Alla scoperta della Via Francigena

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Un pellegrinaggio laico tra natura, disconnessione e riscoperta di noi stessi.

La Via Francigena copre una distanza di 3.268 km partendo dalla cattedrale di Canterbury fino ad arrivare a San Pietro in Vaticano. Rappresenta per i pellegrini provenienti da tutte le parti del mondo il percorso di culto per raggiungere la tomba dell’apostolo Pietro. Insieme ai cammini più conosciuti, come quello di Santiago e della Terra Santa, la Via Francigena fa parte dei tre cosiddetti peregrinationes maiores, nati per i cristiani come importanti atti votivi nei confronti della Chiesa.

Oggi è ancora un pellegrinaggio religioso, ma è anche, in un senso più laico e spirituale, riscoperta di un contatto con sé, passando dalla capacità di disconnessione, di stare nel tempo e sentirsi parte della natura.

Sicuramente il percorso che attraversa la Toscana è uno dei più pittoreschi e variegati: si possono ammirare le caratteristiche strade bianche – che costituiscono la via del cammino – tra vigne, uliveti e gli immancabili cipressi che sembrano correre sulle colline della campagna. Ogni tappa ha una lunghezza media di 25 km, per cui è necessario stimare in precedenza con quale ritmo affrontarle e considerare in quale periodo dell’anno intraprendere il tragitto, in relazione anche alle ore di luce a disposizione. A fine giornata si può decidere se alloggiare in bed & breakfast e ostelli nei paesi attraversati, oppure in alloggi adibiti ai pellegrini che si trovano a ogni tappa. Sarà necessario solo essere in possesso della credenziale, il “passaporto del pellegrino”, che è possibile richiedere facilmente nei punti di distribuzione presenti in molti siti lungo il cammino; su questo libretto verranno collezionati i particolari timbri di ogni ostello visitato per la Francigena. Permette pure di accedere a quei conventi e chiese che dispongono dell’accoglienza necessaria, quindi posti letto, servizi e addirittura cene in compagnia di altri pellegrini. Il tutto a donazione, rendendo l’esperienza ancora più evocativa e unica.

Quello che più affascina è la scoperta di luoghi sconosciuti, l’evasione, la tranquillità e le persone lungo il percorso con i quali condividere un tratto di pellegrinaggio. Il cammino è segnalato chiaramente in tutta la sua lunghezza, non mancano fontanelle d’acqua potabile e punti di sosta dotati kit di emergenza, nonché diari annessi su cui chi vuole può lasciare le proprie riflessioni o semplicemente un segno del passaggio in questo paesaggio mozzafiato.

La Via Francigena è un’alternativa importante alla routine della società moderna, attraverso la quale è possibile ritrovare sé stessi e il contatto perso con la Natura. Il cammino si trasforma così in una forma di meditazione, abbandonando il peso dei pensieri giornalieri per far spazio all’entusiasmo di intraprendere un’esperienza unica di esplorazione a piedi, spesso per luoghi che con altri mezzi sarebbero inaccessibili. In un mondo dove tutto viaggia ad alta velocità, qui comprendiamo che apprezzare ciò che ci circonda richiede il giusto tempo, ma con il proprio passo: un viaggio può durare da giorni fino a mesi, sarà il viandante a scegliere le tappe che desidera raggiungere. Qualunque sia la scelta, non mancherà di arrivare la consapevolezza dell’inutilità di quegli oggetti che la società attuale fa credere indispensabili, ma che in realtà, dopo un’attenta cernita, si possono lasciare a casa prima della partenza, alleggerendo il più possibile il carico dello zaino. Allo stesso modo, camminando, il desiderio di rimanere sempre connessi, in nome della preservazione dei nostri contatti sociali, si perde passo dopo passo, per far spazio a una più attenta ricerca interiore, lontana da tutti gli input costanti e presunte necessità relazionali del nostro mondo.

Adesso più che mai la necessità di abbracciare la bellezza della natura è una costante anche per le nuove generazioni; in particolar modo dopo un lunghissimo periodo trascorso all’interno delle proprie mura domestiche, a causa della pandemia. La volontà di riscoprire nuove attività, sentieri e realtà sembra sempre più presente anche per conoscere percorsi che rivelano luoghi e paesaggi unici, diversi dall’abitudinario. La Via Francigena è così un’esperienza rigenerativa in tutti i suoi aspetti; se intrapresa poi come costante, verrà naturale ritagliarsi ogni anno un po’ di tempo per percorrere tappe differenti. 

Non ci sono limiti di età per intraprendere la Francigena e le persone che si incontrano lungo la strada sono quasi sempre aperte a raccontare molto di loro stessi, oltre al motivo che li porta ad affrontare questi sentieri: chi cerca del tempo da passare in solitudine, chi per un trauma ha sentito la necessità di utilizzare il cammino come cura o chi ha semplicemente desiderato mettersi alla prova. La fatica di camminare con uno zaino pesante giorno dopo giorno sembra immensa, ma in realtà ogni mattina all’alba l’energia nel nostro corpo è carica e motivata per la sfida che risiede nel tragitto successivo. Raggiungendo l’ultima tappa, poi, la soddisfazione è tanta e prevale una sensazione di rigenerazione. Ecco perché, tornati alla quotidianità, sarà forte il desiderio di pianificare da subito le prossime tappe.  

Testo e foto di Luca Morgantini.

IG: @luca.morgantini

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