali per una settimana viene promossa la cultura del bere bene (e…responsabile!) e si ha l’obiettivo di far conoscere ad un pubblico più vasto il variegato mondo dei cocktail bar.
Noi siamo partiti da questo e ci abbiamo messo del nostro: una gara finale tra i barman dei locali selezionati, un focus più ampio sui momenti “educativi”, ed un’apertura anche ai bar dei grandi alberghi, che spesso venivano lasciati fuori nelle edizioni estere”.

Come selezioni i bar partecipanti?

“Non sono solo io a farlo, anche se posso assicurarti che li ho provati tutti! Insieme ad un team di esperti di settore giriamo durante l’anno per i bar di Firenze alla ricerca sia di novità interessanti che alla riconferma di realtà già esistenti. Si viene selezionati per merito, e non tutti vengono riconfermati anno dopo anno. Sono felice però di vedere che dai 13 partecipanti alla prima edizione, quest’anno siamo arrivati a 21, confermando Firenze una città con un bel fermento sotto questo punto di vista.
Dato l’ampliarsi del numero di partecipanti, abbiamo fatto anche alcune modifiche alla gara finale (quest’anno Domenica 6 Maggio allo Spazio Alfieri). Solo sei locali potranno accedervi, quelli che durante la settimana della FCW si saranno distinti sia per l’offerta di drink dedicati all’evento, sia per l’ospitalità e la qualità del servizio. A questo proposito è stata istituita una giuria apposita composta da professionisti di settore, che girerà durante i primi giorni della settimana “provando” ogni locale”.

Cosa è cambiato nel corso di questi tre anni di edizione?

“Alcune cose sono rimaste uguali, come il focus sul bere responsabile e di qualità oppure i criteri di selezione dei partecipanti. Negli anni, grazie al supporto degli sponsor della manifestazione – che spaziano dai grandi brand alle piccole imprese liquoristiche familiari – abbiamo avuto modo di dare un respiro più internazionale alle iniziative, invitando ospiti da tutto il mondo a parlare della loro filosofia di ospitalità e del loro contesto di lavoro.
Il cambiamento più significativo credo che sia stato il passaggio da una prima manifestazione ancora molto “per addetti ai lavori” ad una terza più inclusiva nei confronti del fruitore finale. Quest’anno gli eventi non saranno solo approfondimenti per persone di settore, ma avranno il fine di coinvolgere un pubblico più ampio possibile, per esempio con molti “guest bartenders” (barman ospiti per una sola notte) dietro i banconi dei locali aderenti”.

Che cos’è “RiEsco a bere italiano”?

“È uno degli eventi a cui tengo di più: un “salotto” espositivo all’interno della Fondazione Zeffirelli, in cui verranno presentate tante realtà della liquoristica italiana, dalle aziende più note alle piccole “chicche” del territorio.  Un modo di far conoscere a tutti la grande varietà ed eccellenza che abbiamo anche in questo campo. Perche la cocktail week è anche e soprattutto questo: valorizzare i professionisti, gli imprenditori e le aziende che fanno la differenza nel mondo del bere.
Quest’anno ci siamo anche un po’ “istituzionalizzati” avendo ricevuto persino il patrocinio dal Comune di Firenze, una delle tante cose che ci rendono orgogliosi e desiderosi di continuare con questa manifestazione”.

Come se non bastassero le parole di Paola, chi vi scrive rincara la dose:
nella settimana dal 30 Aprile al 6 Maggio, posate il fiasco di vino e dimenticatevi quei maledetti spritz, fatevi un giro a scoprire quei bar che non avete mai visto, oppure a trovare il vostro barman preferito e vedere cosa si è inventato per voi. La Cocktail Week è un gran modo di nobilitare quel lavoro di noi barristi/banconieri/mixologist/mescitoridibevende. Un lavoro duro e faticoso, che spesso viene frainteso come un “mestiere di ripiego” oppure “un modo per imbroccare” ma che molto più spesso di quanto crediate è il frutto di una passione che viene portata avanti con fatica, in contesti lavorativi non sempre “trasparenti” e talvolta poco dignitosi.

Julian Biondi

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