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Cenerentola secondo Punzo: alla Pergola una favola che diventa utopia

Il 9 e 10 aprile, in prima nazionale, al Teatro della Pergola, CenerentolaL’arte, la scienza e la conoscenza. Il nuovo lavoro di Armando Punzo trasforma la celebre fiaba in una riflessione sulla possibilità di cambiare, di immaginare e di esistere oltre i limiti imposti.

Cenerentola-L’arte, la scienza e la conoscenza” arriva a Firenze come tappa di un lungo percorso della Compagnia della Fortezza, realtà unica nel panorama teatrale europeo, nata all’interno del carcere di Volterra e da anni riconosciuta per la sua ricerca radicale.

Qui la fiaba che tutti conosciamo si dissolve. Non c’è più una storia lineare, né un riscatto tradizionale: Cenerentola diventa un principio, una presenza che attraversa l’umano, la natura, il pensiero. È figura in trasformazione, possibilità aperta, tensione verso qualcosa che ancora non esiste. Oltre l’abito e la scarpetta, oltre il martirio e la redenzione, il personaggio emerge dal mito per incarnare una natura esemplare, capace di vivificare il senso del vivere contemporaneo.

Ernst Bloch, il teorico del sogno ad occhi aperti, tratta l’utopia come il possibile concreto che si può raggiungere, il non ancora esistente che si può realizzare a costo di perdere noi stessi, di mettere in atto una trasformazione che confligge con quelle che sembrano verità inscalfibili. L’utopia è la verità della vita possibile e libera, della vita che cerca l’umano nell’uomo, citando Vito Mancuso. Il quadro iniziale in cui è inserita Cenerentola ha i colori dell’arrendevolezza, quelli rassicuranti in cui tutti possono sentirsi rappresentati, quelli che ci inducono ad amarla senza conoscerla perché riconosciamo in lei la nostra condizione di uomini umiliati, sviliti, arresi, da noi stessi nel nostro essere matrigna, figlie e figliastra.

La narrazione della sua misera esistenza sembra essere l’unica realtà possibile, quella senza scampo di una vita già scritta che viene da lontano e che proietta nel futuro il suo limite, la stessa che intuiamo in noi e per noi, anche se noi sappiamo che possiamo eccedere, ma abbiamo timore di frequentare i limiti della nostra esistenza.

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Lo spettacolo si inserisce in una ricerca che da tempo supera i confini del racconto per costruire visioni. Dalle precedenti messe in scena emerge un teatro fatto di immagini, corpi e stratificazioni simboliche, dove il senso non è mai dato una volta per tutte ma si compone nello sguardo di chi osserva.

In questa rilettura, la cenere non è più segno di umiliazione, ma traccia di un passaggio: ciò che resta di un mondo che si consuma per lasciare spazio a un altro. È da lì che prende forma l’idea di utopia, intesa non come sogno irraggiungibile, ma come possibilità concreta di trasformazione.

Punzo costruisce così una Cenerentola “ribelle”, che non aspetta di essere salvata, ma invita a guardare oltre. Un teatro che non rassicura, ma apre domande e immaginari, proponendo allo spettatore un’esperienza più che una narrazione, in cui visione e pensiero si intrecciano continuamente.

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Questa Cenerentola incarna l’uomo, la donna, la pianta, l’animale: è sé stessa e, allo stesso tempo, oltre sé stessa. Rappresenta il principio vitale che genera vita, la curiosità che spesso dimentichiamo di esercitare, la forza in divenire che ci sostiene. La cenere che la ricopre non è simbolo di miseria, ma di un mondo che brucia per far posto a uno nuovo, un punto di fuga per un’azione che sconvolge il canone e apre a nuove prospettive.

L’arte, come Cenerentola, possiede mille potenzialità che si manifestano a contatto con il mondo. Non deve preoccuparsi di sentirsi utile, anche quando la solitudine dell’artista può essere disperante.

Fondata da Armando Punzo nel 1988, La Fortezza è una delle compagnie di ricerca teatrale più note e premiate al mondo, e la più longeva esperienza di teatro professionale all’interno di un istituto penitenziario.

Cenerentola-L’arte, la scienza e la conoscenza è uno spettacolo per la regia di Armando Punzo

e con:

Ciro Afeltra, Elisa Betti, Isabella Brogi, Valentin Bucur, Maxwell Caratti, Biagio Cipparano, Paul Andrei Cocian, Giovanni Colombo, Pasquale Concas, Salvatore Costantino, Lucio Di Iorio, Maurizio Diotallevi, Vitale Esposito, Viola Ferro, Tiago Martins Ghilli, Francesco Guardo, Abbassamad Karim, Bashik Khalif, Nik Kodra, Patrik La Comare, Antonio Lanzano, Alessandro Lorena, Mbaresim Malaj, Davide Mannara’, Marco Mario Gino Eugenio Marzi, Luca Matarazzo, Tun Oo Nay Bustos, Nunzio Proscia, Armando Punzo, Andrea Salvadori, Ivan Savic, Francesca Tisano, Fabio Valentino, Tommaso Vaja, Stefano Vezzani.

Produzione Carte Blanche ETS/Compagnia della Fortezza, Teatro della Toscana

Con il sostegno di MIC, Regione Toscana, Comune di Volterra, Ministero della Giustizia Casa di Reclusione di Volterra, ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra

Foto: Stefano Vaja

Teatro della Pergola

via della Pergola 18/32, Firenze
9 aprile ore 19 / 10 aprile ore 21:00

Biglietti:

Platea €37

Palco €30

Galleria €21

Riduzioni:

Over 65 e convenzioni: Platea €34 / Palco €27 / Galleria €19

Soci Unicoop Firenze: Platea €31 / Palco €25 / Galleria €19

Under 30 e abbonati: Platea €31 / Palco €25 / Galleria €19

I prezzi sono comprensivi dei diritti di prevendita.

Biglietteria: aperta dal lunedì al sabato, ore 10:00–20:00

055 0763333
biglietteria@teatrodellapergola.com

È possibile acquistare i biglietti anche online e nei punti vendita Vivaticket.

Laureata in Scienze della Comunicazione, master in social media e organizzazione di eventi, appassionata di food & beverage, sport e tutto quello che mi sembra figo!