gru Uffizi

VIA IL CANTIERE AGLI UFFIZI: Vent’anni sotto la gru

Finalmente è stata smontata la grande gru del cantiere alla Galleria degli Uffizi. Per 20 anni ha osservato i cambiamenti del mondo da lassù. Cronache dal cantiere che ha visto un po’ di tutto.

La più famigerata gru di Firenze ha finalmente i giorni contati. A partire da ieri, infatti, la regina dei meme balistici viene finalmente smontata, finendo per popolare soltanto i nostri ricordi. E di ricordi, probabilmente, ne abiterà tanti. In venti anni di onorato servizio – nonché di quasi costante immobilità – la famosa gru di Piazza della Signoria è stata involontaria testimone della Storia del XXI secolo. Collocata in una vetrina così privilegiata nel 2006, la gru se n’è rimasta lì, impalata, mentre nel Belpaese si avvicendavano cinque legislature, nove governi e dieci ministri della cultura. Ha conosciuto quattro sindaci di Firenze (Domenici, Renzi, Nardella, Funaro) e ha assistito alla vittoria dei Mondiali di calcio maschile del 2006, a quella degli Europei nel 2021 e alla prima partenza fiorentina del Tour de France nel 2024. Ha visto pure avvicendarsi tre pontefici in Vaticano. In questo momento non esiste un solo adolescente fiorentino che abbia mai visto Palazzo Vecchio senza il suo metallico dirimpettaio… 

La gru è stata eretta prima della messa in commercio dell’iPhone (2007) e prima della conseguente massificazione dello smartphone. Quando venne allestita, YouTube esisteva da appena un anno, mentre Facebook aveva due anni e soltanto12 milioni di utenti (oggi ne conta 3 miliardi e 65 milioni). Da quando è stata realizzata, la gru ha visto nascere tutti i social media che conosciamo, fra cui Twitter/X (2006), Instagram (2010), Snapchat (2011) e TikTok (2016). Al momento del suo allestimento, il presidente degli Stati Uniti era George W. Bush e l’invasione dell’Iraq di Saddam Hussein risaliva soltanto a un paio di anni prima. Israele stava bombardando Hezbollah in Libano e il Montenegro aveva appena raggiunto l’indipendenza. Da quando la gru è stata eretta, l’Unione Europea si è accresciuta di 3 membri (Bulgaria, Romania e Croazia) e ne ha perso uno fondamentale (il Regno Unito, che ha votato per la Brexit nel 2016).

La gru c’era anche quando il fallimento della Lehman Brothers diede inizio alla terribile crisi dei subprime, che, a partire dal 2008, avrebbe provocato il crollo del mercato immobiliare, il fallimento di molte istituzioni bancarie e un’ondata di recessione mondiale.

La gru ha assistito placidamente all’elezione di Obama, primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti (2009), e al terremoto di Haiti del 2010 (che provocò ben 200.000 vittime). A partire dal 2010, ha assistito al dilagare delle Primavere Arabe, che avrebbero sconvolto gli assetti politici di innumerevoli paesi del Maghreb e del Medio Oriente (fra cui Egitto, Siria, Libia, e Giordania). La gru era già al suo posto quando nel 2011 avvenne l’incidente nucleare di Fukushima, quando i Navy Seal assassinarono Osama bin Laden e quando la Costa Concordia naufragò di fronte all’isola del Giglio.

In quello stesso anno, è rimasta lì anche durante l’intervento militare della NATO in Libia, la crisi dello spread e la conseguente caduta del quarto governo Berlusconi. Era lì quando papa Benedetto XVI comunicò la storica decisione di abdicare (2013); quando il movimento di protesta Euromaidan rovesciò il governo ucraino di Janukovyč e la Crimea venne annessa alla Russia (2014). C’era anche quando venne proclamato il Califfato di al-Baghdadi (2014), quando 12 persone vennero assassinate nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo e quando più di 1.100 persone annegarono al largo delle coste libiche nel tentativo di raggiungere l’Europa (2015). La gru era presente sia quando Donald J. Trump vinse le sue prime elezioni (2016) sia quando i suoi sostenitori diedero l’assalto a Capitol Hill (2021). C’era quando nacque il movimento #MeToo (2017) e quando in Francia scoppiarono le violente proteste dei jilets jaunes (2018).

