5 motivi per visitare “Eternal Impressions”

Sono passati ormai più di dieci giorni dall’inaugurazione della mostra di Cathleen VanBergen a Firenze presso la Fondazione Mello in Borgo Pinti 22/24. Ecco che vi indichiamo i motivi per cui assolutamente non potete perdervela!

Avete tempo fino al 15 novembre per visitare questa nuova esposizione a Firenze che prende vita in una location suggestiva e originale. Noi ci siamo stati e vi raccontiamo 5 motivi per cui dovete farlo anche voi!

1.Scoprire una nuova artista

Appassionati d’arte che ci leggete, sappiamo che siete sempre alla ricerca di novità ed eccoci che vi proponiamo un’occasione per scoprire un’artista d’oltreoceano: Cathleen VanBergen che fin da piccola ha trasformato in arte la sua curiosità verso il mondo che la circonda e le persone. L’artista indaga la complessità umana guidata da un senso di esplorazione e di desiderio di spingersi oltre una superficiale visione del reale convinta che l’arte possa illuminare le esperienze condivise. Il suo lavoro apre, così, ad una dimensione esperenziale più profonda. La sua prospettiva si esprime attraverso dipinti e litografie visibili a Firenze presso la Fondazione Mello grazie alla mostra “Eternal Impressions”.

Conferenza Stampa “Eternal Impressions” del 17/10/2025 presso la Biblioteca delle Oblate di Firenze.

Da sinistra il prof. Salvatore Damiano, l’artista Cathleen VanBergen e la presidente della Fondazione Mello Luciana Frilli.

Ph. Foto Fantasy

2. Riscoprire la bellezza del quotidiano

Uno degli elementi fondamentali del processo creativo di Cathleen VanBergen è quello di lasciarsi ispirare da dei momenti di vita quotidiana che le comunicano delle emozioni e la “costringono” in qualche modo a trasformarle in opere artistiche. Il filo conduttore di tutto il suo lavoro è proprio quello di cogliere la musica del reale e trattenerla su tela trasmettendo così un messaggio universale. Le sue creazioni raccontano più di belle immagini creando delle metafore sul senso della vita su cui tutti si interrogano in un gioco di rimandi di significati che ad un’immagine associa una tematica esistenziale. Questo andare oltre spingendosi a un livello inedito di leggere il mondo non è solo il suo modo di fare arte ma anche il senso dell’esistenza: spingersi al di là dei limiti per cogliere tutte le opportunità. Visitare “Eternal Impressions” ci ricorda quanto intorno a noi ci siano spunti di riflessione e di bellezza da cogliere.

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3. farci sentire meno soli

Contemporaneamente il suo lavoro ci fa sentire parte di un tutto, annientando quella solitudine alienante che oggi pervade un po’ tutti. Questo succede perché i temi affrontati dall’artista raccontano di sensazioni che pervadono tutte le generazioni. Non siamo soli nel viaggio – che passa attraverso successi e insuccessi, gioia e dolore – alla ricerca dell’identità e di un posto in questo universo. Risulta chiaro che, secondo il suo pensiero, l’arte è capace di farci sentire compresi e quindi di connettere facendo forza sul suo potere sociale e comunicativo. Proprio attraverso l’espressione artistica Cathleen Van Bergen vuole indagare le connessioni umane e le infinite storie che si intrecciano.

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4. Conoscere un luogo magico

La bellezza di questa mostra è sicuramente potenziata dalla location che la ospita: “la Fondazione Mello” in Borgo Pinti 22/24. Vi abbiamo precedentemente raccontano la magia di questo luogo che nasconde aneddoti sulla storia fiorentina e ospita le opere di Gianfranco Mello i cui colori e giochi di luce e ombra creano un’atmosfera surreale. I dipinti, le stampe e le litografie di Cathleen VanBergen entrano in comunicazione con i dipinti en plein air dell’artista veneziano trasmettendo l’entusiasmo per la vita che accomuna il loro lavoro.

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5.Riscoprire la litografia

La litografia è un’arte ormai quasi abbandonata che è, invece, esaltata nuovamente da Cathleen VanBergen che le ha dedicato un’intera collezione e tanti anni del suo lavoro. Infatti, la serie “Wonders of Work” – presente alla mostra “Eternal Impressions” a Firenze – è stata creata con questa tecnica e ha richiesto 5 anni di attività. Questo lavoro illumina alcuni aspetti dell’esperienza umana a partire dalla relazione tra uomo e la macchina ma non solo. Seguendo da vicino – a 65 piedi sotto terra – le attività degli operai che hanno dato vita al nuovo Transbay Terminal di San Francisco, Cathleen VanBergen ci parla dell’alternarsi di successi e insuccessi, del passare del tempo, del progresso, della realizzazione umana. Tutto questo trasformando 15 fotografie – selezionate tra le tantissime scattate – attraverso il lavoro con la pietra calcarea in litografie. Sicuramente quest’ultima è una tecnica faticosa che richiede tanto impegno anche fisico ma ha permesso all’artista di conferire un’aura di eternità alle sue opere. Inoltre, il materiale le ha permesso di connettersi direttamente all’attività degli operai proprio perché la pietra è anche da loro utilizzata. Fondamentale per questa collezione è stata la collaborazione con il maestro stampatore John Gruenwald. “Eternal Impressions” permette, quindi, di riscoprire la tecnica della litografia che non deve andare perduta!

Eternal Impressions

Non vi resta che visitare “Eternal Impressions” per tutti i motivi che vi abbiamo raccontato e farci sapere se ne trovate qualcuno in più per non perdersi il lavoro di questa artista dallo spirito unico e innovativo.

“Eternal Impressions” 

Fondazione Mello – Borgo Pinti 22/24

dal 18 ottobre al 15 novembre 2025 

Orari:

dal martedì al venerdì ore 15:00-19.30 

sabato e domenica  ore 10:00 – 13:00 15:00 – 19:30

lunedì chiuso 

Mi definisco nata con la penna in mano perché da sempre la mia grande passione è la scrittura con cui trasformo storie ed emozioni in parole. Laureata in Teorie della Comunicazione sostengo che la comunicazione sia un'attitudine che nasce da empatia e curiosità.