Tre consigli per mangiare vegano a Firenze – APRILE
Veg&Veg è la guida comoda per tutti i vegani che non devono rinunciare ad un pasto in compagnia per la paura di dover accettare come unica alternativa le solite “verdure grigliate”.
Vegana in Toscana? Si… può… FA-RE!
Ciao, sono @martina_stagi , una fiorentina onoratamente acquisita e, da quando sono ‘una vegana in Toscana’, la domanda più quotata è: “ma riesci a mangiare fuori casa?”
Inutile negare che ci sono zone e zone, chi è più legato alla tradizione (giustamente) e chi meno, ma giuro che essere vegani a Firenze, per lo stomaco, non è per niente complicato!
Quello che è più difficile è imparare a camminare con lo sguardo fisso in avanti per non incombere in vetrine di…ma quanto è magnifica Santa Maria del Fiore!
In ogni numero di F.U.C.K. troverai 3 posticini, anzi spazi (—> dal mio profilo @ilmio.spaziovegetale ) vegani, ma anche tanti locali di cucina tradizionale dove poter mangiare senza rinunce e sentirti accolto.
1. Tecum
Una scoperta più che positiva, dove ‘convivialità’ è la parola chiave, come il nome stesso definisce: TECUM.
Appena entri, l’idea è quella di una gastronomia, con cucina a vista e grandi scaffali riempiti di bottiglie di vino e uno stile industriale che crea una calda eleganza. Un menù alla carta – che cambia di stagione in stagione, completato da fuori menù scritti con il gesso sulla lavagna – propone piatti semplici ma originali, con abbinamenti di sapori incredibili.
Un esempio sono gli agretti, serviti freddi, con emulsione di aglio, olio, peperoncino, limone e mandorla. Delicatezza e freschezza in un solo piatto. Dalla cucina, uno sformato di tuberi con porro, crema di latte di mandorle e mandorle tostate.
La cosa bella? Essendo una ‘gastronomia di quartiere’ ogni giorno puoi scegliere il tuo piatto preferito o anche solo il loro pane e portarlo a casa!
Una cucina ‘di casa’ con prodotti della tradizione curati e rivisitati.

2. La Bisegna
Vuoi fare un pic-nic ma senza dover pensare a niente?
La Bisegna ristorante/gastronomia oltre a proporre i piatti della cucina all’interno della sua sala, ha pensato a chi, con la bella stagione non vede l’ora di sedersi – comodamente – sul prato, accompagnato da prodotti di qualità.
Io ovviamente, che non vedo l’ora di stare all’aperto, non ho potuto non provare questa proposta e, all’interno del bellissimo cestino, con posate, tovaglia e cuscini, le loro proposte vegane.
Cinque assaggi delle loro proposte dalla gastronomia, dal salato al dolce e accompagnati dalla loro schiacciata con i semi.
Ingredienti freschi, come la loro insalata ‘primizia’ con taccole, fagiolini e mentuccia che è un richiamo alla primavera e che ad ogni boccone regala una sensazione di freschezza. Torte salate, panzanella, carciofi in diverse cotture e patate.
E, se per dolce mi presenti una tarteletta alle mele, mi hai conquistata!
Insomma, uno spazio dove scegliere il proprio posto e godere di una cucina accogliente.

3. Bacaro fiorentino
Un ristorante che è un incontro tra due culture gastronomiche: la tradizione toscana e quella veneta che si uniscono in un menù innovativo, da qui il nome: Bacaro fiorentino
Tra i piatti tradizionali con pesce e carne, come le due regioni comandano, non mancano però proposte vegetali. Un’ampia selezione di verdure (non banali) e piatti più elaborati, con modifiche da quelli già presenti in menù. Il cavolo cappuccio viola marinato all’aceto di lamponi oppure il radicchio tardivo di Treviso sott’olio, sono solo due dei contorni da non perdere.
Non posso non elencare anche il carciofo fritto, ma avvolto da una pastella leggera che non ne altera il sapore primaverile. Dai primi piatti, gli Spaghetti alla chitarra in crema di carote arrostite e erba cipollina, un insieme fresco e delicato come stagione vuole.
Una cucina che crea un viaggio tra gusto e convivialità.

In cinque anni ho visto aumentare le proposte vegane a dismisura. Inizialmente e in particolare in città o borghi più legati alla tradizione, gli sguardi di ‘non so di cosa stia parlando’ oppure ‘non so come poterti accontentare’ erano tanti, e le borse riempite di viveri per la sopravvivenza, altrettanti!
Il viaggio è iniziato, e non vedo l’ora di mostrarti quanto questa città e i suoi dintorni offre.