La gru era lì, nel 2019, quando l’Australia venne funestata dai peggiori incendi della sua storia e 16 milioni di ettari se ne andarono letteralmente in fumo. Ed era lì quando Giuseppe Conte, in diretta televisiva, annunciò il primo lockdown nazionale per il virus Covid-19. La gru ha assistito ai surreali mesi di isolamento forzato e alle decine di golpe che interessarono l’Africa nera fra il 2020 e il 2023 (Mali, Niger, Guinea, Sudan, Burkina Faso, Gabon). C’era quando i talebani riconquistarono l’Afghanistan (2021), quando la Russia invase militarmente l’Ucraina e quando la regina Elisabetta II morì dopo 70 anni di regno (2022). La gru è rimasta anche in occasione dell’Operazione Diluvio al-Aqṣā del 7 ottobre 2023, con cui si è aperta una nuova sanguinosissima stagione di guerra per la Striscia di Gaza. E ha fatto pure in tempo a vedere lo scoppio di una nuova guerra aperta fra Israele e Iran, a seguito dell’operazione Rising Lion con cui Tel Aviv ha colpito i siti nucleari persiani (2025). 

Vent’anni non sono pochi. E in questo arco di tempo sia Firenze che il mondo sono cambiati notevolmente. La città ha perso circa l’1% dei suoi residenti e ha visto aumentare gli stranieri dal 9,5% al 16,3% dei suoi abitanti. Nel 2006 il costo medio di un caffè era ancora compreso fra gli ottanta centesimi e un euro, mentre un biglietto ATAF costava un euro. Il valore medio di una casa a Firenze era di 3.500 euro a metro quadro (oggi è di 4.493 euro), mentre gli affitti si aggiravano sui 13,50 euro per metro quadro al mese (contro i 21,36 euro correnti). La gru ha osservato in silenzio mentre Matteo Renzi compiva il suo cursus honorum da Presidente della Provincia a Sindaco (2007), Segretario del PD (2013) e quindi Presidente del Consiglio (2014). Era presente quando ebbero inizio i cantieri per la prima linea della tramvia e quando vennero pedonalizzati 420.000 metri quadrati del centro (2009). C’era sia quando Firenze venne paralizzata da 28 centimetri di neve (2010) sia quando venne registrata la temperatura record di 41°C (2022).

La gru c’era anche quando l’estremista di destra Gianluca Casseri aprì il fuoco contro dei venditori ambulanti in Piazza Dalmazia, uccidendo i senegalesi Samb Modou e Diop Mor (2011). C’era quando vennero aperte la Biblioteca delle Oblate e il Museo dell’Opera del Duomo (2007), quando Firenze ospitò il G8 della cultura (2008) e quando venne inaugurato il Museo Gucci (2009). Era lì in occasione dei 150 anni dall’Unità dell’Italia (2011) e al ritrovamento della presunta tomba di Monna Lisa (2012). La gru c’era anche quando aprirono il Museo del Novecento (2015) e quello degli Innocenti (2016), o quando Forte Belvedere ospitò il sontuoso matrimonio fra Kim Kardashian e Kanye West (2014).

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Ha assistito all’emergere dell’e-commerce, alla liberalizzazione degli affitti brevi e all’exploit di Airbnb. Ed era presente quando la Fiorentina, per la prima volta nella sua storia, è passata sotto una proprietà straniera, con l’acquisto del club da parte di Rocco Commisso attraverso la Columbia Soccer Ventures LLC (2019). 

Ora, dopo tante cose viste e vissute, il 21 giugno la gru si accomiaterà finalmente dai fiorentini. E lo farà in grande stile (con tanto di evento panoramico dalla terrazza dei Lanzi). Di lì a poco inizieranno i nuovi lavori per un cantiere più “light”, che conta sull’appoggio finanziario di Confindustria, Enic e Fondazione CR Firenze. Col mostro metallico se ne va un ventennio intenso, ricco di eventi e di cambiamenti che hanno mutato radicalmente la vita quotidiana di ciascuno di noi. E noi restiamo comunque qui, intenti a sopravvivere e a fare un bilancio del tempo trascorso. Ad augurarci che la prossima gru veda ventenni più noiosi (…) di quello appena trascorso.