Armin Linke, City as Archive

Dal 12 novembre a Palazzo Grifoni Budini Gattai di Firenze The City as Archive, una mostra propone la lettura critica e immersiva della città, attraverso le fotografie dell’artista italo-tedesco Armin Linke, poste in dialogo con straordinarie immagini storiche e documentarie della Fototeca. 

Mentre la morbida luce autunnale torna a Firenze, la città diviene allo stesso tempo soggetto e specchio con l’inaugurazione della mostra di Armin Linke: City as Archive. “La città come archivio”. Ambientata nei suggestivi interni di Palazzo Grifoni Budini Gattai, sede per decenni della Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut, la mostra trasforma uno storico spazio di studio in un’opera d’arte vivente che riflette la memoria culturale della città.

In questo ambiente, con i suoi soffitti riccamente policromi e i lampadari di cristallo sospesi sopra gli scaffali vuoti, Armin Linke costruisce un dialogo suggestivo tra le sue fotografie e le immagini storiche provenienti dal vasto archivio del KHI.

Dal 12 novembre a Palazzo Grifoni Budini Gattai di Firenze The City as Archive
Opificio delle Pietre Dure. Perugino, Madonna in trono con Bambino e santi, pala d’altare proveniente da Fano © Armin Linke 2023

L’installazione trasforma l’assenza in presenza: gli scaffali, ora spogli, formano una cornice scultorea per una riflessione su come il patrimonio artistico di Firenze sia stato costruito, documentato e reinventato attraverso la fotografia. Firenze, a lungo mitizzata come culla del Rinascimento, viene qui reinterpretata come una città di archivi, un luogo in cui immagini, documenti e manufatti hanno circolato per secoli, generando nuove forme di percezione.

Le fotografie di Linke approfondiscono i sistemi visivi che sostengono questa eredità: musei, laboratori di conservazione e cataloghi che continuano a mediare la produzione di conoscenza e arte. City as Archive nasce da un progetto di ricerca pluriennale presso il KHI, diretto da Hannah Baader e Costanza Caraffa, e si basa sulla residenza di Linke presso l’Istituto dal 2019 al 2021. 

Dal 12 novembre a Palazzo Grifoni Budini Gattai di Firenze The City as Archive
KHI n. inv. 187745: Governo militare alleato in Toscana, veduta aerea delle distruzioni intorno a Ponte Vecchio, dopo il 4 agosto 1944, stampa alla gelatina ai sali d’argento, 12,2 x 12,3 cm © Kunsthistorisches Institut in Florenz 2024

Noto per le sue indagini sulle infrastrutture della conoscenza – dai centri di ricerca ai musei e alle istituzioni accademiche – Linke utilizza la fotografia non semplicemente come strumento di rappresentazione, ma come metodo di indagine. La sua pratica si concentra sull’organizzazione e la circolazione di materiali, gesti e informazioni, trasformando l’archivio in quella che lui definisce una “coreografia dell’accumulazione”. Ogni fotografia in mostra nasce dalla collaborazione con archivisti, restauratori, scienziati e tecnici, trasformando la documentazione in dialogo.

A Palazzo Grifoni Budini Gattai, questo approccio è reso tangibile: gli scaffali dell’ex biblioteca, svuotati dopo il trasferimento della collezione in un nuovo centro di ricerca, diventano parte dell’opera stessa. Lo spazio è reimmaginato come una mappa di trasformazione, dove guardare e ricordare sono atti inscindibili.

Le curatrici Hannah Baader e Costanza Caraffa offrono prospettive distinte ma convergenti a City as Archive, sottolineando come gli archivi non si limitino a preservare il passato: plasmano attivamente l’immaginario collettivo. Per Gerhard Wolf, direttore del KHI, la mostra ha offerto “una straordinaria opportunità di aprire gli spazi dell’Istituto al tessuto urbano”.

Dal 12 novembre a Palazzo Grifoni Budini Gattai di Firenze The City as Archive
KHI n. inv. 497288: Ivo Bazzechi, Piazza Santa Croce, ante 1968, stampa alla gelatina ai sali d’argento, 18 x 23,9 cm © Kunsthistorisches Institut in Florenz 2024

Armin Linke descrive il progetto come “una macchina spazio-temporale che viaggia attraverso Firenze”, dove le sue fotografie contemporanee entrano in dialogo con stampe storiche provenienti dagli archivi Alinari, Brogi e Hautmann. “In questo senso”, aggiunge, “Firenze e le sue istituzioni diventano non solo il contesto della mostra, ma il suo soggetto vivente”. 

Al di là del suo quadro concettuale, City as Archive riflette il duraturo impegno di Firenze per la conservazione culturale. La mostra ricorda l’eredità di Anna Maria Luisa de’ Medici, ultima erede della dinastia medicea, il cui visionario Patto di Famiglia del 1737, esposto in mostra, garantì che i tesori artistici della città rimanessero di pubblico dominio. L’installazione di Linke risuona con questa storia, proponendo l’archivio, proprio come il museo, come uno spazio urbano vivo in cui il patrimonio viene continuamente reinterpretato. Distesa tra le sale interconnesse del palazzo, la mostra intreccia ricerca, architettura e immaginazione. 

Dal 12 novembre a Palazzo Grifoni Budini Gattai di Firenze The City as Archive
Archivio di Stato di Firenze. Patto di famiglia di Anna Maria Luisa de’ Medici © Armin Linke 2022

A completamento dell’installazione si trova uno storyboard multimediale animato che traduce cinque anni di ricerca sul campo in immagini in movimento, distillate dalla pubblicazione “La città come archivio”che uscirà a breve. Il film fonde registrazioni sul campo con una composizione sonora originale del musicista Giuseppe Ielasi, tracciando la geografia concettuale e relazionale che sostiene il progetto di Linke. In questi spazi, un tempo dedicati allo studio accademico, la storia incontra il presente attraverso una costellazione di immagini che documentano la conservazione dei dipinti rinascimentali.

L’esperienza invita gli spettatori a muoversi, ascoltare e riflettere, trasformando l’osservazione in partecipazione.In definitiva, City as Archive reinventa Firenze non come una città di monumenti immutabili, ma come un organismo vivente di conoscenza, un luogo in cui l’archivio stesso diventa sia un’origine che una storia incompiuta.

Cover photo: KHI n. inv. 636382: Soprintendenza Firenze, la Gioconda di Leonardo da Vinci a Firenze, accanto il direttore degli Uffizi Giovanni Poggi e il direttore generale delle Belle Arti Corrado Ricci, probabilmente nell’ufficio di Poggi il 14 dicembre 1913, stampa alla gelatina ai sali d’argento, 19,7 x 24,7 cm © Kunsthistorisches Institut in Florenz 2024