Metallo brado, le creazioni di Arlo Haisek

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Un designer di gioielli di grande talento tra le vie dell’Oltrarno: è Arlo Haisek.

arlo_1Hobo: randagio per scelta, assolutamente refrattario alla stasi fisica e spirituale, abituato a scorgere in un “altrove” qualsiasi, la temporanea ragione di un’esistenza errabonda. Questo è il ritratto sintetico di una figura in grado di incarnare e precorrere i caratteri salienti delle subculture avvicendatesi nel corso arlo_5del ‘900: siamo al cospetto di un lavoratore stagionale alla costante ricerca di “qualcosa di meglio” che trovava nel nomadismo su rotaia l’unica cura al clima d’incertezza post crisi economica del ’29. Bastava saltare sul primo treno merci per “transumare” da uno stato all’altro di quell’America sempre più avara di promesse; bastava “ascoltare il canto d’acciaio delle rotaie” per trovare conforto nel sonno, in attesa di giungere alla destinazione successiva. Così recitava la “Ninnananna dello hobo”Hobo’s lullaby di Arlo Guthrie.arlo_4
«Mio padre decise semplicemente di chiamarmi come l’interprete di una delle sue canzone preferite» spiega Arlo Haisek, trentacinquenne creatore di gioielli, che alla canzone di Guthrie, a mio parere, deve dell’altro: i suoi preziosi infatti paiono estrinsecare con tutta evidenza le atmosfere e gli stati d’animo evocati dalla figura dello hobo.
I metalli, bandito l’utilizzo di resine e prodotti d’origine sintetica, vengono lasciati liberi di portare in superficie tutte le proprie asimmetrie, di ossidarsi e assumere nuances mai uguali a se stesse. Neanche le pietre, fulcro delle varie collezioni di anelli, sono rigidamente costrette ad assumere contorni non propri ma entrano a far parte delle composizioni esattamente per l’opposto: per esaltare il carattere più intimo e primitivo di un manufatto. Ciascun elemento pare appoggiarsi sull’altro in maniera estremamente naturale, senza orpelli e senza conferire all’insieme la gravità tipica della sovrabbondanza.
arlo_6La formazione di Arlo si è compiuta tra Firenze, dove ha studiato presso l’Istituto d’Arte e l’India, in Rajasthan, dove ha studiato gemmologia e ha perfezionato la sua conoscenza delle gemme. Anni importanti che lo hanno portato a lavorare per importanti firme della moda come Ralph Lauren, Dior, Versace, Missoni, Givenchy. Recentemente le sue creazioni hanno attirato l’attenzione anche di Roberto Cavalli. Se siete curiosi di conoscere lui e le sue creazioni, lo trovate in Oltrarno, nella sua bottega di Via de’ Bardi 20 R. •

Testo di Renzo Ruggi, Annalisa Lottini
Foto di Arlo Haisek
Poesie di Anna Ragone

arlo_7>>>>ENGLISH VERSION
Hobo: tramp by choice, absolutely resistant to physical and spirtual stasis, accustomed to see in whatever “somewhere else”, the temporary reason of his errabond existence. This is the sintetic portrait of a figure that embodies and anticipates the main characteristcs of the subcultures of the 20th century.
«My father decided to name me after the singer of one of his favourite songs (Hobo’s lullaby by Arlo Guthrie)» explains Arlo Haisek, thirtyfive-year-old creator of jewels, who, in my opinion ows more to Guthrie’s song.
His precious creations seem to externalize the atmospheres and moods evoked by the figure of the hobo. Making no use of resins and synthetic products, metals are free to show ther asymmetries, to oxidate and take always different nuances.
Not even the stones, at the heart of his rings’ collections, are rigidly bound to follow forms that do not belong to them. Every element seems to bear on the other in an extremely natural way, without frills and without conveying the gravity typical of overabundance.
Arlo’s education started in Florence, at the Istituto d’Arte and continued in India, Rajasthan, where he study gemmology and perfected his knowledge of gems. These important years led him to work with important fashion brands such as Ralph Lauren, Dior, Versace, Missoni, Givenchy. Recently his creations have attracted the attention of Roberto Cavalli.
If you are curious to know him or his jewels, just go to Oltrarno, in his workshop of Via de’ Bardi 20 R. •

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