L’arte di Gabriele Picco arriva a Firenze con la mostra Carrying a Cloud

Ha inaugurato ieri e sarà visibile fino al mese di ottobre presso il Gallery Hotel Art di Firenze la mostra dell’artista bresciano Gabriele Picco Carrying a Cloud, curata da Valentina Ciarallo. Un’esposizione che si inserisce nel percorso di promozione dell’arte contemporanea avviato sin dal 2000 da Lungarno Collection, realtà che ha fatto del dialogo tra arte, ospitalità e pubblico internazionale il proprio tratto distintivo.

Gabriele Picco, artista visivo e scrittore, si distingue per una poetica che esplora le contraddizioni dell’uomo e della società contemporanea, “muovendosi tra ossimori come vita e morte, sogno e realtà”, come ha spiegato la curatrice durante l’inaugurazione della mostra. Tra i soggetti più emblematici della sua ricerca spiccano le nuvole, elementi dal forte valore simbolico e narrativo che hanno attraversato la storia dell’arte, dalle rappresentazioni trecentesche di Giotto alle visioni oniriche e surreali di René Magritte. In Carrying a Cloud, Picco reinventa questo soggetto in chiave personale, sottolineandone l’ambiguità e il carattere sospeso tra il concreto e l’effimero. Il riferimento al cortometraggio di Pier Paolo Pasolini Che cosa sono le nuvole? (1967) ne amplifica la dimensione poetica, trasformandole in metafore visive della condizione umana.

Tra le opere in mostra, spicca Nuvola, un’installazione che vede una Fiat 500 modello D del 1964 trasportare sul portapacchi un’enorme nuvola, sostituendo le valigie con un simbolo di leggerezza e sogno collettivo. Quest’opera, che ha viaggiato per il mondo, rievoca l’Italia del boom economico e la sua voglia di immaginare nuovi orizzonti. Come racconta l’artista, le nuvole sono tra le prime immagini che i bambini imparano a disegnare, evocando un senso di libertà e spensieratezza che l’arte ha il potere di restituire anche allo sguardo adulto.

Un altro nucleo significativo della mostra è rappresentato dalla serie Cieli bucati, dipinti inediti in cui le nuvole si stagliano su sfondi dalle tonalità mutevoli, dal rosa dell’alba al rosso intenso del tramonto. La tela, bucata e picchiettata, supera il limite della bidimensionalità aprendosi a nuove possibilità di interpretazione. Un piccolo volatile, posato su cornici di recupero, diventa ponte simbolico tra passato e presente, mentre il dialogo con le perforazioni di Lucio Fontana suggerisce un’apertura a dimensioni ulteriori. Il rimando al romanzo dello stesso Picco Cosa ti cade dagli occhi (2010) aggiunge un ulteriore livello di lettura: nel libro, un gabbiano scopre un punto fragile nel cielo, capace di aprire uno spiraglio sull’ignoto.

Piccola nota non da poco le cornici di queste opere, cornici d’epoca che lo stesso artista cerca, scova, recupera e restaura per trasformarle in parti dei suoi quadri-scultura.

Le nuvole, nella visione di Picco, non si limitano a fluttuare ma possono anche essere ammaestrate. Nasce così la figura dell’“ammaestratore di nuvole”, un curioso personaggio che dirige una sinfonia onirica, come un direttore d’orchestra immerso in un mondo di visioni eteree. In Dipingi la tua vita, la dimensione surreale si manifesta attraverso un buffo omino la cui testa, deforme, si trasforma in una tavolozza: un invito a colorare la propria esistenza con creatività e libertà.

La mostra offre inoltre l’occasione per ammirare lavori meno recenti, come Trasportatori di arcobaleno e Lo scalatore di carote (2017), esposti per la prima volta. Qui, la bellezza impalpabile dell’arcobaleno diventa tangibile, mentre due piccoli uomini scelgono dove posizionare il ponte di colore. Un antidoto alla noia o, forse, un modo per guardare il mondo con stupore? Allo stesso modo, lo scalatore di carote suggerisce un’avventura fantastica in cui l’ordinario si trasforma in meraviglia.

Arricchita da una serie di disegni ironici ispirati alla cultura popolare dei cartoon, Carrying a Cloud si trasforma in uno spazio di riflessione sul senso di eternità, esplorando l’inaccessibile e traducendolo in metafora della condizione umana.

In mostra inoltre sono presenti diverse opere site-specific realizzate dall’artista letteralmente sulle pareti dell’hotel: una specie di caccia al tesoro che l’artista invita il pubblico a fare per scoprire inedite prospettive e, perché no, divertirsi a giocare e tornare un po’ bambini.

Durante l’inaugurazione abbiamo avuto la possibilità di fare due chiacchere con l’autore per sapere di più del suo immaginario.

Com’è nata l’idea della tela bucherellata dall’uccellino?

C’è sicuramente un dialogo con le perforazioni di Lucio Fontana ma a parte questo i cieli bucati nascono da un disegno che è diventato prima scultura e poi romanzo –Cosa ti cade dagli occhi (2010)-. Credo che rispecchino perfettamente la mia idea di quella che è la funzione dell’arte: andare al di là del reale e scoprire nuovi mondi.

Come definiresti il tuo stile? Potremmo definirlo “fanciullesco”?

Fanciullesco non sarebbe esatto; la mia produzione è fatta di molto altro oltre a ciò che è esposto in questa occasione. Le mie opere nascono dall’inconscio e dal continuo disegnare e riflettono su temi molto diversi. Una volta è stato definito come un teatro dell’assurdo e credo che questa definizione sia decisamente calzante.

L’artista

Nato a Brescia nel 1974, Gabriele Picco è laureato in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano. Ha esposto le sue opere in Italia e all’estero, partecipando a manifestazioni internazionali come la Biennale di Tirana, la Biennale di Praga ed Eutopia a Shanghai. Le sue creazioni fanno parte di prestigiose collezioni, tra cui la Collezione Montblanc di Amburgo, il MoMA di New York e la Robert Lehman Foundation. Come scrittore, ha pubblicato romanzi tradotti in diverse lingue e una graphic novel finalista al premio Tuono Pettinato 2022. Nel 2024, Picco ha collaborato con Seletti per la realizzazione di una lampada da tavolo in porcellana, una miniatura della scultura Nuvola, trasformando il suo linguaggio artistico in un oggetto di design da collezione.

Informazioni sulla mostra

GABRIELE PICCO – Carrying a Cloud
A cura di Valentina Ciarallo
Dove: Gallery Hotel Art, Vicolo dell’Oro 5, Firenze
Quando: Dal 20 marzo 2024 al 24 ottobre 2025
Ingresso libero

Per informazioni:
Gallery Hotel Art
Vicolo dell’Oro 5, 50123 Firenze, Italia
T: +39 055 27263
gallery@lungarnocollection.com
Instagram: @lungarnocollection